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mercoledì 15 novembre 2017

Wall Street, i protagonisti della settimana: Nvidia, Roku, GE


Nvidia (NVDA)

Il produttore di chip Nvidia è tornato questa settimana a catalizzare su di sé l'attenzione del mercato dopo le recensioni estremamente positive ricevute dai suoi nuovi prodotti presentati al SuperComputing 2017, l'evento che ha riunito in questi giorni a Denver, in Colorado, le principali aziende del settore dell'High Performance Computing (HPC).
Durante il suo intervento, il CEO della società, Jensen Huang, ha lanciato SATURNV - un nuovo supercomputer che avrà un ruolo fondamentale nello sviluppo di progetti legati a intelligenza artificiale, deep learning e guida autonoma - rivelando inoltre che Tesla V100, la nuova scheda grafica di NVIDIA basata su architettura Volta, è stata acquistata da tutti i principali produttori, da Dell a Hewlett Packard Enterprise, Huawei, IBM e Lenovo.
In un nuovo report, gli analisti di RBC Capital Markets scrivono di essere, dopo gli aggiornamenti forniti al SC17, "progressivamente più bullish" sulle prospettive di crescita dall'azienda californiana nei segmenti datacenter, gaming e automotive: il broker canadese ha quindi reiterato il rating "outperform" sul titolo con un target price a 240 dollari.

Più fiducioso rispetto ai trend di crescita di Nvidia soprattutto nel mercato dei data center (mercato che il management di Nvidia valuta complessivamente in circa 30 miliardi di dollari) si dichiara anche Craig Ellis, analista di B. Riley FBR che ha anch'esso ribadito una raccomandazione "buy" con target price a 270 dollari.
Buone impressioni dalla conferenza di Denver spiega infine di aver ricevuto anche Hans Mosesmann, analista di Rosenblatt Securities: nel confermare una raccomandazione d'acquisto, il broker scrive che "Volta è alle prime fasi di una solta che avrà ampie implicazioni per l'industria e per gli investitori".

Roku

Una nota di cautela è arrivata invece su Roku, giovane azienda californiana di apparati e software per lo streaming audio e video protagonista di una performance del tutto fuori norma a novembre sul tabellone elettronico del Nasdaq: il prezzo dell'azione è salito da meno di 20 a oltre 40 dollari in pochi giorni e ha messo a segno un rialzo di quasi il 30% nella sola sessione di lunedì, dopo che l'azienda ha comunicato di avere siglato un'intesa che vedrà il suo sistema operativo preinstallato sui televisori Philips in Nordamerica; nella seduta di ieri, il titolo ha poi ritracciato di quasi il 10%, ma è ancora in rally di oltre il 170% dall'ipo del settembre scorso.

A favorire le prese di profitto un nuovo report di Jason Helfstein, analista di Oppenheimer che ha declassato il titolo ad "underperform" con un target price di 28 dollari, di circa il 27% inferiore alla quotazione attuale. Helfstein scrive nella nota che alla luce del rally dell'ultimo mese l'azione scambia con multipli di valutazione elevati rispetto ad altre società che generano significativi volumi di fatturato dal mercato pubblicitario: è più costosa di competitor come Pandora, Zillow e Yelp, ma anche di giganti dell'advertising su internet come Facebook e Alphabet.

E' quindi difficile giustificare il prezzo corrente, nonostante l'analista riconosca che la società sia su una solida "traiettoria di crescita" e abbia una forte posizione di mercato.

General Electric (GE)

Indicazioni poco incoraggianti infine arrivano tra le grandi capitalizzazioni di Wall Street per General Electric, ieri ancora bersagliato dalle vendite sul Dow Jones con un calo del 5,94% dopo che il conglomerato industriale ha annunciato, alla presentazione del nuovo piano di ristrutturazione, un taglio del dividendo del 50% e una riduzione delle previsioni sugli utili per l'anno fiscale 2018.

Alla luce delle nuove indicazioni fornite dal management, un team di analisti di RBC Capital Markets guidato da Deane Dray ha tagliato il rating sul'azione da "outperform" a"sector perform", riducendo da 25 a 20 dollari il target price. Gli analisti della banca d'affari notano che le misure prospettate si sono rivelate inferiori alle attese rispetto a temi come modifiche al modello di business e portafoglio: "particolarmente inquetanti" il broker canadese definisce le nuove informazioni sulle carenze di free cash flow.

"Crediamo che le nuove informazioni all'incontro con gli analisti di GE", si legge nella nota, "suggeriscano problemi strutturali più profonti di quanto avevamo anticipato. Pensavamo che la presentazione di questo piano del 13 novembre potesse essere il catalizzatore per una svolta. Al contrario, vediamo adesso aumentare i rischi di esecuzione e i timori che questo lungo piano di recupero possa essere accantonato da un eventuale rallentamento dell'economia." A trarre ieri le conseguenze della presentazione del piano anche gli analisti di Oppenheimer, che hanno reiterato il rating "underperform" sul titolo e abbassato le loro stime sui profitti della compagnia negli esercizi 2018 e 2019.

Fonte: News Trend Online

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