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martedì 28 novembre 2017

Report dei mercati


Wall Street piatta nel "Cyber Monday"
La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta della settimana senza grandi variazioni. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,1% mentre l'S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno perso rispettivamente lo 0,04% e lo 0,15%. Nel "Cyber Monday", lunedì successivo al "Black Friday" caratterizzato da forti sconti sui canali e-commerce, si è messo in evidenza il settore della distribuzione. L'indice di riferimento ha guadagnato lo 0,6% dopo aver toccato il livello più alto di sempre. Amazon ha registrato un progresso dello 0,83%.
Tra gli altri titoli in evidenza Time +9,32%. Meredith Corporation (+10,66%) ha annunciato di avere raggiunto l'accordo per il takeover del gruppo media. La società di Des Moines (attivo in settori che vanno dalla radio, alla tv, alla stampa con riviste come la storica Better Homes and Gardens) pagherà 18,50 dollari in contanti per azione, per una valutazione dell'editore di Time, People e Fortune di 1,85 miliardi di dollari (2,8 miliardi debito incluso).
Lowe's +0,74%. Raymond James ha alzato il rating sul titolo del rivenditore di articoli per la casa a "outperform" da "market perform".
Negativo il settore dei semi-conduttori con Intel (-0,58%), Western Digital (-6,71%), Micron Technology (-3,28%) e Applied Material (-1,68%).
Sul fronte macroeconomico il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti (congiuntamente al Census Bureau) ha comunicato che le vendite di nuove abitazioni sono cresciute del 6,2% a ottobre rispetto al mese precedente, attestandosi a 685 mila unita' (consensus 625 mila), in crescita rispetto alle 645 mila unità della rilevazione precedente. Le attese erano per un decremento mensile del 6%.
Il petrolio sul mercato Nymex ha lasciato sul terreno l'1,42% a 58,11 dollari al barile.
MERCATI ASIATICI
Asia contrastata. A Tokyo il Nikkei 225 perde solo lo 0,04%
Dopo il lunedì contrastato di Wall Street (dei tre principali indici Usa solo il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in positivo, apprezzandosi dello 0,10%), alla riapertura degli scambi in Asia l'andamento è di generalizzato ribasso con l'eccezione, tra le maggiori piazze, di Seoul: il Kospi ha infatti segnato un progresso dello 0,25% recuperando la flessione dell'1,44% della precedente sessione trainata dal crollo del 5,08% di Samsung Electronics (il colosso sudcoreano ha invece guadagnato l'1,22%).
L'andamento negativo è comunque confermato dalla perdita intorno allo 0,20% dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. Tendenza ribassista che continua a essere guidata dalla volatilità della Cina anche se in chiusura Shanghai e Shenzhen virano in positivo. Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 guadagnano infatti lo 0,34% e lo 0,15% rispettivamente, contro il netto rialzo dell'1,35% segnato dallo Shenzhen Composite. Resta invece in negativo Hong Kong: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in declino intorno allo 0,50% (fa peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, in calo di circa lo 0,90%).
Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali valute. Perde terreno anche lo yen sul biglietto verde, ma dopo essersi apprezzato dello 0,40% lunedì. A Tokyo il Nikkei 225 limita allo 0,04% la sua perdita (fa peggio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,24%). Tra le materie prime, il petrolio è ancora in flessione di oltre lo 0,50% dopo il declino registrato lunedì, ma sono soprattutto i metalli industriali a perdere terreno. Al London Metal Exchange rame e nichel sono infatti in flessione dell'1,40% e dell'1,70% rispettivamente. E a Sydney, complice il crollo del 2-3% dei colossi minerari Bhp Billiton e Fortescue Metals Group, l'S&P/ASX 200 chiude con un calo (seppure limitato allo 0,08%).
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MERCATI EUROPEI
Borse europee in leggero rialzo

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in leggero rialzo. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,1%, il Dax3 di Francoforte lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,2%, il Ftse100 di Londra lo 0,1%.
