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lunedì 11 dicembre 2017

Da Hong Kong a Londra, i segreti del Milan cinese

REUTERS/Alessandro Garofalo
di Fabrizio Arnhold
La classifica del Milan è triste più che complicata. La prima vittoria della gestione Gattuso, ieri sera contro il Bologna, è stata un’utile boccata d’ossigeno ma per riportare l’entusiasmo tra i tifosi serve tempo. La struttura della società, invece, è solo complicata e di tempo ne ha sempre meno. L’Economia del Corriere, oggi in edicola, dedica un pezzo all’intricata trama societaria rossonera, cercando di chiarire la struttura. Impresa quasi impossibile.
Il presidente cinese Yonghong Li rischia di dover pensare ad una ricapitalizzazione di emergenza prima della chiusura del bilancio, il prossimo 30 giugno. E’ a caccia di prestiti, ulteriori, a Londra “con il dossier che potrebbe essere in mano a un ex top manager di Generali mentre si intravede l’ombra di Antonio Giraudo”, si legge sull’Economia. Sì, proprio quell’Antonio Giraudo ex amministratore delegato della Juventus, già condannato e radiato per lo scandalo di Calciopoli. C’è anche un altro filo che lega i consulenti del Milan ai Pozzo,proprietari dell’Udinese e una società, la XXIII Capital, che finanzia squadre di calcio. Hong Kong è il luogo dei presiti a mister Li, al tasso del 14 per cento, provenienti da una società alle Cayman.
Il Milan deve sostituire il prestito da 303 milioni di euro dell’hedge fund Elliot in scadenza nell’ottobre del 2018, con interessi fino all’11 per cento. Goldman Sachs – con cui Inter e Roma hanno esposizioni da oltre 200 milioni di euro – insieme a Merrill Lynch si è sfilata. Stesso discorso per le grandi banche italiane. Il club di mister Li, quindi, si è rivolto alla società di consulenza Bgd Weston, di Londra, di Lorenzo Gallucci, con cui lavora Antonio Giraudo. L’ex ad bianconero si occuperebbe solo di real estate. La Bgd ha portato il dossier del Milan sul tavolo della Hps Investment di Scott Kapnick “che gestisce 39 miliardi di dollari di crediti difficili e junk bond, d’altronde il terreno finanziario del Milan è questo”, scrive il supplemento del Corriere. La pratica potrebbe essere nella mani di Nikhil Srinivasan, fino allo scorso gennaio a capo degli investimenti del gruppo Generali.
Gallucci della Bgd amministra la Hornets Investment, holding dei Pozzo che oltre all’Udinese controllano anche il Watford. La Hornets e il Watford si sono spesso appoggiati alla società londinese XXIII Capital, quella dei Pozzo. E’ un circuito abbastanza intricato. Per semplificare: gli uffici londinesi da cui passa il futuro finanziario del Milan, sono anche il centro degli affari dei Pozzo. Da Londra a Hong Kong. Mister Li ha ottenuto l’ultimo prestito tre mesi fa: 7 milioni di euro con un tasso del 14 per cento. I soldi arrivano da una piccola società delle Cayman, la Jin Bao Bao, quotata a Hong Kong. La garanzia? Il 100 per cento del capitale della Rossoneri Advance, la holding alle Isole Vergini in testa alla struttura societaria del Milan. Lo schema della proprietà, a conti fatti, è complicato. Come la classifica del Milan.

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