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lunedì 18 dicembre 2017

Con la quotazione in Borsa, Bitcoin è legittimato

 
7.30 del mattino. Squilla il telefono. “Voglio comprare il bitcoin, voglio comprare il bitcoin!” un amico immobiliarista chiama per chiedermi informazioni. È in frenesia. Stesso entusiasmo fuori controllo del pescatore che sta per agguantare il Marlin. Si percepisce dall’altra parte del telefono. Poi, nel pomeriggio un altro. Carriera nel back-office bancario, mai un soldo investito in Borsa. “Ah, che goduria, il Bitcoin mi sta dando immense soddisfazioni!”. Adrenalina da trading, inconfondibile per chi da anni opera sui mercati.
L’ultima volta che ho assistito a un film del genere è stato a fine 2007 quando, negli spogliatoi della palestra Club Francesco Conti, sentivo decantare le lodi di sconosciute Small Cap italiane. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) 2008-2009, silenzio tombale.
Bolla o non bolla, con la quotazione del futures sul Bitcoin al CBOE, la Borsa derivati di Chicago, Bitcoin si spoglia definitivamente delle vesti di fenomeno da smanettoni informatici, passando a strumento finanziario istituzionale, quotato su una delle principali borse derivati mondiali. Legittimato, come un cavaliere dal re.
La tecnologia Blockchain, sulla quale poggia Bitcoin, è una rivoluzione, come Internet alla fine degli anni ’90, e continuerà a svilupparsi. D’altra parte, i mercati anticipano e scontano tutto nei prezzi, come è successo con le “dotcom” nel 2000. Quando internet aveva appena iniziato a svilupparsi, i prezzi di Borsa delle dotcom erano già ai massimi. Dopo una fase di euforia iniziale (che potrebbe durare anche parecchio e portare a nuovi massimi), un ridimensionamento dei prezzi del Bitcoin e delle altre criptovalute non ne impedirebbe la diffusione e l’utilizzo.
Una guida essenziale ma chiarificatrice del funzionamento di Bitcoin è il “White Paper” scritto il 31 ottobre 2008 dal suo inventore, Satoshi Nakamoto: clicca qui per leggere la quida .
La “capitalizzazione”, se così si può chiamare, delle criptovalute ha superato i 300 miliardi di dollari, ed è paragonabile a quella delle più grosse aziende mondiali. La frenesia intorno a questo mercato è tale che gli Exchange, le Borse non regolamentate dove Bitcoin e altre centinaia di criptovalute vengono scambiate, non riescono a star dietro alla forte domanda di nuovi conti. Basta provare ad aprire un account presso una delle principali (Kraken, Bitfinex, Coinbase) per accorgersene.
Bitcoin è comparso anche nella conferenza stampa della Federal Reserve di mercoledì scorso. La banca centrale americana ha alzato i tassi d’interesse al target range 1.25-1.50%, prospettando altri tre rialzi nel 2018. Janet Yellen, ultima conferenza stampa prima di lasciare le redini a Powell, ha stemperato i timori di bolle sul mercato azionario le cui quotazioni sono “elevate, ma non necessariamente sopravvalutate”. Ha detto poi che: “ci sono individui che potrebbero perdere molti soldi se Bitcoin dovesse calare di prezzo, ma non vede una minaccia per le principali istituzioni finanziarie. I rischi per la stabilità finanziaria sono limitati, perché il sistema bancario non è esposto alle fluttuazioni del Bitcon.”
OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE
In vista di fine anno, i principali indici azionari mondiali hanno messo a segno performance molto positive, guidate dal settore tecnologico, dal settore petrolifero e dai finanziari. Il Nasdaq è a +27% da inizio anno a oggi, seguito dal Dow Jones, +24%. In Asia, svetta l’indice Hang Seng a + 31.66% da inizio anno. In Europa, l’indice italiano FTMIB si è distinto con un +14.55%, seguito da Dax +13.63% e Eurostoxx50 +7.87%.
I mercati americani sono stati sostenuti oltre che da buoni utili aziendali, dalla riforma fiscale che già settimana prossima potrebbe approdare al Congresso per l’approvazione definitiva.
Solidi i dati macro. La disoccupazione è al 4.1%, e nel mese di novembre sono stati creati 228.000 nuovi posti di lavoro. L’inflazione al 2% nel mese di novembre (1.8% al netto di alimentari ed energia). Il prodotto interno lordo al 2.3%.
Il settore obbligazionario governativo è salito, in particolare in Europa, con rendimenti in discesa per il Bund allo 0.30%. Il rendimento del BPT, sceso fino a 1.60% pochi giorni fa, si è impennato fino all’1.80% dopo la notizia delle elezioni politiche italiane, il 4 marzo 2018. Sul fronte USA, il decennale è rimasto stabile rispetto al mese scorso, al 2.39% di rendimento, mentre è decollato il rendimento sulla scadenza 2 anni, all’1.8%. Ciò amplia ulteriormente lo spread col due anni Germania, che ora rende -0.73%.