Sul fronte macroeconomico l'Ufficio Federale di Statistica Destatis ha reso noto che i prezzi alle importazioni in Germania nel mese di settembre sono cresciuti dello 0,6% su base mensile e sono aumentati del 2,6% su base annuale, in rallentamento rispetto all'incremento del 3% precedente. Le attese degli analisti erano fissate su un incremento mensile pari allo 0,6% e su una crescita del 2,6% su base annua.
In Francia diminuisce ancora la fiducia dei consumatori nelle attività economiche. L'Insee ha comunicato che a novembre l'indice si e' attestato a 102 punti, in crescita di 2 punto rispetto alla rilevazione precedente. L'indice torna sopra la media a lungo termine (100 punti).
Tra i titoli in evidenza Ocado +25%. Il colosso della distribuzione Casino ha annunciato che intende utilizzare la piattaforma Ocado Smart Platform del gruppo britannico con l'obiettivo di aumentare le vendite online di prodotti alimentari.
Royal Dutch Shell +1,5%. Il gruppo petrolifero ha comunicato che, a partire dall'attuale trimestre, cancellerà il programma di scrip-dividend (lo stacco di cedole in azioni invece che in contanti) e ha parallelamente annunciato un piano di buyback da complessivi 25 miliardi di dollari da realizzarsi entro il 2020.
Société Générale +0,7%. La banca francese ha annunciato che nel quarto trimestre sarà costretta a iscrivere a bilancio aggravi straordinari per 570 milioni di euro (a causa di variazioni del regime fiscale) e che prevede nuovi tagli di posti di lavoro in patria. L'istituto transalpino prevede fino a 900 esuberi nelle attività retail in Francia entro il 2020, che andranno ad aggiungersi ai 2.550 già annunciati.
Total +0,5%. L'agenzia Standard & Poor's ha migliorato l'outlook del gruppo petrolifero a stabile da negativo. Confermato il rating "A+".
Bbva +0,9%. La banca spagnola ha ricevuto una offerta da circa 2,2 miliardi di dollari dalla canadese Scotia per la quota di maggioranza (il 68,19% del capitale) detenuta nella divisione cilena.
Solvay -0,2%. JP Morgan ha tagliato il rating sul titolo del gruppo chimico a neutral. 
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in verde con i bancari: Ftse Mib +0,32%.
Il Ftse Mib segna +0,32%, il Ftse Italia All-Share +0,30%, il Ftse Italia Mid Cap +0,22%, il Ftse Italia Star +0,20%.
Mercati azionari europei positivi: DAX +0,1%, FTSE 100 +0,2%, CAC 40 +0,2%, IBEX 35 +0,2%.
Future sugli indici azionari americani in parità. Le chiusure dei principali indici nella seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,04%, Nasdaq Composite -0,15%, Dow Jones Industrial +0,10% (nuovo massimo storico).
Mercato azionario giapponese poco mosso, l'indice Nikkei 225 chiude a -0,04%. Borse cinesi stabili: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,15%, l'Hang Seng di Hong Kong a -0,02% circa.
Bancari in recupero dopo la netta flessione di ieri. L'indice Ftse Italia Banche segna +0,6%. In evidenza UniCredit (+1,1%) che ieri a mercato chiuso ha comunicato di aver ceduto a MBCredit Solutions e a una società affiliata di Cerberus Capital Management un portafoglio di crediti in sofferenza ipotecari e chirografari del segmento piccole e medie imprese per un valore lordo pari a 715 milioni di euro.
In verde anche Banco BPM (+0,9%) che dovrà però affrontare ulteriori sfide nel suo cammino di riduzione del livello dei crediti deteriorati. O almeno questo è quello che scrivono gli analisti di Moody's in un report pubblicato ieri in risposta alle domande più comuni che investitori e operatori pongono riguardo al profilo di credito dell'istituto guidato da Giuseppe Castagna. Moody's riconosce comunque i risultati raggiunti finora: BPM sta riducendo gli npl a un ritmo superiore a quello atteso e prevede di centrare il target di cessioni pari a 8 miliardi di euro entro giugno 2018, circa un anno e mezzo prima dell'obiettivo originario.
