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venerdì 24 novembre 2017

Warning sull'azionario globale: Ftse Mib a 17.000 punti nel 2019


Gli investitori devono rassegnarsi alla prospettiva di ottenere nel 2018 ritorni molto limitati dai loro investimenti sui principali mercati azionari e prepararsi a un possibile pesante ripiegamento nel 2019.
A sostenerlo in nuova nuova nota sono gli strategist di Société Générale, per i quali è molto difficile che possa ripetersi il prossimo anno la combinazione di fattori favorevoli che ha sostenuto gli indici nel 2017, una ricetta fatta di utili aziendali robusti, inflazione contenuta, sincronizzazione della crescita globale e banche centrali ancora caute in attesa di avviare una fase di stretta monetaria.

I target

"Non vediamo molto upside sui nostri principali target azionari nei prossimi 12 mesi", scrive il team di analisti guidato da Roland Kaloyan, fornendo in una tabella (QUI un link) dei target per i prossimi due anni che appaiono inequivocabilmente bearish.
SocGen prevede che lo S&P chiuda il 2018 sotto i livelli attuali a 2500 punti base, per poi calare ulteriormente fino a 2000 punti nei dodici mesi successivi prima di un rimbalzo parziale a 2200 punti nel 2020. 
Non andrà tanto meglio però in Europa, dove se si crede al pronostico della banca lo Stoxx 600 resterà al 31 dicembre 2018 praticamente inchiodato ai livelli attuali attestandosi a 385 punti.

Tra le singole piazze europee,  metteranno a segno lievi progressi il CAC 40 francese (a 5500 da 5400 punti) e il DAX tedesco (a 13.500 da 13.081 punti), mentre andrà peggio al nostro Ftse Mib, all'Ibex spagnolo e al Ftse 100 londinese, che registreranno una contrazione rispettivamente a 21.500, 9.800, e 7.000 punti.  
Il mercato orso non risparmierà nessuno però nel 2019, che porterà un arretramento generale di circa il 20% rispetto ai livelli attuali (il target al 31 dicembre 2019 è per il Ftse Mib di 17.000 punti, con un recupero a 19.000 punti nel 2020. 

Wall Street è diventata un "expensive territory"

Nella nota, il broker segna in particolare come area d'investimento problematica l'equity USA, reduce da un anno estremamente positivo e con lo S&P 500 in rialzo di oltre il 15% nel 2017 grazie a solidi profitti delle corporate, attese di una riforma delle leggi fiscali federali e miglioramento delle condizioni economiche globali, con l'ulteriore sostegno di una politica monetaria che rimane accomodante rispetto agli standard del passato.
Conseguenza di tutto questo è che l'azionario a stelle e strisce si trova ora in un "territorio costoso", scrive la banca, che come ha ricordato ieri la Cnbc già a inizio di questa settimana aveva fatto riferimento, per chiarire la problematicità della lenta ma costante scalata delle valutazioni dei titoli USA, al principio del "rospo bollito" di una famosa parabola (che balza via se lo si getta in una pentola d’acqua bollente, ma si lascia cucinare vivo se lo si mette in una pentola d’acqua fredda che viene poi scaldata a poco a poco).

I rischi downside

"Prevediamo che le valutazioni stirate (degli asset azionari, ndr) e l'aumento dei rendimenti obbligazionari limiteranno le performance degli indici nel 2018 e che la prospettiva di un rallentamento dell'economia americana nel 2020 possa ulteriormente ridurre i ritorni nel 2019", scrivono gli analisti, che citano come indicatori downside a) livelli di valutazione "visti solo durante l'ultima bolla dei tardi anni 90"; b) la quantità di scommesse ribassiste sula volatilità registrata dal VIX, il cosiddetto indice della paura; c) il fatto che l'equity abbia già pienamente prezzato gli effetti della riforma fiscale proposta dall'amministrazione USA: "dalle elezioni di Trump," si legge nel report, "il mercato USA è salito del 24%, ma soltanto la metà dei guadagni è stata dettata da una crescita degli utili.

L'altra metà è stata spinta da una espansione del multiplo prezzo-utili". 
Pesa infine anche il rischio che la risalita dei rendimenti obbligazionari ("nel nostro scenario," scrivono gli analisti, "i rendimenti degli US Treasures raggiungeranno il 2,70% alla fine del 2018") produca una contrazione dei multipli prezzo-utile con uno spostamento dalle azioni ai bond, considerato anche che "il dividend yield offerto dall'azionario USA (2%) è già più basso rispetto all'attuale yield dei bond a lunga scadenza (2,3%).

In Europa si rafforza l'euro

Un discorso in parte diverso vale per l'Europa, dove un outlook economico in fase di miglioramento continua a spingere le valutazioni dei titoli e da gennaio a oggi l'azionario mostra un avanzamento del 7%.
Secondo gli analisti di SocGen, la crescita economica dell'eurozona nei prossimi mesi dovrebbe verosimilmente rafforzare l'euro (il target dell'eur/usd è a 1,27 per fine 2018), e sarà di conseguenza proprio l'apprezzamento della moneta unica a costituire un freno nei prossimi 12 mesi per i profitti delle società più esposte alle esportazioni e più in generale un ostacolo per tutto il mercato azionario.
Inoltre, con la Banca Centrale Europea pronta a ridurre il suo programma di stimolo, gli investitori presteranno maggiore attenzione agli elevati livelli di debito che alcune società hanno accumulato negli anni dei tassi prossimi allo zero: sotto pressione si ritroveranno soprattutto settori fortemente indebitati come media, utility e beni di consumo.

Le borse e i settori preferiti

In questo scenario, il team di Kaloyan scrive di preferire tra le piazze azionarie europee il Dax tedesco e il CAC40 francese, in virtù di dinamiche economiche più favorevoli, ai mercati di Italia e Spagna, su cui pesano rischi legati al credito e incertezza politica, ma raccomanda soprattutto di "stare lontani dal Regno Unito, perché i negoziati Brexit stanno accelerando e parecchi scenari sono possibili: solo una soft Brexit sarebbe di sostegno per il FTSE 100".
Quanto ai singoli settori, SocGen dichiara una preferenza per bancari e assicurativi, petroliferi e società di servizi legati all'industria dell'Oil, industria automobilistica e farmaceutici; viceversa, il consiglio è mantenersi cauti su società di telecomunicazioni, industria dei semiconduttori e società di beveraggi.
Fonte: News Trend Online

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