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venerdì 24 novembre 2017

Telecom: meglio spin-off o IPO della rete? Il responso di Equita


Anche la seduta odierna viene vissuta all'insegna degli acquisti da Telecom Italia che guadagna terreno per la terza seduta consecutiva. Dopo aver archiviato la giornata di ieri con un rally di circa quattro punti e mezzo percentuali, il titolo quest'oggi ha avviato gli scambi in salita e, pur avendo ritracciato dai massimi intraday segnati a 0,7375 euro, si mantiene in positivo, passando di mano a 0,7245 euro, con un vantaggio dello 0,28%.
Sostenuti i volumi di scambio visto che fino a questo momento sono transitate sul mercato oltre 104 milioni di azioni, già al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 97 milioni di pezzi.

Opzioni sulla rete al vaglio del prossimo Cda

Telecom Italia continua a rimanere al centro dell'attenzione dopo il forte rialzo di ieri, sulla scia di indiscrezioni di stampa da cui si apprende che la società intende discutere nella riunione del Cda in agenda il prossimo 5 dicembre, i pro/contro delle diverse opzioni sulla rete, e che starebbe nominando a supporto di questa analisi due advisors.


Stando alle posizioni espresse recentemente dal CEO di Telecom Italia e alle dichiarazioni del ministro Calenda, l'ex monopolista potrebbe valutare la societarizzazione della rete e l’eventuale IPO della stessa.

Alcuni scenari alternativi allo spin-off e all'IPO

Non sono escluse però valutazioni su scenari alternativi come lo scorporo, ossia societarizzazione e distribuzione delle azioni della società della rete, che avrebbe implicazioni strategiche molto diverse, creando una TIM OpCo senza il controllo della rete e aprendo le porte a scenari di aggregazione tra la stessa e Mediaset, e all’ingresso del Governo direttamente nella società della rete.

L'analisi di Equita SIM: meglio l'IPO del demerger

Secondo gli analisti di Equita SIM gli scenari possibili sono molto diversificati e complessi e dipenderanno a loro avviso anche dal quadro regolatorio e dai risultati delle prossime elezioni politiche, visto che gli esperti non si aspettano decisioni operative prima del ritorno alle urne.
La SIM milanese pensa però che questa analisi possa portare a fare emergere valore sul gruppo dal momento che sia lo scenario di demerger che IPO di IPO metterebbero in evidenza la sottovalutazione del gruppo.


La preferenza degli analisti è per un percorso che porti all’IPO della rete, perché Telecom Italia in tal caso manterrebbe il controllo dell’asset e perché non è chiaro il beneficio di un’aggregazione con Mediaset.
Equita pensa che la rete possa essere valorizzata ben sopra i multipli attuali del titolo, ossia 5,2 volte il rapporto enterprise value/Ebitda o 4,7 volte senza gli asset quotati.

Un multiplo per la rete di 8 volte il rapporto enterprise value/EBITDA su un’ipotesi di EBITDA generato dalla rete di 2 miliardi di euro, porterebbe a un multiplo implicito per il resto del gruppo (tutta l’attività B2C domestica) di circa 3 volte l'enteprise value/EBITDA.
In attesa di novità la SIM milanese mantiene una view positiva su Telecom Italia, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 1,06 euro.

La view di UBS

Più cauta la strategia suggerita da UBS che proprio oggi ha reiterato il rating "neutral" sul titolo, con un target price a 0,8 euro.

La banca elvetica fa notare che le indicazioni che giungono dal Governo e da Telecom Italia sembrano andare in direzione di una separazione della rete, forse anche prima delle elezioni politiche. 
UBS però segnala che l'implementazione del processo potrebbe richiedere tempi lunghi, anche superiori ad un anno, e porterebbe con sè un alto rischio di esecuzione. 
Fonte: News Trend Online

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