Nonostante questo il fardello dei deteriorati resta elevato e superiore rispetto alla media del sistema bancario italiano. Per questo Moody's ritiene che BPM debba incrementare il ritmo delle vendite di npl, circostanza che potrebbe mettere sotto pressione la sua solvibilità (affidabilità come debitore) in quanto foriera di eventuali nuove coperture su npl o di perdite derivanti da cessioni a sconto eccessivo: purtroppo la modesta capacità della banca di generare profitti non le consente di limitare l'impatto negativo di queste dinamiche sul capitale.
In controtendenza UBI Banca (-0,7%) dopo che DBRS ha ridotto di un notch il Long-term Issuer Rating da BBB (high) a BBB, e il Short-Term Issuer rating da R-1 (low) a R-2 (high). L'outlook, precedentemente negativo, è divenuto ora stabile per tutti i rating.
Positiva Luxottica (+0,6%): il Competition Bureau canadese ha dato il via libera alla fusione con Essilor (invariata). Il Canada è una delle cinque giurisdizioni la cui approvazione è condizione sospensiva per il closing dell'operazione.
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TITOLI DEL GIORNO
Banco BPM dovrà affrontare ulteriori sfide nel suo cammino di riduzione del livello dei crediti deteriorati. O almeno questo è quello che scrivono gli analisti di Moody's in un report pubblicato ieri in risposta alle domande più comuni che investitori e operatori pongono riguardo al profilo di credito dell'istituto guidato da Giuseppe Castagna. Moody's riconosce comunque i risultati raggiunti finora: BPM sta riducendo gli npl a un ritmo superiore a quello atteso e prevede di centrare il target di cessioni pari a 8 miliardi di euro entro giugno 2018, circa un anno e mezzo prima dell'obiettivo originario. Nonostante questo il fardello dei deteriorati resta elevato e superiore rispetto alla media del sistema bancario italiano. Per questo Moody's ritiene che BPM debba incrementare il ritmo delle vendite di npl, circostanza che potrebbe mettere sotto pressione la sua solvibilità (af fidabilità come debitore) in quanto foriera di eventuali nuove coperture su npl o di perdite derivanti da cessioni a sconto eccessivo: purtroppo la modesta capacità della banca di generare profitti non le consente di limitare l'impatto negativo di queste dinamiche sul capitale. L'analisi del grafico di Banco BPM evidenzia la netta correzione originata dal massimo di inizio ottobre, movimento che si è arrestato sui supporti posizionati sui 2,60 euro circa. In caso di perentoria violazione di questo ultimo riferimento verrebbe intaccata in modo irreparabile la struttura ascendente partita un anno fa da 1,75/1,80, con probabili approfondimenti sui 2,30 almeno. Segnali di forza con il ritorno in pianta stabile oltre 2,95/3,00, prologo a un assalto a 3,20 e all'eventuale allungo in direzione del massimo del 2 ottobre a 3,5760.
FCA ripiega dopo un buon inizio di seduta favorito dalle indiscrezioni relative alle ipotesi di quotazione e scorporo di Magneti Marelli ed eventualmente anche di Comau, la controllata specializzata nel segmento della robotica. Secondo i rumor potrebbe venire quotato il 50% circa di Magneti Marelli con la parte che verrebbe assegnata successivamente agli azionisti di Fca. Banca Imi, a seguito delle ipotesi di stampa sulla quotazione della componentistica, ha confermato la raccomandazione positiva "add" per il titolo con prezzo obiettivo a 16,9 euro. Il titolo a metà mattinata di lunedì ha però perso circa il 3% in pochi minuti dopo che Le Monde ha scritto, citando un documento del Ministero dell'Economia francese, che un'inchiesta sulla possibile manipolazione delle emissioni dei motori diesel in Francia per favorirne l‘omologazione potrebbe portare a una sanzione da 9,62 miliardi di euro n ei confronti del Lingotto, superiore a quella da 5 miliardi che rischia PSA. FCA ritiene le accuse prive di fondamento ed evidenzia che a oggi nessuna comunicazione al riguardo le è stata notificata dalle autorità francesi, e che comunque sta collaborando con le stesse. Le quotazioni si sono stabilizzate in area 14,65, al di sotto quindi della chiusura di venerdì a 14,74, dopo aver toccato un massimo intraday a 14,99 euro. A 14,60 euro transita la linea che unisce i minimi del 19 ottobre e del 10 novembre, base del potenziale testa spalle ribassista che le quotazioni hanno disegnato dal top del 2 ottobre (le due spalle, il top di inizio ottobre e del 22 novembre sono allineate sugli stessi prezzi, la testa è invece il massimo del 3 novembre). La violazione di area 14,60, completando il testa spalle, potrebbe quindi comportare l'avvio di un fase calante a correzione di tutto il rialzo in atto dai minimi di agosto. Primo supporto a 13,95 euro, poi a 12,05 e a 10,70 euro, base del gap rialzista del 21 agosto. La tenuta di 14,60 e la rottura di area 15,35 allontanerebbero il rischio di essere in presenza di una figura ribassista, rischio che verrebbe cancellato al di sopra dei massimi di inizio novembre a 15,82 euro. Oltre quei livelli target a 18 euro circa, con resistenza intermedia a 16,65 euro.
