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lunedì 27 novembre 2017

Report dei mercati



Borsa Usa: il Black Friday porta nuovi record
La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,14%, l'S&P 500 lo 0,21% e il Nasdaq Composite lo 0,32%. Questi ultimi due indici hanno raggiunto il livello più alto di sempre. Dopo lo stop per la festa del Thanksgiving, Wall Street ha ripreso le contrattazioni ma a orario ridotto (chiusura alle 19 ora italiana). Molto bassi gli scambi (2,68 miliardi di titoli contro una media a 20 giorni di 6,48 miliardi) a causa del clima semifestivo (il Black Friday è il giorno che tradizionalmente dà inizio alla stagione degli acquisti natalizi).
Sul fronte macroeconomico Markit ha reso noto che nel mese di novembre l'Indice PMI Manifatturiero (stima flash) e' sceso a 53,8 punti dai 54,6 punti del mese precedente. La rilevazione di novembre evidenzia un rallentamento del ritmo di crescita del comparto manifatturiero, con livelli di produzione su livelli minimi da due mesi. Cresce meno anche il settore privato, sceso a 54,7 punti dai 55,3 punti della lettura precedente, su livelli minimi da quattro mesi.
Sotto i riflettori i titoli del comparto distribuzione, in particolare Amazon +2,58% e Macy's +2,11%, dopo la pubblicazione dei dati della società di ricerca Adobe Analytics sulle vendite online nelle prime ore del Black Friday (+18,4% rispetto all'anno scorso) con una previsione di crescita del 13,8% nell'arco dell'intera giornata.
Deere & Co +0,17%. Deutsche Bank ha alzato il rating sul titolo del produttore di mezzi agricoli a buy da hold.
Nell'arco della settimana il Dow Jones ha guadagnato lo 0,85%, l'S&P 500 lo 0,9% e il Nasdaq Composite l'1,6%.
MERCATI ASIATICI
Asia in netto ribasso. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,24%
Avvio d'ottava in netto ribasso per l'Asia, che erode i guadagni iniziali a causa soprattutto delle pressioni ribassiste in arrivo dalle piazze cinesi ancora in scia agli interventi da parte di Pechino per una più rigida regolazione del settore finanziario. Altro fattore depressivo l'outlook sul comparto dei semiconduttori. Morgan Stanley domenica ha peggiorato il giudizio su Samsung Electronics da overweight a equal weight (riducendo anche il target price). Samsung di recente ha beneficiato di un cosiddetto "superciclo" nel segmento dei chip di memoria, con prezzi in aumento sulla crescita della domanda per l'utilizzo in server e smartphone. Tendenza che ha garantito profitti record quest'anno ma che, secondo gli analisti dell'istituto Usa, non dovrebbe fare altrettanto nel prossimo esercizio.
Samsung Electronics ha segnato un crollo del 5,08% a Seoul, contribuendo al declino dell'1,44% del Kospi, mentre è stato del 2,35% il calo di Sk Hynix (secondo maggiore produttore al mondo di chip di memoria dietro proprio a Samsung). Taiwan Semiconductor Manufacturing, parimenti declassata da Morgan Stanley, ha invece perso il 2,87% a Taipei.
L'andamento negativo è confermato dall’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, in declino di quasi l'1% dopo un inizio di seduta in rialzo. A Tokyo il Nikkei 225 ha segnato una contrazione dello 0,24% (performance sostanzialmente uguale per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,20%). Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 hanno invece perso lo 0,94% e l'1,30% rispettivamente, contro la flessione dell'1,56% segnata dallo Shenzhen Composite. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng di Hong Kong è in arretramento intorno allo 0,60% (fa ampiamente peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, in calo dell'1,10% circa).
Sul fronte macroeconomico, in Cina i profitti del settore industriale sono cresciuti del 25,1% in ottobre su base annua, in rallentamento però rispetto al balzo del 27,7% di settembre (24,0% in agosto), che era stato il tasso più elevato dal 2011. Sydney, con il progresso dello 0,10% dell'S&P/ASX 200, è stato l'unico tra i principali indici della regione a chiudere in rialzo.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee negative
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in calo. L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,2%, il Dax30 di Francoforte lo 0,4%, il Cac40 di Parigi lo 0,4% e il Ftse100 di Londra lo 0,2%.
Tra i titoli in evidenza Icade +1,8%. Il gruppo immobiliare francese ha rivisto al rialzo la previsione di cash-flow per l'esercizio in corso (ora atteso in crescita dell'8% contro il +7% indicato in precedenza).
