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martedì 19 dicembre 2017

Australia: analisi macro

 
Questa notte la Reserve Bank of Australia ha pubblicato i verbali relativi all’ultimi meeting di politica monetaria, occasione in cui il comitato aveva deciso di mantenere i tassi di interesse invariati al loro minimo storico dell’1,5%.  Gli investitori stanno seguendo l’evolversi della politica monetaria australiana con molta attenzione in quanto nel futuro potrebbero derivarne interessanti operazioni di trading in vista di un ciclo rialzista sui tassi di interesse.
Se prendiamo in esame l’attuale situazione della Reserve Bank of Australia, emerge una banca centrale in attesa di nuove conferme dalla propria economia e che, anche nella più ottimistica delle previsioni, comunque non interverrà in nessun modo sui tassi di interesse almeno fino alla fine del 2018.
Nei verbali viene evidenziato che la banca centrale ha ritenuto di mantenere ancora i tassi fermi in considerazione del supporto che questi stanno fornendo all’economia, esprimendo soddisfazione per l’attuale livello di disoccupazione che si trova ai minimi degli ultimi quattro anni. Ciò che ancora desta qualche preoccupazione sono gli stipendi in quanto questi stanno crescendo ad un ritmo inferiore a quanto il comitato vorrebbe, anche se le proiezioni economiche sotto tale aspetto sono comunque ottimistiche. Prendendo in considerazione i fattori a livello internazionale, il comitato ha espresso tranquillità  anche in virtù dell’accelerazione che sta registrando la crescita globale con particolare attenzione al primo partner commerciale australiano, ovvero la Cina, che nei primi tre trimestri del 2017 ha registrato una crescita superiore alle attese.
Tutto sommato dai verbali della Reserve Bank of Australia emerge quindi un comitato certamente ancora cauto ma altrettanto ottimista per il futuro dell’economia australiana. La banca centrale si aspetta però di vedere una chiara accelerazione sia nei salari che nell’inflazione (CPI, attualmente all’1,8%) e fino a quando ciò non accadrà la politica monetaria rimarrà invariata.
Questi sono quindi i due punti chiave per il futuro della politica monetaria australiana: CPI e salari.  Ciò implica che nei prossimi mesi ci sarà molta attenzione su entrambi gli elementi il che sarà causa degli aumenti nella volatilità che seguirà la pubblicazione di questi dati.
All’interno di verbali è presente solamente un elemento che realmente desta preoccupazione, non tanto per il suo valore attuale ma per l’evolversi della cosa nel futuro e cioè i consumi interni. Uno degli effetti negativi dei bassi di interesse sta nel fatto che ciò favorisca la richiesta di credito, il che è positivo fino a quando però ciò non si traduce in un indebitamento eccessivo delle famiglie che nel lungo termine può trasformarsi in un forte freno ai consumi.
Quanto descritto spiega come mai la banca centrale vorrebbe tornare ad alzare i tassi nel più breve tempo possibile ma perché ciò accada è necessario attendere un miglioramento nel CPI e nei salari quindi consigliamo nei prossimi mesi di seguirne l’andamento con grande attenzione.
Alessandro Bonetti
Analyst - FxPro

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