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giovedì 14 dicembre 2017

Bce, direttorio e nuove previsioni, euro stabile a 1,1820 dollari

Roma, 14 dic. (askanews) - L'euro si mantiene al di sopra di 1,18 dollari, livello superato ieri in serata dopo che il previsto rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve è stato accompagnato da indicazioni non aggressive da parte della presidente uscente, Janet Yellen, in merito alla futura manovra rialzista. Il dollaro ha così ceduto alcune posizioni. Ora i mercati spostano la loro attenzione sulla Bce, da cui non sono attese misure ma nuove cifre. A tarda mattina la valuta condivisa segna 1,1820 dollari.
Nello specifico è atteso l'aggiornamento trimestrale delle previsioni dei tecnici Bce su crescita economica e inflazione. Verranno illustrate dal presidente Mario Draghi, nella conferenza stampa esplicativa che alle 14 e 30 segue il Consiglio direttivo. Gli esiti della riunione verranno comunicati alle 13 e 45. Rilevante il fatto che per la prima volta le stime dovrebbero coprire anche il 2020, soprattutto per la dinamica inflazionistica su cui è tarato l'obiettivo e il mandato ufficiale della Bce.
Lo scorso settembre queste stime indicavano una crescita economica del 2,2% nel 2017, dell'1,8% nel 2018 e dell'1,7% nel 2019. Da allora da diverse istituzioni internazionali, tra cui il Fmi e la commissione europea, sono giunte revisioni al rialzo. I risultati di oggi dell'indice Pmi, riportano una produzione delle imprese dell'area euro ai massimi da 7 anni fanno a loro volta propendere in tal senso. Per l'inflazione a settembre era previsto l'1,5% nel 2017, l'1,2% nel 2018 e l'1,5% nel 2019. Il mandato della Bce a perseguire la "stabilità dei prezzi" viene quantificato in un caro vita inferiore ma vicino al 2 per cento
Lo scorso ottobre l'istituzione ha deciso quella che chiama "ricalibrazione" degli stimoli monetari, principalmente un significativo rallentamento sul piano di acquisti di titoli. A partire da gennaio la mole mensile del quantitative easing verrà dimezzata a 30 miliardi di euro. Il programma proseguirà altri 9 mesi e il finale resta aperto, ovvero la Bce non esclude ulteriori proroghe.
Come emerso dai verbali del passato direttorio, la questione è stata dibattuta e una minoranza di esponenti avrebbe voluto una linea più secca, in particolare indicando una fine del Qe. E' possibile che la questione torni in discussione ma da questa riunione operativa, l'ultima dell'anno, non sono attese decisioni.
La possibilità di rimuovere gli stimoli dipende che la convergenza verso questo livello si verifichi anche in assenza di supporto monetario. Non è da escludere che a Draghi vengano poste domande sul piano di rafforzamento dell'Unione monetaria recentemente presentato dalla Commissione Ue, che prevede di trasformare il fondo anticrisi Ue in un Fondo monetario europeo e di creare un ministro delle Finanze dell'area euro, che sarebbe anche presidente dell'Eurogruppo e vicepresidente della Commissione. E' infine possibile che al capo della Bce venga chiesto di esprimersi sul Bitcoin o le criptovalute in generale, come accaduto ieri con la Yellen.

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