Euler Hermes +20%. Allianz ha lanciato una offerta pubblica di acquisto sul gruppo specializzato nell'assicurazione del credito a 122 euro. L'operazione è finalizzata al delisting. Il colosso tedesco possiede già oltre la metà del capitale.
EuropaCorp +5%. La casa di produzione di Luc Besson sta valutando se lanciare un aumento di capitale o avviare una ristrutturare del debito.
Julius Bär -4%. La banca privata svizzera ha comunicato le dimissioni a sorpresa, e con effetto immediato, del chief executive Boris Collardi, che diventerà partner della rivale e connazionale Pictet.
Vivendi -1%. Mainfirst ha tagliato il rating sul titolo del gruppo media a neutral da outperform.
Giornata caratterizzata dall'assenza di dati macroeconomici rilevanti nella zona euro. Negli Stati Uniti nel pomeriggio saranno comunicate le vendite di nuove abitazioni ad ottobre..
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana poco mossa: Ftse Mib -0,02%.
Il Ftse Mib segna -0,02%, il Ftse Italia All-Share -0,01%, il Ftse Italia Mid Cap +0,01%, il Ftse Italia Star -0,17%.
Mercati azionari europei poco mossi: DAX invariato, FTSE 100 invariato, CAC 40 -0,1%, IBEX 35 +0,4%.
Future sugli indici azionari americani poco mossi. Le chiusure dei principali indici nella seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,21% (nuovo massimo storico), Nasdaq Composite +0,32% (nuovo massimo storico), Dow Jones Industrial +0,14%.
Mercato azionario giapponese in lieve ribasso, l'indice Nikkei 225 chiude a -0,24%. Borse cinesi in flessione: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a -1,32%, l'Hang Seng di Hong Kong a -0,60%.
Bancari incerti in avvio di ottava dopo il bel progresso di venerdì in scia alle indiscrezioni sull'opposizione del Parlamento Europeo alla rigidità della BCE sulle coperture degli npl e sulla possibilità di rendere meno penalizzanti i programmi pluriennali di vendita di portafogli di crediti deteriorati: l'indice Ftse Italia Banche è in parità. In rosso Intesa Sanpaolo (-0,3%), positiva Unicredit (+0,4%). Molto bene Credito Valtellinese (+4%).
Positiva anche Banca MPS (+0,1%) nonostante quanto riferito da Repubblica relativamente a una richiesta danni da 434 milioni di euro avanzata dal gestore britannico Alken in merito al derivato Alexandria.
STMicroelectronics (-0,9%) in flessione, probabilmente penalizzato della debolezza del dollaro. Il presidente e a.d. Carlo Bozotti nel fine settimana ha dichiarato al Sole 24 Ore che il gruppo dei microchip intende puntare sulla componentistica per le auto elettriche.
Il biglietto verde venerdì ha toccato il minimo da fine settembre contro euro, circostanza che gioca a sfavore dei titoli dei gruppi esposti sul dollaro come Ferrari (-1,2%), Buzzi Unicem (-1,1%), CNH Industrial (-0,3%).
Mediaset (-1%) in calo dopo il +4,10% di venerdì in scia a indiscrezioni su un accordo con Vivendi su Premium e con TIM/Canal+ sui contenuti.
In verde i titoli del gruppo Agnelli-Elkann. Nel fine settimana Il Sole 24 Ore ha scritto che si stanno stringendo i tempi per lo scorporo di Magneti Marelli da FCA (+0,8%) e per la successiva quotazione. A quanto pare a Torino si sta ragionando sul perimetro degli asset da separare dalla casa madre, ovvero se inserire nell'operazione anche Comau (robotica e automazione) e quindi lasciare FCA con le sole attività strettamente automobilistiche.
L'ipotesi è quella di quotare il 50% degli asset e scorporare il resto dal Lingotto, per poi assegnare le azioni ai soci, quindi principalmente a Exor (+0,5%), holding della famiglia piemontese. Il valore stimato delle attività della componentistica e robotica oscilla tra i 4 e i 6 miliardi di euro, sufficiente quindi a ridurre ai minimi termini il debito netto di FCA (al 30 settembre era pari a 6,3 miliardi di euro, 4,4 miliardi per le sole attività industriali). L'operazione Magneti Marelli/Comau secondo le indiscrezioni del Sole potrebbe essere completata entro il primo semestre del prossimo anno, mentre il turno di Maserati/Alfa Romeo non dovrebbe arrivare prima del 2019.
