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mercoledì 20 dicembre 2017

Choc in casa Apple. Nomura rovina la festa dell'iPhoneX


Doccia fredda per Apple. Il titolo della società di Cupertino ha ceduto ieri oltre l'1% a Wall Street in scia a un raro downgrade - l'ultimo risaliva al giugno scorso - arrivato per di più nel suo periodo tradizionalmente più favorevole, quello delle vendite natalizie.  

Il downgrade

L'analista di Nomura Instinet che si occupa dell'azienda di Cupertino, Jeffrey Kvaal, ha declassato le azioni della mela da "buy" a "neutral" e ridotto il target price sull'azione da 185 a 175 dollari, collocando quindi il prezzo corretto dell'azione appena 50 centesimi sopra i livelli correnti (e sotto quelli precedenti il ribasso di ieri).
Una decisione giustificata con l'idea che ci sia poco margine per attendersi sorprese positive dai dati sui ricavi del quarto trimestre, da cui il mercato aspetta i risultati di vendita del melafonino del decimo anniversario. 

Troppa euforia per l'iPhoneX?

Il broker è infatti convinto che i livelli di crescita dell'iPhone e i prezzi medi più elevati degli smartphone di nuova generazione siano già scontati nel prezzo dell'azione, protagonista quest'anno di una delle migliori performance dell'indice dei tecnologici con un rialzo di oltre il 50% da gennaio. 
Proprio a partire da questa considerazione, Kvaas esprime preoccupazione per l'elevata valutazione raggiunta dal titolo, osservando che l'azione tratta adesso 15 volte l'utile 2018, cioé in linea con i livelli raggiunti in passato in coincidenza con i picchi di vendite dell'iPhone 5 e dell'iPhone 6.

Stagionalità sfavorevole

Pur convinto che "i miglioramenti di Apple meritino multipli più ricchi rispetto agli anni precedenti" - vengono apprezzati ad esempio nel report i dati di crescita relativi alla divisione servizi del gruppo, che produce margini più elevati, con la precisazione però che quest'ultima rappresenta solo il 15% delle attivita' di Apple - Kvaas evidenzia poi un dato alla stagionalità tipica dell'azione, ossia che Apple sovraperforma tradizionalmente il mercato prima dell'uscita di un nuovo iPhone, ma fatica poi nel periodo successivo.
"Non crediamo che questo ciclo sia diverso," scrive ricordando che le azioni Apple "sono scese del 41% dopo il lancio dell'iPhone 5 e del 27% dopo l'iPhone 6" e che in entrambi i casi servirono 20 mesi per recuperare.

La riforma di Trump non basta

C'è poi spazio anche per un'analisi dell'impatto sull'azione dell'attesa riforma delle tasse di Trump: per Kvaas, il taglio fiscale non produrrà benefici significativi per Apple e il rimpatrio dei capitali detenuti all'estero non sarà una panacea e in ogni caso entrambi gli effetti dei nuovi provvedimenti potrebbero già essere riflessi nell'attuale quotazione.
Fonte: News Trend Online

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