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mercoledì 8 novembre 2017

Toro infinito, per ora

Erano esattamente 37 anni che l’indice S&P500 non registrava un semestre “maggio-ottobre” con chiusure mensili tutte positive. Un periodo, a ben vedere, dove si registra statisticamente una modesta performance delle borse: non a caso è nato il famoso detto “vendi a maggio e scappa”.
Se aggiungiamo che, dallo scorso novembre, le chiusure mensili mostrano minimi e massimi superiori, l’attuale fase sarà ricordata nel tempo come il periodo più roseo per un Toro che in molti davano per spacciato, mentre invece, dopo oltre otto anni, dimostra ottima salute.
I periodi di lunghi rialzi viaggiano sempre a braccetto con la bassa volatilità.

Caratteristica che si sta facendo notare da inizio anno ma non solo: ottobre si è chiuso con i livelli più bassi di volatilità degli ultimi 30 anni, a dispetto del fatto che la statistica lo indica come il mese più volatile dell’intero anno. Salgono così a 7 i mesi dell’anno con la più bassa volatilità dei peggiori 10 mesi della storia.
In queste ultime settimane anche gli indici europei si sono fatti notare per aver aggiornato i massimi annuali, tranne per l’Ibex spagnolo che a causa delle tensioni politiche non riesce a rivedere i massimi dello scorso maggio.

Rialza la testa l’indice Dax tedesco che recupera il terreno perso durante l’estate, senza però scalzare il nostro FtseMib che sale sul gradino più alto del podio del Vecchio Continente sfiorando un rialzo prossimo al 20%. Condizioni generali che si riflettono positivamente sull’indice Eurostoxx che apre il mese di novembre aggiornando subito i massimi annuali in area 3700 punti.
Soglia che non si vedeva dall’estate del 2015.
GRAFICO FUTURE EUROSTOXX
GRAFICO VOLUMETRICO EUROSTOXX
La rottura dei precedenti massimi annuali avvenuta il primo novembre sull’indice europeo è stata accompagnata da volumi.

Allargando l’orizzonte temporale si nota, però, come l’euforia per gli acquisti sia rimasta sotto i livelli che avevano, invece, accompagnato il rialzo dello scorso inizio maggio.
L’indicatore volumetrico segna, infatti, un massimo dei volumi dei Big Investors (linea blu) inferiore al precedente, mentre in questi ultimi giorni vengono aggiornati i massimi annuali del Parco Buoi (linea rossa).
Situazione non preoccupante, entrambi rimangono sopra la media mobile annuale, ma da iniziare a valutare con attenzione se nelle prossime settimane i prezzi non dovessero riuscire a spingersi con decisione e volumi oltre i massimi di inizio mese.
GRAFICO VOLUMETRICO FtseMIB
Condizione simile anche se leggermente migliore per il nostro indice italico che vede oscillare entrambi gli indicatori volumetrici stabilmente oltre la media mobile annuale.

Qui i Big Investors (linea blu) sono tornati ai livelli di inizio ottobre (dove a differenza dell’Eurostoxx il nostro indice ha aggiornato i suoi massimi annuali) senza però spingersi oltre il precedente massimo volumetrico. Condizione che, invece, si è sviluppata per il Parco Buoi (linea rossa) che, come per l’indice europeo, continua a mantenere una salda tendenza al rialzo aggiornando i massimi degli ultimi due anni.

ANALISI OPERATIVA

Ieri, martedì, per la 27esima volta da inizio anno i tre principali indici azionari statunitensi (Dow Jones, S&P500 e Nasdaq) hanno aggiornato insieme i massimi storici assoluti infrangendo il precedente record che resisteva dal 1995.

La percezione alla quale ci stiamo abituando, oppure meglio dire che ci siamo già abituati, è simile a quella che ad inizio millennio ha preceduto la bolla tecnologica, oppure del periodo 2005-2006 che ha spalancato le porte alla crisi immobiliare più devastante della storia moderna.
In entrambe le occasioni il famoso premio Nobel, Peter Shiller, definì con largo anticipo queste fasi come periodi di ‘irrazionale euforia’.
L’azione delle banche centrali in questi ultimi anni continua a sostenere i mercati azionari ed obbligazionari creando la sensazione che “tutto rimarrà all’infinito sotto controllo”, generando un atteggiamento di scherno ogni volta che qualcuno avverte che questo paradisiaco equilibrio non potrà durare per sempre.

Se è vero che gridare continuamente ‘al lupo, al lupo’ diventa poco credibile sino a quando si creerà l’occasione giusta, che quasi nessuno seguirà, bisogna sempre ricordare che le fasi di confidenza e di ‘irrazionale euforia’ che portano ad aggiornare target sempre più alti, hanno preceduto i ribassi più catastrofici della storia finanziaria.
Nessuno, tranne i maghi che leggono le carte, può sapere quanto durerà ancora questa fase da limbo per le piazze azionarie.

Però, sapere che la ristampa della terza edizione del libro di Shiller (2016) è diventato un best-seller, risuona come un allarme.
Autore: Federico Izzi Fonte: News Trend Online

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