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TITOLI DEL GIORNO
Si stringono i tempi per lo scorporo di Magneti Marelli da FCA e successiva quotazione. Nel fine settimana Il Sole 24 Ore ha scritto che a Torino si sta ragionando sul perimetro degli asset da separare dalla casa madre, ovvero se inserire nell'operazione anche Comau (robotica e automazione) e quindi lasciare FCA con le sole attività strettamente automobilistiche. L'ipotesi è quella di quotare il 50% degli asset e scorporare il resto dal Lingotto, per poi assegnare le azioni ai soci, quindi principalmente a Exor, holding della famiglia Agnelli-Elkann. Il valore stimato delle attività della componentistica e robotica oscilla tra i 4 e i 6 miliardi di euro, sufficiente quindi a ridurre ai minimi termini il debito netto di FCA (al 30 settembre era pari a 6,3 miliardi di euro, 4,4 miliardi per le sole attività industriali). L'operazione Magneti Marelli/Comau secondo le indiscrezioni del Sole potrebbe essere completata entro il primo semestre del prossimo anno, mentre il turno di Maserati/Alfa Romeo non dovrebbe arrivare prima del 2019. L'analisi del grafico di Exor evidenzia il potenziale doppio massimo in formazione dalla prima metà di ottobre, peraltro in corrispondenza dei record storici a 56,70 euro. La figura ribassista verrebbe completata in caso di perentoria violazione di area 52, con primo obiettivo a 50 circa e successivo a 47,37, minimo di fine giugno e supporto decisivo nel medio/lungo periodo. Segnali di forza al superamento del recente massimo a 54,05 per 56,70, con possibile riattivazione della tendenza ascendente di fondo verso area 63, lato alto del canale ipotizzabile da febbraio 2016.
Deciso rialzo in chiusura di ottava per Mediaset che si stabilizza in area 3,20, in arretramento dai massimi da circa un mese e mezzo a 3,3080 euro toccati a inizio seduta ma comunque bene al di sopra della chiusura di giovedì a 3,076 euro. A raffreddare gli acquisti dopo il test di 3,308 euro le dichiarazioni del CFO, Marco Giordani: ancora non c'è una proposta concreta da parte di Vivendi, al momento le trattative interessano i legali dei due gruppi. Mediaset venerd' mattina è balzata in avanti in scia alle indiscrezioni del Messaggero, secondo cui sembra ormai vicino un accordo con Vivendi per risolvere il contenzioso nato dalla mancata vendita ai francesi di Mediaset Premium. L'accordo con Vivendi verrebbe preceduto da un contratto di fornitura di contenuti del biscione a TIM (controllata dai francesi) e completato dalla modifica del Tusmar, il Testo unico dei servizi audiovisivi e radiofonic i violato da Vivendi con l'acquisizione di partecipazioni in Mediaset e Telecom. La querelle Mediaset-Vivendi verrebbe infine regolata con un risarcimento da 700 milioni di euro prima dell'udienza per la causa civile al Tribunale di Milano fissata per il 19 dicembre. Grazie al rialzo delle ultime ore Mediaset si è lasciato alle spalle sia la trend line ribassista che parte dai massimi di dicembre 2016, passante a 3,07, sia la media mobile a 100 sedute, in transito a 3,13 euro circa, segnalando l'intenzione di mettere seriamente alla prova il massimo del 10 ottobre a 3,31 euro. Oltre quei livelli le oscillazioni disegnate dal 5 ottobre in area 2,80/85 si dimostrerebbero un "doppio minimo", figura dalle implicazioni rialziste. Il target derivante dal completamento, della figura, calcolato in base alla proiezione della sua ampiezza verso l'alto dal punto di rottura, si colloca a 3,75 euro circa. Resistenze successive a 4,05 e 4,50 euro. La mancata rottura di 3,31 e la violazione di 3,03 potrebbero invece riportare le quotazioni sul supporto critico di area 2,80/85. In caso di discese anche al di sotto di quei livelli la fase laterale delle ultime settimane si dimostrerebbe una semplice pausa della precedente tendenza ribassista che potrebbe riprendere con obiettivi in area 2,40 euro.
