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mercoledì 6 dicembre 2017

Borse ancora in difficoltà. Focus su Mediaset e Telecom a Milano


Non si ferma la discesa della piazza azionaria giapponese che oggi ha perso terreno per la terza seduta consecutiva, accusando però una flessione ben più ampia di quella delle due giornate precedenti. L'indice Nikkei 225 ha lasciato sul parterre l'1,97%, appesantito dall'andamento negativo dei titoli del settore tecnologico e di quelli legati alle materie prime.
Non è stato di aiuto l'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro, con il cambio che si riporta sotto quota 112,2. 
In rosso le Borse europee che dopo il ribasso di ieri hanno avviato gli scambi già in netto calo e, pur avendo già recuperato dai minimi intraday, si mantengono tutte in territorio negativo.

Si difende meglio degli altri il Ftse100 con un calo dello 0,15%, mentre il Cac40 e il Dax30 arretrano rispettivamente dello 0,5% e dello 0,93%. 
Sul fronte macro l'unico dato di oggi in Europa è stato diffuso in Germania dove gli ordini all'industria ad ottobre hanno evidenziato una variazione positiva dello 0,5%, in frenata rispetto al rialzo dell'1,2% precedente, e oltre le previsioni del mercato che si era preparato ad un calo dello 0,5%. 
Perde terreno anche Piazza Affari che dopo essere stata l'unica in Europa a chiudere gli scambi in positivo ieri, vede il Ftse Mib scendere in area 22.300, con un calo dello 0,54%. 
Tra le blue chips in controtendenza troviamo YNap che sale dell'1,11%, seguito da Telecom Italia che avanza dell'1,06% all'indomani del Cda che ha aperto alla separazione della rete e ha discusso le linee guida del piano industriale 2018-2020.

Il Board ha inoltre autorizzato a proseguire la negoziazione per finalizzare un nuovo accordo sui contenuti con Mediaset che intanto oggi avanza dello 0,74%. 
Tenta nuovamente un recupero Prysmian che dopo il calo delle ultime due sedute seguito all'annuncio dell'acquisizione di General Cable oggi sale dello 0,79% e tra gli industriali si muove in positivo anche Leonardo con un vantaggio di quasi mezzo punto percentuale. 
L'unica nota positiva tra i bancari è quella di Unicredit che progredisce dello 0,41%, mentre Intesa Sanpaolo e Bper Banca cedono entrambi lo 0,4%, seguiti da Ubi Banca e Banco BPM che flettono dello 0,65% e dello 0,8%, lasciando ancora più indietro Mediobanca che perde lo 0,94%. 
Sotto pressione STM che lascia sul parterre oltre il 3% del suo valore risentendo ancora del sentiment negativo dominante sul settore high-tech.

Male Fca che occupa la penultima posizione nel paniere del Ftse Mib con un rosso dell'1,44%. 
Sul fronte macro Usa oltre all'indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari, si segnala la stima ADP che in riferimento al mese di novembre dovrebbe evidenziare la creazione di 214mila nuovi posti di lavoro nel settore privato, in frenata rispetto alle 235mila unità del mese precedente.
Per il dato finale del costo unitario del lavoro riferito al terzo trimestre si stima una variazione positiva dello 0,3% rispetto allo 0,2% precedente, mentre la produttività non agricola dovrebbe salire del 3%, in linea con l'indicazione preliminare e in crescita in confronto all'1,5% dei tre mesi precedenti.
Dopo la chiusura di Wall Street si guarderà a Broadcom che diffonderà i risultati del quarto trimestre dell'esercizio 2016-2017, dai quali ci si attende un utile per azione pari a 4,52 dollari.

Fonte: News Trend Online

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