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venerdì 1 dicembre 2017

Equita cambia strategia su Piazza Affari: i titoli di dicembre


La prima seduta del mese di dicembre viene vissuta in calo da Piazza Affari dove il Ftse Mib, pur avendo recuperato dai minimi intraday, si mantiene in territorio negativo. Prosegue così la debolezza già mostrata a novembre quando l'indice delle blue chips ha lasciato sul parterre quasi due punti percentuali.

La novità di novembre è l'accelerazione dell'inflazione Usa

Nel consueto report mensile dedicato all'azionario, gli analisti di Equita SIM segnalano che la principale novità emersa dagli ultimi dati macro è l'accelerazione dell'inflazione negli Stati Uniti, con il dato "core" di ottobre in rialzo del 2,5%, ben al di sopra del target del 2% fissato dalla Federal Reserve.
Gli analisti fanno notare che un singolo mese è troppo poco per parlare di tendenza consolidata, ma anche i prezzi alla produzione, sia core che headline, hanno registrato un incremento del 2,4%.
Non è ancora chiaro se questo aumento sia sostenibile, però il fatto che sia confermato dai prezzi alla produzione implica che vada monitorato perché tutti i portafogli sono impostati per fronteggiare il rischio deflazione.
Nonostante questa recente evidenza le minute della Fed hanno mostrato un FOMC più preoccupato della deflazione che di un surriscaldamento dei prezzi.

Il messaggio ai mercati quindi è stato che certamente i tassi saranno alzati a dicembre, ma che lo scenario 2018 non è ancora pienamente definito e questo ha indebolito il dollaro.
Diverso invece il discorso per l'Europa che non sembra essere toccata dal tema dell’accelerazione dei prezzi, visto che il dato sull'inflazione "core" rimane nell’ordine dell'1%-1,2%, mentre la stima di crescita del PIL a 2,5% potrebbe essere addirittura prudenziale visto che gli indici relativi all'attività manifatturiera di ottobre hanno superato le attese, al pari dell'indice IFO in Germania.

Equita si espone di più sull'azionario, ma resta cauta

Gli analisti di Equita SIM hanno deciso di rivedere leggermente la loro strategia sull'azionario e ora nel portafoglio raccomandato si sono spostati su un peso neutro, rispetto al sottopeso di alcuni punti percentuali che avevano a settembre.
La maggiore esposizione all'equity è conseguenza anche di una diversa allocazione settoriale che ha subito un netto cambiamento, visto che gli analisti hanno deciso di ridurre il peso dei titoli bancari, compensando questa mossa con l'inserimento di alcuni titoli industriali ritenuti interessanti o dopo una rilevante sottoperformance, com nel caso di Leonardo e Tenaris, oppure in seguito all'IPO, come accaduto per Pirelli.
Equita SIM mantiene comunque su Piazza Affari una view cauta di medio termine per diversi motivi.


In primis secondo gli analisti c'è un livello estremamente elevato di compiacenza: i massicci e prolungati acquisti di titoli delle banche centrali hanno distorto la percezione del rischio, spingendo i rendimenti high yield in Europa sotto il livello del decennale americano e allungando la duration tipica di un portafoglio obbligazionario da 3-4 anni ad oltre.
In secondo luogo, a causa del breakout delle commodities e del miglioramento del mercato del lavoro, qualche segnale di inflazione inizia ad emergere, almeno negli Stati Uniti.

Se confermato ciò potrebbe far venir meno il principale motore del rialzo dei mercati finanziari e del crollo della volatilità, cioè il quantitative easing delle banche centrali e la convinzione che verrebbe subito accelerato a fronte del minimo accenno di bear market.
A ciò si aggiunga che il 2018 è l’anno in cui gli acquisti delle banche centrali scenderanno da 2 trilioni di dollari annui a circa 600 milioni.
Infine, i junk bond hanno leggermente allargato: l’ETF americano (JNK US) ha rotto al ribasso la media mobile a 200 giorni, e anche se l’allargamento degli spread per ora è minimo, lo stesso va tenuto sotto osservazione perché questa è l’asset class con più elevata correlazione all’azionario.

Ridotto il peso di vari titoli in portafoglio, in particolare di A2A

Quanto alle modifiche apportate al portafoglio titoli suggerito a Piazza Affari, gli analisti hanno deciso di limare tutte le posizioni con una scommessa superiore ai 200 punti base per portare il peso equity nel loro portafoglio in linea con il benchmark.


I titoli oggetto di una riduzione dell'esposizione sono: Buzzi Unicem, CNH Industrial, Ferrari, Intesa Sanpaolo, Leonardo, Mediobanca, Moncler, Pirelli, Telecom Italia nella versione risparmio, Unicredit e Unipol.
Tra le utility, la variazione richiesta per adeguare il peso del cash al benchmark è stata concentrata su A2A, poiché gli analisti ritengono che la recente presentazione del piano industriale possa sostenere una sovraperformance di Enel.
La strategia su A2A resta comunque "bullish, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 1,73 euro.

Aumenta il peso di Brembo: gli altri titoli su cui puntare a dicembre 

L'unico aumento di peso ha riguardato Brembo, per rispettare il sovrappeso minimo richiesto perchè un titolo sia incluso nel portafoglio.
Quanto agli altri titoli consigliati per il mese di dicembre e per i quali non è stata apportata alcuna modifica troviamo ENI e Tenaris, Atlantia ed Enel. 
Fonte: News Trend Online

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