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giovedì 2 novembre 2017

Trump sceglie Powell. Rialzo tassi Fed a dicembre


Le ultime previsioni si sono rivelate giuste: Jerome Powell sarà il nuovo governatore della Federal Reserve.

Powell contro yellen

La novità, oltre ad un governatore senza dottorato in economia che va a sostituire la prima donna della storia alla guida della banca centrale Usa, sarebbe nell'approccio più easy verso la tanto contestata deregulation, particolarmente odiata dalla Yellen, alla fine del suo mandato che scadrà a febbraio del 2018, ma che il nuovo numero uno della Fed potrebbe appoggiare.

Ma c'è anche un'altra piccola curiosità: la Yellen sarebbe l'unico governatore a non vedersi riconfermato per lo meno un secondo mandato. L'indiscrezione della nomina di Powell, fortemente voluta dal segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, arriverebbe oggi, 2 novembre, prima della partenza del presidente Trump per l'Asia.
Ma Powell rappresenta anche una sorta di continuità in chiave repubblicana, delle scelte fatte finora dalla Yellen: mai opposto all'allentamento monetario , da lui appoggiato, ha difeso anche l'indipendenza dela Fed dalle ingerenze politiche spesso operate dai repubblicani.
L'altro candidato, Gary Cohn, l'ex presidente di Goldman Sachs ha perso velocemente quota nelle preferenze perchè Trump ha preferito mantenerlo nella sua carica di consigliere alla Casa Bianca in vista della lunga battaglia per l'approvazione della riforma fiscale.

Riforma fiscale ed economia Usa

Un traguardo che, venendo meno quello della riforma sanitaria, è carico di significato per il presidente, alla soglia dei 12 mesi dalla vittoria alle elezioni del 2016 ma senza nessun traguardo raggiunto finora e con una popolarità ai minimi storici arrivata al 38%, la più bassa mai registrata.
Intanto ieri la FOMC ha reso note le sue ultime decisioni sulle politiche monetarie: invariato il costo del denaro all'1-1,25% ma con la prospettiva ormai concreta di un rialzo dei tassi a dicembre.

La scelta di mantenere lo status quo arriva anche sullo sfondo di un'economia che la stessa Fed ha definito "solida", una definizione che, come hanno fatto notare molti analisti, conferma che i recenti uragani che hanno investito le coste sud degli Stati Uniti, hanno avuto un impatto relativamente piccolo, soprattutto se si considera che la zona colpita è quella delle grandi raffinerie di greggio del Golfo del Messico.
Non spaventa più di tanto nemmeno l'andamento di un'inflazione che, pur muovendosi a rilento, viene giudicato influenzato da fattori esterni contingenti e, quindi, passeggeri. Guardando inoltre al Pil del terzo trimestre (lettura preliminare) è stato confermato anche il 3% annunciato precedentemente, il che porterebbe il saldo semestrale al livello più alto dal 2014.
Fonte: News Trend Online

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