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lunedì 4 dicembre 2017

Borse su dopo ok a riforma fiscale Usa. Corrono Fca e Buzzi

 
Ancora debole il mercato azionario giapponese che dopo il calo di venerdì scorso ha continuato a perdere terreno anche oggi. L'indice Nikkei 225 è sceso dello 0,49%, senza beneficiare in alcun modo del forte indebolimento dello yen nei confronti del dollaro, con il cambio che si spinge in direzione di quota 113.
A rafforzare il biglietto verde ha contribuito il via libera del Senato Usa alla riforma fiscale voluta da Trump che ora dovrà essere approvata dal Congresso entro le prossime due settimane.
In positivo le Borse europee che da subito si sono posizionate lungo la via dei guadagni, con il Ftse100 e il Cac40 in ascesa rispettivamente dello 0,74% e dello 0,84%, preceduti dal dax30 che avanza dell'1,1%.
L'attenzione è rivolta agli Stati Uniti dove si seguono con interesse gli sviluppi sulla riforma fiscale che ha passato l'esame del Senato e ora dovrà essere approvata dal Congresso.
Sempre in America però resta in primo piano la vicenda del Russiagate dopo che l'ex consigliere di Trump per la sicurezza nazionale ha ammesso di aver mentito relativamente ai suoi contatti con i russi. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che Flynn non aveva nulla da nascondere, ma affermando ciò lascia intendere che sapeva che il suo ex consigliere aveva mentito all'Fbi quando lo ha licenziato. 
Sul fronte macro intanto in Europa è stato diffuso l'indice Sentix che a dicembre si è attestato a 31,1 punti, in calo rispetto ai 34 di novembre, a fronte della previsione di un ribasso meno marcato a 33,5 punti.
Il mercato attende di conoscere l'aggiornamento relativo all'indice dei prezzi alla produzione che ad ottobre è visto in positivo dello 0,4% rispetto allo 0,6% di settembre.
Da segnalare nel primo pomeriggio una riunione dell'Eurogruppo che sarà chiamato a scegliere il nuovo presidente.
In positivo anche Piazza Affari dove il Ftse Mib si presenta in area 22.350, con un vantaggio dell'1,1%.
Tra le migliori blue chips segnaliamo Buzzi Unicem (Londra: 0NVQ.L - notizie) ed Fca che avanzano rispettivamente del 3,96% e del 2,69%, visto che sono tra i titoli che maggiormente trarranno benefici dalla riforma fiscale Usa, realizzando oltre il 50% dei loro ricavi sull'opposta sponda dell'Atlantico.
Ben intonati i bancari con Bper Banca in ascesa di quasi il 2%, seguito da Ubi banca (Amsterdam: UF8.AS - notizie) e Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) che si apprezzano di circa un punto e mezzo, mentre Unciredit avanza dell'1,07% nel giorno in cui si riunisce l'assemblea per discutere vari punti all'ordine del giorno, tra cui la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie.
In positivo anche Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) e Banco BPM che guadagnano lo 0,88% il primo e lo 0,35% il secondo.
La flessione dei prezzi del petrolio al di sotto dei 58 dollari al barile non pesa sui titoli oil con Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie) in rialzo dell'1,98%, seguito da ENI (Londra: 0N9S.L - notizie) e Tenaris (Amsterdam: TS6.AS - notizie) che viaggiano in progresso dell'1,04% e dello 0,5%.
L'unica blue chips in rosso è Prysmian (EUREX: 3056144.EX - notizie) con un ribasso dello 0,42% dopo che il gruppo ha presentato un'offerta da 3 miliardi di dollari per General Cable, a 30 dollari per azione.
Sul fronte macro Usa si segnala solo il dato relativo agli ordini all'industria che ad ottobre dovrebbero evidenziare una variazione positiva dello 0,6%, in frenata rispetto al rialzo dell'1,4% precedente.

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