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giovedì 16 novembre 2017

Rimbalzo sull’orlo del baratro


La settimana delle borse europee ha vissuto la sua prima metà in calo. Un calo che per oltre metà della seduta di ieri sembrava travolgente. Tutti i principali indici europei che seguiamo avevano rotto i supporti indicati da giorni e sembravano pronti a fornire un segnale ribassista piuttosto evidente.
L’apertura in gap ribassista degli indici americani ed il successivo immediato sfondamento del supporto di 2.566 da parte di SP500 sembravano favorire la tempesta perfetta per la parte finale della seduta europea.
Invece, come spesso accaduto negli ultimi giorni, sul ribasso iniziale i compratori USA si sono rifatti vivi ed hanno riportato l’indice americano al di sopra del supporto, riducendo il passivo di giornata.
Questa ennesima prova di vitalità americana è bastata a convincere anche in Europa che era il momento di difendere gli indici.

E’ allora partito un minirally intraday che ha riportato Dax e Ftse-Mib al di sopra dei livelli chiave rispettivamente di 12.900 e 22.000 punti. Eurostoxx50 non è riuscito a fare altrettanto, poiché aveva già sfondato il supporto il giorno precedente.
La seduta americana è poi proseguita senza accelerazioni rialziste e si è conclusa per SP500 stanzialmente sul supporto prima sfondato e poi recuperato, rinviando ad oggi la decisione se si debba rimbalzare ancora una volta oppure proseguire la correzione.
Intanto il Vix ha recepito la drammaticità del momento toccando un massimo di 14,51 per poi chiudere comunque al di sopra di 13.

Segno che la percezione del rischio torna a risalire dai livelli infimi toccati all’inizio del mese, francamente motivati solo da cieca euforia.
Lo scampato pericolo è stato confermato anche dal ritorno del cambio euro-dollaro al di sotto di 1,18, dopo che al culmine della negatività del mercato azionario era arrivato a salire fino a 1,1860.
Ed è stato registrato positivamente stamane dai mercati asiatici, tutti in deciso recupero dopo i cali dei giorni scorsi.

A mettere di buonumore le borse asiatiche deve aver contribuito anche il “default intraday” del Venezuela. Dopo aver mancato il pagamento degli interessi di un gorsso bond, spingendo le agenzie di rating a decretare il default, improvvisamente il governo venezuelano ha trovato i soldi il giornoo dopo, grazie ai russi ed ai cinesi, per pagare il dovuto con un solo giorno di ritardo e promettere che d’ora in poi tutto sarà onorato.
Non c’è molto da essere tranquilli per il futuro, ma intanto l’impatto negativo è stato per ora rimosso. Questo rasserenamento dovrebbe favorire un’apertura positiva dei mercati europei, che potranno andare a chiudere il gap ribassista aperto tra la chiusura di martedì e l’apertura di ieri.
Poi, se son rose, fioriranno.

Cioè, se i compratori europei prenderanno un po’ di fiducia potrà partire un rimbalzo un po’ più sostanzioso, favorito anche dalla situazione di forte eccesso ribassista che sta rientrando sui grafici a compressione oraria. 
E’ bene non mettere il carro davanti ai buoi.
Ma posso dire che se non si rimbalza oggi, oppure se il rimbalzo verrà nuovamente mortificato da un pomeriggio di passione, allora si aprirà la gabbia in cui è ancora rinchiuso l’orso. Un orso affamato da oltre un anno di oblio.
Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online

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