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martedì 5 dicembre 2017

Divertirsi sotto l’albero. E col portafoglio

 
Giocattoli e videogame non sono cose da ragazzini. Per lo meno quando si parla dei titoli delle società dei due segmenti e del rendimento che, eventualmente, possono portare nelle tasche degli investitori. L’argomento torna di attualità soprattutto quando si avvicina il Natale, un periodo tradizionalmente caldo per le casse di queste aziende e per i loro titoli. Solo negli Stati Uniti, le vendite di videogiochi nella cosiddetta Holiday season (il cui inizio viene fatto coincidere con la Festa del ringraziamento per chiudersi subito dopo Capodanno) quest’anno, secondo la società di ricerca NPD Group, dovrebbero crescere di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo del 2016. La medesima tendenza, secondo la National Retail Federation, si registrerà per il segmento dei toy tradizionali. L’intero comparto è in salute anche nel Vecchio continente dove, secondo uno studio della società di consulenza TechNavio, il fatturato dovrebbero crescere a un ritmo del 3% all’anno almeno fino al 2020.
“Sui due lati dell’Atlantico assistiamo, seppur con modalità diverse, alle stesse dinamiche: diminuzione della disoccupazione, aumento delle fiducia dei consumatori e crescita dei mercati azionari e real estate”, spiega Jaime Katz, analista di Morningstar (NasdaqGS: MORN - notizie) . “Sono tutti elementi che, storicamente, portano le famiglie a spendere di più in questi segmenti dei beni di consumo discrezionali”. Per sapere se è accaduto anche questa volta, in ogni caso, sarà necessario aspettare l’inizio del 2018. E non solo per una questione di calendario. “La maggior parte delle aziende di questi settori realizzano più di un terzo dei loro ricavi nell’ultimo quarter dell’anno”, spiega Katz.
Occhio alle valutazioni, ma anche al web e alle M&A
Dal punto di vista operativo, il settore va avvicinato con una certa attenzione. “Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) segmento dei videogame ( per quanto riguarda le aziende quotate, non è molto popolato), ci sono titoli che da inizio gennaio hanno corso molto”, dice l’analista di Morningstar. “Società come la cinese Tencent (HKSE: 0700-OL.HK - notizie) hanno visto le loro azioni (presenti sotto forma di ADR a Wall Street) salire anche dell’80% rispetto al +17% fatto segnare dal paniere S&P500”. Sulla carta margini di crescita potrebbero essercene ancora. “Secondo uno studio di PwC, le revenue nel 2021 dovrebbero superare i 120 miliardi di dollari contro i 60 miliardi registrati nel 2013”, spiega l’analista.
Anche il comparto dei toy più tradizionali presenta alcune caratteristiche che è meglio tenere in considerazione. “Un colosso come Mattel (NasdaqGS: MAT - notizie) sta portando avanti una ristrutturazione profonda ma che procede a rilento”, dice Katz. “Non sono però da escludere ondate di consolidamento, come ha lasciato intendere il tentativo di avvicinamento, nelle settimane scorse, fra la stessa Mattel e Hasbro (NasdaqGS: HAS - notizie) . In generale, comunque, le aziende in grado di prosperare saranno quelle capaci di sfruttare il canale online per aumentare le vendite. E, magari, evitare di andare in fallimento come accaduto a Toy ‘r Us, messa fuori dal mercato proprio per la sua incapacità di cavalcare Internet”. 
Di Marco Caprotti

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