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venerdì 1 dicembre 2017

Ftse Mib: non è il momento dei long. L'analisi di vari titoli

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, analista tecnico indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli. Pietro Paciello è autore del libro appena pubblicato TRADING PLAN. Per info clicca qui
L'area dei 22.500 si è dimostra una resistenza piuttosto forte per il Ftse Mib che è tornato ad arretrare da questo livello. A questo punto si aspetta più sviluppi ribassisti nel breve?
A mio avviso è più probabile una rottura al ribasso del range nel quale si sta muovendo il Ftse Mib, perchè se diamo fiducia all'analisi tecnica notiamo che il pull-back ribassista che temevamo sta funzionando. E' evidente che il mercato non ha molta voglia di scendere, perchè in altri tempi una figura ribassista così netta avrebbe generato dei flussi di vendita molto più consistenti e rapidi.  
Dal punto di vista emotivo Piazza Affari non ha voglia di scendere, ma sotto il profilo tecnico alla mancata volontà degli operatori di liquidare o posizionarsi al ribasso, non seguono flussi in acquisto. 
L'evidenza del pull-back ribassista di cui parlavo prima è talmente forte che scoraggia al momento il posizionamento long da parte degli operatori e il tutto si è trasformato in 6-7 sedute di tentativi falliti di recupero della vecchia area di supporto sopra i 22.600 punti. 
Rimane sempre la sensazione che il mercato non voglia scendere, ma l'evidenza tecnica è molto forte e dovrebbe spingere il Ftse Mib almeno a testare nuovamente la zona dei 21.900 punti, ossia i minimi segnati la scorsa settimana. 
In quell'area probabilmente ci sarà uno scontro tra orsi e tori e si potrebbe quindi assistere a qualche tentativo di riposizionamento long, ma sicuramente il grafico dice che non è il momento di rimanere in posizione rialzista e che bisogna aspettare livelli o configurazioni tecniche più favorevoli per poter puntare al rialzo.
Consiglio quindi molta prudenza: si ha la sensazione che il mercato faccia davvero fatica ad arretrare, ma al contempo è così evidente che sta arretrando da non attirare nuovi compratori. 
Dal momento che il mercato è dominato dalla legge di domanda e offerta, possono anche esserci pochi venditori, ma se non ci sono acquirenti non si può salire. 
Tra i bancari oggi Unicredit si sta spingendo in avanti, mentre si muove in direzione opposta Intesa Sanpaolo. Qual è il suo giudizio su questi due titoli?
Unicredit da un po' di tempo sta sovraperformando rispetto ad Intesa Sanpaolo: due giorni fa il titolo ha tentato di portarsi sopra la resistenza dinamica di breve in area 17,26/17,27 euro, ci ha provato per due giorni di seguito ma non è riuscito a consolidare questo breakout. 
Ciò vuol dire che il titolo, se il mercato continuerà a scivolare verso il basso, potremmo ritrovarlo a breve in area 16 euro, dove troviamo una zona di accumulazione. 
Unicredit sicuramente in questo momento non è shortato dalle mani forti come accaduto in passato e questa è un'altra dimostrazione del fatto che per ora non c'è spinta ribassista sul mercato. 
Occhio ai 16 euro come livello di supporto dove dovrebbe arrestarsi una fase discendente, ma attenzione anche ai 17,2/17,25 euro, perchè in caso di chiusura giornaliera sopra questo livello si potrà tornare a guardare con positività a Piazza Affari, visto che il titolo mi sembra il market driver del mercato in questo momento.
La struttura di Intesa Sanpaolo è sicuramente meno favorevole nel senso che l'impostazione tecnica è meno valida di quella di Unicredit e lo notiamo da diversi giorni. 
Segnaliamo due livelli chiave: il primo è il minimo relativo segnato la scorsa settimana in area 2,75 euro, e un secondo, più rilevante del primo, è riferito al gap-up lasciato aperto a giugno scorso in area 2,65 euro. Da questo livello mi aspetto reattività rialzista da Intesa Sanpaolo che fino ad allora a mio avviso non è da tenere in posizione long in portafoglio. 
Solo un pieno recupero sopra area 2,9 euro mi farebbe abbandonare questa propensione a liquidare il titolo che si conferma decisamente meno forte di Unicredit al momento. 
STM continua ad allontanarsi dagli ultimi massimi. Il titolo ha già raggiunto livelli interessanti per un acquisto?
Nelle passate interviste avevamo segnalato per STM in area 22 euro il 50% di Fibonacci di lungo termine, quindi non dico che avevamo anticipato questa discesa, ma la stessa era leggibile dal punto di vista grafico. 
Volendo parlare di zone di accumulazione, STM ha due punti di contatto interessanti: uno è in area 18,35 euro, toccata oggi, e l'altro, più consistente, è in area 17,5 euro, cui segue l'ultimo a 16,5 euro.
Per un titolo che è salito tanto è bene ragionare secondo una logica di livelli tecnici progressivi e la progressività indica che quasi ad ogni figura tonda c'è un livello di supporto. Il più solido è in area 16,5/17 euro, mentre gli altri sono dei sostegni intermedi che in un titolo come STM impostato al rialzo nel lungo termine, potrebbero essere sfruttati per rapidi rally rialzisti.
La figura tecnica di lungo periodo non compromessa e lo sarebbe solo sotto i 16,5 euro, stando a quello che dice il grafico. 
Come valuta la discesa che sta interessando Fca?
Guardando solo i grafici, Fca ha rotto a 15 euro il supporto dinamico di breve, per cui tecnicamente è un titolo da liquidare e da shortare. Non si può comprare ora Fca perchè non c'è un motivo tecnico per farlo: il titolo è stato caratterizzato da una fase di ascesa straordinaria e il supporto vero è in area 12 euro. 
Ci sarebbe quindi grande spazio al ribasso senza compromettere il trend rialzista di lungo termine, per cui se correzione ci sarà a Piazza Affari, sarà più profonda di quella vista fino ad ora. 
Saipem oggi è tra i migliori del listino sulla scia di un nuovo contratto aggiudicato dal gruppo. Consiglierebbe di acquistare ora?
Il grafico di Saipem per me è compromesso al ribasso perchè è stato rotto al ribasso un supporto dinamico ascendente di medio-breve periodo abbastanza chiaro, quando ha violato area 3,43 euro. Il problema di Saipem è che difficilmente si muoverà autonomamente rispetto al petrolio e ora sta recuperando perchè da ieri l'oro nero ha rimbalzato di quasi 1 dollaro. 
Solo una eventuale chiusura sopra i 3,55 euro, caratterizzerebbe la violazione recente come il classico falso breakout ribassista e potrebbe dare una bella spinta al rialzo. 
Rimarrei in osservazione su Saipem che tornerebbe ad essere interessante con una chiusura sopra i 3,55 euro, ma non prima. 

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