In Europa, le banche hanno beneficiato di misure meno stringenti nei nuovi accordi di Basilea, che entreranno in vigore il primo gennaio 2022, anziché nel 2019, come inizialmente previsto.  Si temeva una valorizzazione ponderata per il rischio sui Titoli di Stato in portafoglio delle banche, cosa che non è avvenuta. Anche in Europa, i dati macro sono stati estremamente positivi, con PMI composito della produzione (57.5), manifatturiero (60.1 in novembre) e dei servizi (56.2 in novembre) sui massimi degli ultimi anni. Il prodotto interno lordo europeo cresciuto al passo del 2.5% su base annua nel terzo trimestre 2017, il migliore dell’ultimo decennio.
In Cina, i buoni dati su esportazioni e importazioni di materie prime hanno confortato i mercati sull’andamento della seconda economia mondiale, che viaggia al passo del 6.8%.
Tuttavia, in Cina rimane forte preoccupazione sul livello del debito (DEBT/GDP circa 250%) e sullo shadow banking. I rendimenti sul decennale cinese hanno toccato il 4%, generando prese di beneficio sui mercati azionari.
In un contesto generale di bassa volatilità, alcune eccezioni vistose: dopo Venezuela e Astaldi il mese scorso, si segnala il crash di Steinhoff International Holding, società sudafricana (quotata a Francoforte) nel settore dell’arredamento, che ora capitalizza circa 3 miliardi, dopo aver perso oltre l’80% del suo valore in meno di una settimana. L’episodio ha creato imbarazzo. La BCE, nell’ambito del piano di stimoli monetari, aveva comprato bond Steinhoff, investment grade fino a pochi giorni fa, prima del crollo. “Chi pagherà le perdite? Lo scopo del programma BCE non è quello di evitare perdite, ha spiegato il Presidente BCE Mario Draghi. D’altra parte, le perdite generate dagli acquisti dei bond Steinhoff sono trascurabili rispetto agli 1.6 miliardi di interessi netti dal programma BCE lo scorso anno”.
Il cambio euro/dollaro nel mese di novembre ha oscillato tra un minimo di 1.1552 e un massimo di 1.1960 e ora quota 1.1750. Probabile trading range per le prossime settimane: 1.15-1.13 area di acquisto e 1.20-1.22 area di vendita.
In UK, si prospetta una Brexit più soft del previsto, ma Theresa May sta perdendo consenso politico. Ci saranno nuove elezioni nel 2018? La sterlina ha recuperato terreno, con EUR/GBP sceso fino a 0.8687 nel mese corrente. Probabile trading range per le prossime settimane: 0.85 - 0.8630 area di acquisto e 0.90-0.92 area di vendita.
Un anno fa, tutti si aspettavano volatilità per il 2017. Invece, a due settimane dalla chiusura dell’anno, il 2017 è stato uno dei più tranquilli e favorevoli ai mercati della storia. I twitter di Trump nulla più di twitter, (cinguettii, in inglese) e forse entro fine anno la riforma fiscale sarà approvata. Nessun vero terremoto geopolitico. Anzi, elezioni politiche in Europa andate piuttosto bene, in particolare in Francia, con le estreme destre meno forti di quanto temuto. Nessuna guerra atomica con la Corea del Nord. Dati macro in forte miglioramento. Nessun errore di politica monetaria. Inflazione in ripresa, ma sotto controllo. Prezzi del petrolio a livelli ideali, non troppo alti da far rallentare i consumi, non troppo bassi da mettere in crisi le aziende del settore.
Il mix di troppe preoccupazioni all’inizio dell’anno e, al contrario, l’eccezionale serie di buone notizie ha generato il movimento speculativo al rialzo tuttora in corso sui mercati, in stile fine anni ’90. L’anno che si sta chiudendo è stato come correre sulle uova, con pochissime uova incrinate o rotte, come il Venezuela e i bond Steinhoff, e per ora con effetti contagio quasi inesistenti. Potrà durare in eterno?
Il cigno nero, l’evento imprevisto in positivo, è stato Bitcoin. Non solo speculazione, ma qualcosa di più serio che potrebbe avere grosse implicazioni sociali oltre che economiche.
Come accadde con l'invenzione delle Ferrovie a metà dell'Ottocento, la quotazione può andare alle stelle e tornare alle stalle, ma non si fermerà. È una strada che può portar lontano.
Concludiamo questa ultima newsletter del 2017, augurandovi di chiudere bene l’anno e iniziare ancora meglio il prossimo e ci aggiorniamo nel 2018 per le “previsioni”.

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