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martedì 5 dicembre 2017

Bond oggi: Venezuela in criptovaluta. Ci mancava solo questa!


Il Paese è allo sfascio ma la fantasia resta sovrana nella testa dei governanti venezuelani. Di ieri due notizie alquanto singolari: Caracas vorrebbe lanciare la prima criptovaluta agganciata a un paniere di materie prime (petrolio, gas, oro e diamanti), il che costituirebbe una soluzione più affidabile rispetto alle divise soltanto digitali.
In realtà già a Dubai si è avuta notizia di un progetto di criptovaluta con sottostante oro fisico. Non solo potrebbe essere il Venezuela a rincorrere e ampliare questa nuova strada ma addirittura si ipotizzerebbe l’emissione di bond espressi appunto in tale moneta, già chiamata Pedro.

In tal modo si uscirebbe dal vincolo delle obbligazioni in dollari e si garantirebbe – almeno in teoria – stabilità all’ipotetico cambio con le maggiori divise mondiali. 

Possibilità reale?

Si può pensare a obbligazioni in Pedro? Nessuno finora è stato capace di rispondere alla domanda, ma l’ipotesi appare necessariamente ardua da praticare, vista la doppia volatilità del debito venezuelano e di qualsiasi criptovaluta.

Intanto il mercato non ha minimamente reagito alle notizie giunte da Caracas, con quotazioni delle attuali emissioni in $ ancora in calo, seppur mediamente attestate sul livello dei 25 Usd. In realtà vi è da segnalare che non è il Venezuela ad aver ipotizzato per primo un criptobond, poiché già nella scorsa estate la società giapponese Fisco Ltd ha realizzato un progetto simile, vendendo obbligazioni espresse in bitcoin a un’azienda collegata dello stesso gruppo.

Si è trattato però di un esperimento di cui non si conoscono ancora gli esiti. 

C’è chi lo studia

L’ipotesi non è comunque limitata solo a queste due iniziative. Alcuni ricercatori stanno approfondendo il progetto e sono giunti alla conclusione che i criptobond hanno una funzione di indicatore delle previsioni di inflazione.
Non essendo infatti il bitcoin, per sua natura, soggetto a impatti derivanti dal costo della vita, la supposizione di chi esamina le criptovalute è che l’effetto di trend sarebbe mediato e consisterebbe nella maggiore o minore propensione ad acquistare questo tipo di obbligazioni: trattandosi di strumenti molto corti come durata (per ora si ipotizzano al massimo dodici mesi), la scelta degli investitori di mantenerle in portafoglio paleserebbe un sentiment di inflazione a zero o negativa, mentre in presenza di vendite poco dopo l’emissione si assisterebbe al sospetto di un rialzo dei prezzi.

Per ora sono solo supposizioni, ma l’intenzione di utilizzare Pedro per i titoli di Stato venezuelani potrebbe avviare una fase meno utopica di una congettura dalle evoluzioni imprevedibili. 
Fonte: News Trend Online

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