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martedì 19 dicembre 2017

Bond oggi: prese di profitto di fine anno in arrivo per i Btp?

 
Un po’ di debolezza ma niente di preoccupante. La corsa dei Btp iniziata a ottobre sembrava quasi terminata nell’ultima ottava, ma l’apertura della settimana in corso non ha confermato i timori di un’inversione netta rispetto alla corsa un po’ esagerata dell’ultimo periodo. Il quadro appare al momento sotto controllo e ieri si sono visti tornare in scena gli acquisti sui Btp lunghi, sebbene con volumi non rilevanti. E’ il caso allora di fare il punto su quelli più trattati, che poi – bene o male – risultano spesso gli stessi. Intanto il mercato si concentrerà oggi sull’ennesimo buyback del Tesoro di Btp, Ccteu e Ctz con scadenze tra giugno 2018 e giugno 2020. Tornando però a quanto interessa di più ai piccoli e medi investitori, è indubbio che - in una fase di check-up di fine anno e dopo il recente “rush” – la possibilità di prese di profitto vada presa in considerazione soprattutto da parte di chi ha minusvalenze fiscali da compensare. I mercati passeranno al “sell” nelle prossime sedute? Ecco le quotazioni da monitorare. 
Loro i leader negli scambi
Come ormai da tempo sono i Btp con “duration” esasperate quelli in testa alla classifica delle transazioni. A loro dedichiamo un’analisi dei livelli da seguire, cominciando però dal Future (Francoforte: 923414 - notizie) . 
  • Il derivato Long Term è rimasto ieri sopra la quota del supporto di breve periodo a 138 e compreso fra le medie mobili a 10 e 40 periodi. La 100 è ancora lontana e debolezza si registrerebbe solo nell’area fra 134 e 135, per ora distante.
Il Btp 2,8% scadenza 2067 (Isin IT0005217390) sta trovando un appoggio sui 90; attenzione tuttavia all’indicatore di SuperTrend passato al negativo, come nel caso di tutti gli altri Btp presi in considerazione. Solo l’area degli 88,8 segnerebbe una possibile zona di inversione e la rottura del supporto a 86,4 confermerebbe il ritorno netto dei “sell”. Il rendimento lordo si attestava ieri al 3,23%. Il Btp 1,85% scadenza 2024 (Isin IT0005246340) ha delineato un livello di probabile inversione sui 104,6, poco sotto la quotazione di chiusura di ieri a 104,83. Anche in questo caso però il vero punto di inversione è più basso (sui 103,5), il che chiuderebbe anche un gap manifestatosi a fine ottobre. Il Btp 2,7% scadenza 2047 (Isin IT0005162828) dà un segnale più chiaro, perché si sta appoggiando sul supporto collocato a 94,3, contro i 94,7 di ieri. Attenzione fra l’altro al rientro in un canale ribassista avviatosi l’8 novembre e che trova un’area di possibile congestione nelle prossime due/tre sedute. Il Btp 3,45% scadenza 2048 (Isin IT0005273013) conferma il movimento generale di tutti i Btp di appoggiarsi su supporti di breve periodo e lo fa sui 107,6, ma in questo caso un’inversione avverrebbe solo con la rottura dei 105,1. Il Btp 0,95% scadenza 2023 (Isin IT0005172322) avvalora – pur con le sue caratteristiche differenti – il movimento dell’intera pattuglia, avendo chiuso ieri a 101,28, ma solo il passaggio sotto i 100,9 e ancor più sotto i 100,3 confermerebbe la fine della fase rialzista dell’ultimo periodo.
Il dubbio è più che coerente
Per ora nulla fa pensare a una netta inversione del governativo italiano, ma due fattori stanno per entrare in scena: uno è quello – cui si accennava – delle chiusure di posizioni per compensazioni fiscali e l’altro riguarda le prossime elezioni politiche. Il primo è imminente e il secondo più distante. L’ipotesi che la fase eccessivamente ottimistica degli ultimi due mesi possa terminare ha probabilità di concretizzarsi nelle prossime settimane. Per adesso comunque è basata solo sulla teoria, perché i numeri non la avvalorano ancora. 

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