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lunedì 11 dicembre 2017

2018, l’anno della svolta

 
La settimana appena iniziata è caratterizzata da un calendario macroeconomico particolarmente intenso a causa della presenza di ben 4 tra le principali banche centrali che andranno a fare la propria comunicazione sui tassi di interesse. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) giro di pochissimo tempo vedremo infatti andare in scena la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea, la Bank of England e la Banca Nazionale Svizzera.
A tale proposito è molto interessante una ricerca recentemente pubblicata secondo la quale una grande maggioranza degli economisti americani si aspetterebbe che il prossimo anno possa essere un anno di netto cambio nell’approccio alla politica monetaria. Dopo un cosi lungo periodo di tassi di interesse sui minimi storici, il 2018 potrebbe quindi essere ricordato come il momento in cui il ritorno verso politiche monetarie più tradizionali risulterà essere più evidente. Ovviamente se ciò davvero si andasse a concretizzare, questa non potrebbe che essere interpretata come un’ottima notizia in quanto significherebbe che anche la coda più lunga della grande crisi sarebbe stata lasciata alle spalle a livello globale.
Secondo infatti le principali banche d’affari mondiali, nel 2018 i tassi di interesse aumenteranno mediamente dell’1% il che rappresenterebbe il ritmo di stretta monetaria più rapido dal 2006 ad oggi. Molto interessante anche le proiezioni sui programmi di Quantitative Easing ancora utilizzati dalle principali banche centrali (tra cui BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) ) che dovrebbero registrare un calo drastico nel corso del prossimo anno: l’attesa è infatti per assistere ad una diminuzione di acquisti mensili dall’attuale $126 miliardi ad un ben inferiore $ 18 miliardi, per poi esaurirsi completamente ad inizio 2019.
Come detto tutto ciò rappresenta una buona notizia in quanto non solo riflette il fatto che la situazione macro sia sufficientemente migliorata in tutte le principali economie mondiali ma anche che le prospettive future sono viste con ottimismo, il che naturalmente è altrettanto importante. Questa settimana potrebbero quindi emergere particolari interessanti rispetto alle intenzioni per il 2018 di diverse banche centrali e proprio in questo risiede il grande interesse del mercato per i prossimi giorni.
Mercoledì si inizierà quindi con la Federal Reserve che, salvo colpi di scena imprevedibili, alzerà i tassi di interesse di altri 0.25 bps con la governatrice Janet Yellen (ormai uscente) che potrebbe confermare la volontà del comitato di continuare questo percorso anche nel 2018. Giovedì sarà poi una giornata estremamente interessante in quanto saliranno in cattedra la Banca Centrale Europea, la Bank of England e la Banca Nazionale Svizzera in una sessione in cui bisognerà essere particolarmente attenti nel fare trading in quanto la volatilità potrebbe essere alta e il fattore rischio conseguentemente aumentato.
Alla base di queste ottimistiche previsioni per il 2018 vi sono le proiezioni di crescita globale che dovrebbe attestarsi il prossimo anno intorno al 4%, il tutto supportato da un generale calo nella disoccupazione. Inoltre sappiamo bene come per supportare un ciclo di tassi di interesse in crescita sia necessario avere un solido tasso di inflazione e in tal senso il Fondo Monetario Internazionale si attende per il 2018 una crescita media dei prezzi all’1,7% nelle principali economie mondiali.
Da un punto di vista operativo, il fatto di essere probabilmente all’inizio di una fase di cambiamento nelle politiche monetarie di cosi tante diverse banche centrali fa si che il 2018 possa essere un anno ricco di interessanti opportunità di trading per chi sarà abbastanza bravo e attento per sfruttarle al meglio.
Alessandro Bonetti
Analyst - FxPro

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