RCS MediaGroup (+3,2%) guadagna terreno. Venerdì ha debuttato in edicola Corriere Torino, la nuova edizione locale del Corriere della Sera sotto la responsabilità di Umberto La Rocca. La redazione opera in Galleria San Federico a Torino, e riunisce giornalisti del Corriere per lo più originari della città della Mole. Possibile che in futuro vengano lanciate edizioni in Liguria e in Friuli. Graficamente il titolo è riuscito a dare seguito alla reazione avviata la scorsa settimana senza però superare livelli di rilievo. Servirà infatti la rottura dei massimi di inizio novembre a 1,34, a contatto con la trend line che scende dai massimi annuali, per dimostrare di possedere energie per estendere il movimento al rialzo verso obiettivi a 1,486, top annuali di marzo a 1,486. Al contrario sotto 1,11/1,12 rischio elevato di correzione estesa di tutto il rialzo partito ad aprile 2016. 
DATI MACRO ATTESI
Lunedì 27 Novembre 2017
00:50 GIA Indice prezzi servizi imprese ott;
10:00 ITA Indice fiducia consumatori nov;
10:00 ITA Indice fiducia imprese nov;
16:00 USA Vendite abitazioni nuove ott.
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HEADLINES
Cina: profitti industriali crescono del 25,1% in ottobre
In Cina i profitti del settore industriale, secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica, sono cresciuti del 25,1% in ottobre su base annua, in rallentamento però rispetto al balzo del 27,7% di settembre (24,0% in agosto), che era stato il tasso più elevato dal 2011. Nei primi dieci mesi del 2017 la crescita è invece stata del 23,3% annuo, in accelerazione rispetto al 22,8% del periodo gennaio-settembre (21,6% in gennaio-agosto)
Giappone: indice prezzi Cspi cresce dello 0,8% in ottobre
Secondo quanto comunicato dalla Bank of Japan, il Corporate Services Price Index (Cspi, l’indice dei prezzi dei servizi alle imprese) ha segnato un progresso dello 0,8% annuo in ottobre, contro lo 0,9% atteso dagli economisti per una lettura invariata rispetto a settembre (0,8% l’incremento registrato in agosto). Su base mensile l’indice è invece cresciuto dello 0,2% dopo l'incremento dello 0,1% di settembre (e il declino dello 0,2% in agosto).
India: S&P conferma rating BBB- con outlook positivo
S&P Global Ratings venerdì ha confermato il giudizio sul credito sovrano dell'India a BBB- (livello più basso d'investment grade), con outlook stabile. Secondo S&P, che non modifica il rating di New Delhi addirittura dal gennaio 2007, il giudizio è appropriato visto che riflette la solida crescita del Pil e la migliorata credibilità monetaria con il significativo deficit fiscale e il basso reddito pro capite. Una decina di giorni fa Moody's Investors Service (Moody's) aveva invece migliorato da Baa3 a Baa2 il rating dell'India.
Nel Black Friday vendite online cresciute del 16,9% in Usa
Continua la crescita delle vendite online in Usa nel periodo clou del Giorno del Ringraziamento, che segna l’inizio della stagione di shopping natalizio in Usa. Secondo quanto comunicato da Adobe Digital Index, che monitora le transazioni dei 100 maggiori retailer Usa operanti sul Web, le vendite online venerdì scorso, nel cosiddetto Black Friday, sono cresciute del 16,9% a 5,03 miliardi di dollari. Complessivamente per giovedì (il Thanksgiving Day o Giorno del Ringraziamento) e venerdì il dato segna un progresso del 17,9% a 7,9 miliardi di dollari e per il solo Cyber Monday Adobe stima un incasso di 6,6 miliardi dollari in quello che sarebbe il record giornaliero storico per il commercio elettronico in Usa. Per l'intera stagione natalizia Adobe prevede invece un progresso delle vendite online del 13,8% annuo a 107,4 miliardi di dollari. Secondo la National Retail Federation, invece, le vendite to tali on e offline dovrebbero crescere del 3,6%-4,0% fino a 682 miliardi di dollari
Brasile: fiducia imprese sale sui massimi dal febbraio 2014
Si rafforza per il quinto mese consecutivo la fiducia delle imprese del Brasile. Secondo quanto comunicato venerdì dalla Fundação Getulio Vargas (Fgv), infatti, in novembre il business confidence index è cresciuto a 98,1 punti dai 95,4 di ottobre, attestandosi sui massimi dai 98,3 punti registrati nel febbraio 2014.
Turchia: indice fiducia imprese sceso da 109,5 a 106,3 punti
Türkiye Cumhuriyet Merkez Bankas? (Tcmb, la Banca centrale di Ankara) venerdì ha reso noto che l'indice di fiducia delle imprese della Turchia è sceso in novembre per il secondo mese consecutivo, attestandosi a 106,3 punti dai 109,5 punti di ottobre.
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