Salini Impregilo in verde dopo che Dagong Global ha confermato il proprio Long-Term Credit Rating a "BB+", con outlook positivo. L'agenzia ha dichiarato: "Il rating riflette il solido profilo di Salini Impregilo e lo sviluppo positivo degli ultimi 12 mesi". Da un punto di vista grafico il titolo sta cercando di opporsi alle pressioni ribassiste che hanno azzerato i progressi degli ultimi due mesi. La resistenza a 3,768 circa, lato alto del canale che sale dai minimi di novembre 2016, ha infatti respinto con forza l'attacco dei compratori facendo precipitare i corsi verso la base del canale stesso. Le prospettive potrebbero volgere nuovamente in positivo nel caso di ritorno sopra la media mobile a 100 giorni, passante da 3,20 circa, per il test a 3,40 circa del 50% di ritracciamento del movimento correttivo delle ultime settimane. Pericolose invece discese sotto i 3 euro, preludio a ripiegamenti verso i minimi estivi a 2,806. 
DATI MACRO ATTESI
Martedì 28 Novembre 2017
08:00 GER Indice GfK (fiducia consumatori) dic;
08:00 GER Indice prezzi importazioni ott;
08:45 FRA Indice fiducia consumatori nov;
09:00 SPA Vendite al dettaglio ott;
10:00 EUR M3 dest. ott;
14:30 USA Bilancia commerciale preliminare ott;
14:30 USA Scorte all'ingrosso preliminari ott;
15:00 USA Indice FHFA (prezzi abitazioni) set;
15:00 USA Indice S&P-Case/Shiller (prezzi abitazioni) set;
16:00 USA Indice fiducia consumatori (Conference Board) nov;
21:30 USA Scorte settimanali petrolio (API).
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HEADLINES
Shell annuncia piano di buyback da 25 miliardi al 2020
Royal Dutch Shell ha comunicato che, a partire dall'attuale trimestre, cancellerà il programma di scrip-dividend (lo stacco di cedole in azioni invece che in contanti) e ha parallelamente annunciato un piano di buyback da complessivi 25 miliardi di dollari da realizzarsi entro il 2020.
Spagna: Vendite al Dettaglio deboli a ottobre
In Spagna a ottobre le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,1% rispetto allo stesso periodo del 2016, in calo rispetto alla lettura precedente fissata al +1,6% (rivisto dal +2,1%). Il dato risulta inferiore alle stime degli addetti ai lavori, che attendevano una crescita del 2%.
