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venerdì 29 dicembre 2017

Borse: ecco perchè preferire l'Europa agli Usa nel 2018

 
Tra gli interrogativi che si pongono gli investitori per il nuovo anno, uno è senza dubbio quello relativo alla scelta di investimento tra Borse europee e americana. Una risposta molto chiara in tal senso giunge dagli analisti di Marzotto SIM i quali credono che ci siano quattro motivi per preferire il Vecchio Continente agli Stati Uniti. 
Politica: le differenze tra Europa e Usa
Il primo riguarda la politica, considerando che in America c'è un'elevata probabilità che i Repubblicani perdano la maggioranza al Senato dopo l'esito delle elezioni speciali in Alabama e a ciò si aggiunga che potrebbero anche perdere ancora più parlamentari alla Camera. 
Le incognite sul fronte politico non mancano in Europa dove però se si riducesse  l'incertezza legata alla Catalogna, all'Italia e alla Germania entro il primo trimestre del prossimo anno, le difficoltà politiche potrebbero essere superate nel corso del 2018. Gli analisti puntano inoltre l'accento sul fatto che c'è una forte spinta in Europa per avere un'Unione sempre più coesa. 
Banche Centrali
Un altro motivo per cui preferire l'Europa agli Stati Uniti riguarda le Banche Centrali, visto che c'è una bella differenza tra Fed e BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) . In America l'inflazione inizia a dare segnali molto positivi e probabilmente si intensificherà nel corso del 2018. Questo secondo gli analisti potrebbe aumentare in maniera rilevante la velocità del rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed che al momento prevede tre strette monetarie nei prossimi 12 mesi. 
Diversa (Amburgo: XA6.HM - notizie) la situazione nel Vecchio Continente dove l'inflazione dovrebbe rimanere al di sotto del target fissato dalla BCE al 2% fino al 2019-2020, specie considerando che l'eccesso di offerta nel mercato del lavoro resta significativo. 
Alla luce di ciò la BCE dovrebbe continuare a mantenere un atteggiamento accomodante, in presenza di uno scenario caratterizzato da una robusta crescita economica e da una bassa inflazione. 
Economia
Il terzo fattore per il quale Marzotto SIM guarda con più favore all'Europa rispetto agli Usa riguarda l'economia. Gli esperti riconoscono che la riforma fiscale Usa è positiva per il mercato azionario, ma non si aspettano che la stessa dia vita ad un boom economico, ossia ad una crescita superiore al 3%, visto che i tagli delle tasse sono meno efficaci dell'aumento nella spesa. 
A ciò si aggiunga che l'aumento dei consumi porterà con buona probabilità ad un incremento del deficit commerciale, bilanciando così l'attesa crescita degli investimenti privati.
In Europa invece le economie dei Paesi maggiormente orientati all'export dovrebbero beneficiare dell'aumento della domanda negli Stati Uniti e dell'euro relativamente debole. Da segnalare inoltre che nel Vecchio Continente il ciclo economico europeo si è invertito e il forte momentum dovrebbe proseguire almeno per l'intero 2018. 
Mercato azionario
Infine, un'altra ragione che induce Marzotto SIM a preferire l'Europa agli Stati Uniti è relativa al mercato azionario. Gli analisti ritengono che la riforma fiscale voluta da Trump probabilmente porterà ad un aumento dei buy-back e dei dividendi, con un aumento di circa il 10% nella crescita degli utili per azione derivanti dal taglio delle tasse. 
Secondo gli esperti il mercato sconta già in parte gli effetti della riforma, mentre la Fed e le incognite riguardanti la politica potrebbero minare il sentiment degli investitori. 
In Europa invece le società hanno maggiori probabilità di battere le stime di utili rispetto alle aziende americane, visto che il mercato prevede una crescita dei profitti dell'8% nel Vecchio Continente, rispetto al 13% atteso sull'opposta sponda dell'Atlantico. 

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