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venerdì 15 dicembre 2017

Bank Of America sfida gli orsi: Nasdaq a 8.000 punti nel 2018


Le valutazioni "stellari" raggiunte dall'indice dei titoli tecnologici USA dopo un anno da record non spaventano gli esperti di mercato di Bank Of America.

La previsione di BOfA

“Il canale rialzista mostrato a partire dal 2011 dal grafico semilog mensile indica una resistenza del Nasdaq a 7.460 all'inizio del prossimo anno e in direzione degli 8.000 punti a luglio-agosto 2018", scrive un analista tecnico della banca americana, Stephen Suttmeier, in un report rilanciato ieri dal sito finanziario MarketWatch (gruppo Wall Street Journal). 
Una previsione che suggerisce un potenziale upside di circa il 16% nei prossimi sei-otto mesi e che sarebbe a suo parere una normale prosecuzione tecnica della solida performance di quest'anno, che si avvia a conclusione con rialzi a due cifre per il Dow Jones (+25%) e l'S&P 500 (+19%), ma con un risultato ancor più brillante proprio per l'indice che raccoglie le 100 imprese non-finanziarie a maggior capitalizzazione quotate sul mercato tecnologico di Wall Street: il Nasdaq 100 ha sovraperfomato nel 2017 i panieri concorrenti mettendo a segno un rialzo del 28%, l'anno migliore dal 2013. 

Il pattern 2013-2014

E a fondamento della sua tesi bullish è una analisi che confronta la perfomance di quest'anno proprio con quanto accaduto quattro anni fa.

Suttmeier ritiene infatti che l'accelerazione rialzista del 2017 abbia delle forti somiglianze con la traiettoria percorsa nell'analogo rally del 2013, e proprio su questa base stima che nel 2018 si potrebbe assistere a una ripetizione di ciò che si verificò nel 2014, quando il Nasdaq continuò a salire agganciando "la parte alta del canale" rialzista.
“Nel 2015 una correzione come nel 2011.
Nel 2016 una fase di breakout/retest come nel 2012. Nel 2017 un'accelerazione del trend rialzista ... come nel 2013. Pensiamo che il 2018 sia impostato per essere un anno di prosecuzione della tendenza bullish come il 2014,” si legge nella nota.

Il bull market non è finito

L'esperto di BoFA smorza nel suo report anche i timori diffusi che il rally del mercato azionario si sia ormai spinto troppo in là, spiegando che l'attuale bull market si sta dimostrando più resiliente dei suoi predecessori.
“Il rally cominciato nel 2009 è più solido e privo delle significative interruzioni osservate durante i primi nove anni dei rally verificatisi tra il 1942 e il 1974,” scrive facendo notare che la principale spiegazione della particolare durata (9 anni) è stata l'assenza di una recessione, che si verificano mediamente circa ogni 5 anni.

Tassi e yield non preoccupano

Suttmeier si mostra poco allarmista infine anche rispetto ai segnali che arrivano al mercato dall'andamento della curva dei rendimenti USA (con lo spread tra gli yield a breve e a lungo termine che si restringe) e dal percorso di stretta monetaria intrapreso dalla Federal Reserve.

“Lo scenario attuale di una curva dei rendimenti che si appiattisce ma non ancora invertita e rialzi dei tassi Fed ancora modesti non rappresentano fattori bearish, prospettando rendimenti positivi per lo S&P 500 nei prossimi 1-12 mesi", scrive.
Proprio questa settimana la banca centrale USA ha alzato per la terza volta quest'anno i tassi di interesse di un quarto di punto, portandoli in una forchetta fra l’1,25% e l’1,50%, e le attuali previsioni sono adesso, come riporta il Sole 24 Ore, di tre ulteriori aumenti "graduali" dei tassi nel 2018.

Fonte: News Trend Online

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