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venerdì 15 dicembre 2017

Draghi BCE: va tutto bene!

Ieri Mario Draghi nella conferenza stampa di fine anno, ha detto che la BCE non ha discusso dell’eventualità di slegare il QE dall’andamento dell’inflazione.
Se qualcuno lo conosce, visto che ieri ha anche detto che il rischio deflazione è completamente scomparso, li dica che la deflazione da debiti è ancora qui più viva che mai, lo chieda a quelli di Steinhoff di cui parleremo a breve, ma soprattutto li ricordi che il QE è una bomba deflattiva, più sommergono il mercato di liquidità è più la velocità di circolazione della moneta implode…
La Bce mantiene i tassi di interesse invariati, destinati a rimanere ai livelli attuali.

«Permane la necessità di un ampio grado di stimolo monetario affinché le spinte inflazionistiche continuino ad accumularsi e per sostenere la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo», lo ha detto il presidente della Banca Centrale europea, Mario Draghi nell’atteso discorso, l’ultimo dell’anno da Francoforte.
Il vertice della Bce ha quindi confermato le attese del mercato che non si aspettava variazioni al rialzo. Ma ha confermato anche che la Bce si sta muovendo lungo un percorso molto diverso da quello tracciato dalla Federal Reserve che ieri ha avviato un’altra stretta sui tassi cui ne dovrebbero seguire altre tre lungo tutto il 2018.
Comprate euro mi raccomando…
«La vasta maggioranza dei governatori e’ d’accordo nel mantenere le caratteristiche di “apertura” del programma di acquisti di bond», ha spiegato Draghi chiarendo che il Qe potrebbe essere esteso oltre settembre 2018.

«Il perdurare del sostegno monetario — ha aggiunto Draghi — deriva dagli ulteriori acquisti netti di attività, dalle notevoli consistenze acquistate e dai prossimi reinvestimenti, nonché dalle nostre indicazioni prospettiche sui tassi di interesse». La Bce stima per la prima volta l’inflazione dell’Eurozona per il 2020, facendo sapere che sarà dell’1,7%, sotto il target del 2%.
Nel 2017 l’inflazione è confermata all’1,5%, nel 2018 è rialzata dall’1,2% all’1,4% e nel 2019 è confermata all’1,5%. Insomma, la fotografia è di un contesto che necessita ancora gli interventi dell’Eurotower. Anche se i dati più recenti, che mostrano «un forte slancio ciclico», consentono di avere «una maggiore fiducia» rispetto alla risalita dell’inflazione.

«Siamo più fiduciosi di due mesi fa sul conseguimento dei target. Il vero problema è quanto è forte la velocità di convergenza» verso l’obiettivo del 2%», ha osservato Draghi.
Quindi va talmente bene che di rincaro di salari non vi è traccia e le prospettive sono quelle di raggiungere l’1,7% sull’inflazione solo nel 2020, quando Mariuccio non ci sarà più!
Ovviamente il Mario, come la Gianna in America, non vedono alcun rischio per la stabilità finanziaria, su Steinhoff ha detto che il loro obiettivo non è fare profitti o evitare perdite.
Sul caso dei bond Steinhoff, che hanno perso terreno sulla scia dello scandalo contabile che ha travolto la società, Mario Draghi ha affermato che le indiscrezioni relative alle “perdite” che la Bce avrebbe sofferto a causa della sua esposizione verso le obbligazioni “sono state esagerate”.
Draghi ha ammesso che la Bce ha accusato una perdita, facendo notare tuttavia che i bond rappresentano solo una piccola frazione dei profitti che la banca centrale ha realizzato lo scorso anno.
E comunque, ha aggiunto il banchiere, “l’obiettivo (del programma di acquisto degli asset, che prevede anche l’acquisto di corporate bond), non è “né di riportare profitti né di evitare le perdite”.
E’ chiaro il concetto, la BCE se ne frega delle perdite, può comprare qualunque tipo di spazzatura, di titolo o asset spazzatura, tanto poi con un click cancella tutto.

Ecco il motivo per il quale non ci siamo agitati tanto e non ne abbiamo parlato subito, cosa vuoi che siano 21 miliardi di bond spazzatura nascosti nel bilancio della BCE, secondo UBS, rispetto all’eternità!
Ma cosa è questa faccenda della Steinhoff, la vice IKEA, colosso che in Italia si nasconde dietro Canforama?
Scoppia lo scandalo Steinhoff International, colosso del mercato dell’arredamento nato in Sud Africa e diventato un gigante retail attivo in Australia, Europa e Stati Uniti.

La società mercoledì ha avviato una indagine su presunte irregolarità contabili e l’ad Markus Jooste si è dimesso con effetto immediato. La notizia ha scatenato un crollo del valore delle azioni e dei bond. Ma soprattutto potrebbe avere ripercussioni pesanti sulla Banca centrale europea che ha acquistato il bond della divisione europea della società (la Steinhoff Europe AG con sede in Austria) la scorsa estate nell’ambito del suo programma di stimolo (il quantitative easing) all’economia europea.

Un incauto acquisto che rischia di mettere in discussione tutta la politica della Bce. Il titolo è crollato sulla borsa di Francoforte, bruciando più di 7 miliardi di euro in un giorno. A rendere il collasso più clamoroso il fatto che queste obbligazioni sono state emesse appena sei mesi fa e con un rating investment-grade molto positivo.
Il crollo dei corporate bond con scadenza nel 2025, torna ad alimentare diversi interrogativi sul piano con cui la Bce di Mario Draghi, oltre ad acquistare titoli di stato dei paesi membri dell’Eurozona, fa shopping di diverse obbligazioni societarie.Dai dati di UBS emerge che la Bce è il detentore numero uno di questi bond.

Un funzionario della Banca centrale europea conferma che l’istituto detiene “alcuni” di questi bond, senza precisarne la quantità (il limite è comunque pari al 70% delle obbligazioni emesse). Li ha acquistati a luglio, il mese in cui è avvenuta l’emissione per un valore di 800 milioni di euro.
Quello che è importante è che dopo il discorso ottimista di Draghi le borse europee hanno festeggiato, la nostra in particolare…
… che in due giorni ha perso oltre il 3,5 %, sarà per le preoccupazioni della Boschi o forse perché Vegas, il capo della Consob, l’ha invitata a casa sua di buona mattina? ;-)
Ieri gli psicopatici di Wall Street si sono presi un piccolo spavento a pesare sono state le rinnovate preoccupazioni sull’approvazione della riforma fiscale al Senato.
Il repubblicano Marco Rubio vuole maggiori sgravi all’infanzia altrimenti voterà contro; un altro paio di senatori del Gop sono incerti.

Al voto, atteso la settimana prossima, potrebbe assentarsi il collega John McCain, in ospedale. Soltanto ieri i listini avevano brindato all’accordo di principio trovato dai legislatori conservatori per uniformare le bozze della legislazione di Camera e Senato.
Simpaticoni, proprio ora che il consumatore americano erodendo risparmi e facendo debiti ovunque continua a sostenere l’economia facendo salire i consumi.
Nel frattempo in Cina corrono ai ripari seguendo la FED in attesa della guerra commerciale che verrà…
Il discorso di Draghi ha di nuovo indebolito l’euro, in America la curva dei tassi continua sempre più ad appiattirsi e i nostri tesorucci si sono girati al rialzo, senza fretta.
Autore: Andrea Mazzalai Fonte: News Trend Online

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