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mercoledì 8 novembre 2017

Snap: nuovo bagno di sangue per l'Ipo più fallimentare del 2017


Finisce ancora una volta in un bagno di sangue l'appuntamento con i conti trimestrali di Snapchat. Le azioni di Snap, società madre dell'app del fantasmino sbarcata in borsa la scorsa primavera, sono crollate sul Nasdaq di quasi il 20% nel dopomercato di ieri sera, dopo che il social media dei messaggi che scompaiono ha comunicato di aver chiuso il trimestre estivo con perdite più consistenti del previsto, ricavi deludenti e un ulteriore rallentamento della crescita degli utilizzatori del servizio.

Snap vaporizzato nell'after-hours


Un nuovo ridimensionamento delle ambizioni della più discussa matricola tech di Wall Street del 2017, che ha provocato nel momento peggiore delle contrattazioni un crollo del prezzo dell'azione del 22% a 11,78 dollari - praticamente la metà dei 24 dollari raggiunti il 2 marzo scorso, giorno del collocamento azionario - e che ha fatto perdere tra l'altro nel giro di qualche ora oltre un altro miliardo di dollari ai due fondatori e azionisti Evan Spiegel e Bobby Murphy: il magazine finanziario Forbes ha calcolato che la coppia ha perso oltre 3,2 miliardi nelle tre sedute seguite alla pubblicazione dei conti di maggio, di agosto e di ieri.
Un reazione del mercato che si giustifica tanto con i numeri che con la palese difficoltà da parte del social media di mostrare agli investitori una credibile direzione di crescita. 

I conti

I numeri, anzitutto.

Snap ha chiuso il terzo trimestre 2017 con ricavi a 207,9 milioni di dollari, in aumento rispetto ai 128 milioni del terzo trimestre 2016 ma ben al di sotto dei 236,8 milioni di dollari attesi dagli analisti.
La società ha inoltre più che triplicato la sua perdita netta rispetto ai 124 milioni di un anno fa, riportando un rosso netto di 443 milioni di dollari, pari a 36 centesimi per azione, che si è rivelato anche in questo caso peggiore delle attese (33 centesimi): su base adjusted, la perdita è stata di 14 centesimi. 

Crescita in rallentamento

Ha deluso però soprattutto il totale di 178 milioni di utenti attivi raggiunto da Snapchat nel periodo luglio-settembre, che rappresenta sì un leggero progresso di rispetto ai 173 milioni del secondo trimestre, ma non basta a soddisfare le attese del mercato (i pronostici degli analisti indicavano una cifra di 181,8 milioni) e fa ancora storcere il naso a chi aveva sperato almeno nel suo primo anno da società quotata in un ritmo di crescita a due cifre. 

Flop di Spectacles


A pesare sui conti è stato poi il flop del tentativo di sbarcare nel mercato dell'hardware.

Snap ha dovuto iscrivere a bilancio una perdita di 40 milioni di dollari per aver sovrastimato la domanda dei suoi Spectacles, gli occhiali con videocamera integrata lanciati a dicembre scorso e rimasti invenduti nei magazzini dopo numerose cancellazioni di ordini. 

Pesa ancora la concorrenza di FB

Il problema vero della società è però l'ormai la concorrenza sempre più spietata di Facebook, anche ieri argomento ricorrente durante la conference call tenuta a margine della pubblicazione dei conti.
Negli otto mesi trascorsi da quando Snap ha debuttato in Borsa, a dominare il dibattito sul suo futuro è stato infatti proprio l'attacco a muso duro sferrato dal colosso guidato da Zuckerberg, che dopo aver tentato senza successo nel 2013 di comprarlo ha cominciato a replicare tutte le sue principali funzioni per sottrargli il maggior numero possibile di utenti e impedire che potesse consolidare la sua base di affezionati.
Una guerra che dalle cifre non sembra avere confronti: la scorsa settimana, Facebook ha comunicato che "Storie", la funzione che Instagram ha copiato ad agosto proprio da Snapchat, ha adesso raggiunto i 300 milioni di utenti giornalieri attivi, e altrettanti ne ha "status", una feature di Whatsapp con caratteristiche simili.

Snapchat prova a rifarsi il look


In conference call, Spiegel ha parlato delle difficoltà degli utenti nel comprendere come funziona Snapchat. E proprio per questo ha annunciato un radicale trasformazione dell'architettura della app, che la renderà più simile a Facebook e Twitter: un tentativo di migliorare i dati sugli introiti pubblicitari - i ricavi per utente attivo di Snapchat si sono attestati nel trimestre a 1,17 dollari, praticamente un sesto di quelli comunicati pochi giorni fa da FB -  ma che rischia - per stessa ammissione del CEO - di essere nel breve termine "un elemento di disturbo per il business" di Snapchat.  

 

 

Fonte: News Trend Online

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