Jerome Powell si prepara a guidare la Fed nella continuità
Messaggio di continuità da parte di Jerome (Jay) Powell, scelto dal presidente Usa Donald Trump per prendere il posto dell'uscente chairwoman della Federal Reserve (Fed) Janet Yellen. "Prevediamo che i tassi d'interesse aumenteranno ulteriormente e le dimensioni del nostro bilancio si ridurranno gradualmente", ha dichiarato il 64enne Powell. "Tuttavia, mentre ci sforziamo di rendere il percorso della politica il più prevedibile possibile, il futuro non può essere conosciuto con certezza", ha aggiunto. Powell si presenterà davanti al Banking Committee del Senato Usa, in vista della sua conferma, nella giornata di martedì 28 novembre, ma il testo del suo discorso introduttivo è stato reso noto già lunedì dalla Fed stessa. Respingendo le proposte dei Repubblicani per limitare la discrezionalità della Fed, Powell ha rimarcato la necessità di "flessibilit&agra ve;" per adeguarsi agli sviluppi imprevisti. Si è anche detto disponibile a idee finalizzate all'alleggerimento del carico normativo sulle banche, ma ha sottolineato di volere preservare le "riforme fondamentali" successive la crisi finanziaria, tra cui "elevati livelli di capitale e liquidità, stress test e programmazione"
La Bce dismette tutte le obbligazioni emesse da Glencore
La Banca centrale europea ha dismesso tutte le obbligazioni emesse da Glencore detenute all'interno del Corporate Sector Purchase Programme (Cspp). Come emerge dal bollettino settimanale, citato dal Financial Times, allo scorso 24 novembre la Bce non deteneva più nessuno dei cinque bond emessi da Glencore Finance Europe (con scadenze dal 2020 al 2023). Dietro alla misura il fatto che la sussidiaria del colosso delle commodity abbia spostato da inizio settembre la sua sede fiscale a Jersey, e quindi fuori dall'Eurozona. "L'Eurosistema ha deciso di vendere le sue partecipazioni in Glencore acquistate nell'ambito del Cspp perché queste obbligazioni hanno perso l'ammissibilità a causa della ri-domiciliazione dell'emittente verso un Paese non appartenente all'area dell'euro", ha spiegato al Financial Times un portavoce della Bce. Glencore aveva chiuso in declino dell'1,20% la seduta di lunedì a Londra , contro la flessione dello 0,35% del Ftse 100. Alla riapertura degli scambi in Asia, Glencore scambia in calo di circa l'1,50% sulla piazza di Hong Kong.
Kashkari (Fed) pronto a opporsi a rialzo tassi in dicembre
Neel Kashkari, president della Federal Reserve (Fed) di Minneapolis da inizio 2016, ha lasciato intendere lunedì di essere pronto a opporsi a un rialzo dei tassi d'interesse Usa anche in occasione del meeting di 12-13 dicembre del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie). Kashkari era stato l'unico membro del Fomc a votare contro gli aumenti decisi in marzo e giugno. "Visto che l'inflazione è bassa non vedo alcun motivo di frenare l'economia", ha sottolineato parlando lunedì a un evento della Winona State University, in Minnesota. "Il mio punto di vista è permettere che l'occupazione continui a consolidarsi, consentire a più americani di tornare al lavoro e ai salari di rafforzarsi e, quindi, se inizieremo a vedere l'inflazione tornare al nostro obiettivo del 2% potremo mettere il piede sul freno", ha aggiunto. "Non vedo alcuna rag ione per farlo ora con l'inflazione che continua a essere debole", ha concluso.
Per Dudley (Fed) il mercato del lavoro sosterrà l'inflazione
William Dudley, president della Federal Reserve Bank (Fed) di New York, ha ribadito lunedì di credere che un settore del lavoro particolarmente solido aiuterà a spingere al rialzo l'inflazione Usa nel tempo. Dudley, che una ventina di giorni fa aveva confermato che lascerà la guida dell'istituto newyorkese prima della scadenza nel gennaio 2019, non è entrato però direttamente nel merito dei possibili prossimi rialzi dei tassi d'interesse Usa, sottolineando semplicemente che la Fed "sta rimuovendo gradualmente la politica monetaria accomodante". Parlando a un evento organizzato a New York dalla University of California, Berkeley, Dudley ha ribadito la sua convinzione che una bassa inflazione con una bassa disoccupazione non è "in realtà una brutta cosa", perché consente di "sondare" quanto debba scendere il tasso di disoccupazione prima che i prezzi si surriscaldino. "L a maggior parte dei banchieri centrali farebbe la firma per la situazione davanti cui si trova attualmente la Fed", ha concluso.
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