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martedì 14 novembre 2017

Report dei mercati



Wall Street chiude in leggero rialzo, male GE
La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta della settimana in leggero rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,07%, l'S&P 500 lo 0,10% e il Nasdaq Composite lo 0,10%. A Wall Street continuano a pesare i timori degli investitori sulle capacità dell'amministrazione Trump di portare a termine la riforma fiscale promessa.
Tra i titoli in evidenza General Electric -7,17%. La conglomerata ha peggiorato la guidance ed ha dimezzato il dividendo trimestrale a 0,12 dollari per azione.
Qualcomm +2,97%. Il board del gruppo dei semiconduttori per smartphone ha rifiutato l'offerta di acquisto da 103 miliardi di dollari presentata dalla rivale Broadcom (+0,02%) perchè giudicata insufficiente.
Teva Pharmaceutical Industries -0,42%. Jp Morgan ha tagliato il rating sul titolo del produttore di farmaci generici a underweight da neutral.
Mattel +20,66%. Secondo indiscrezioni, il gruppo dei giocattoli potrebbe essere acquistato dalla rivale Hasbro (+5,88%).
Tyson Foods +1,93%. Il gruppo alimentare ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre fiscale l'utile per azione adjusted si è attestato a 1,43 dollari su ricavi per 10,1 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps a 1,35 dollari su ricavi per 9,9 miliardi.
TiVo -0,59%. Il gruppo dell'intrattenimento ha nominato Enrique Rodriguez presidente e chief executive (Ceo).
JD.com +3,45%. Il gruppo cinese dell'e-commerce ha chiuso il terzo trimestre con ricavi netti in crescita del 39%. Positivo il risultato netto del periodo (per 1,01 miliardi di yuan) contro il rosso di 921,6 milioni di un anno prima.
MERCATI ASIATICI
Borse asiatiche in declino. Il Nikkei 225 chiude invariato
Dopo i modesti guadagni segnati lunedì da Wall Street, alla riapertura degli scambi in Asia l'andamento è di generale ribasso in scia a dati macroeconomici in arrivo da Pechino complessivamente deludenti. In ottobre la crescita della produzione industriale è rallentata in Cina al 6,2% annuo dal 6,6% di settembre, mentre le vendite al dettaglio hanno registrato un progresso del 10,0% annuo, contro il 10,3% di settembre e il 10,4% del consensus di Reuters. Non solo: in Cina la vendita di case per valore è calata del 3,4% annuo lo scorso mese dopo il declino del 2,4% registrato in settembre, che era stata la prima contrazione dal marzo 2015, mentre gli investimenti in fixed asset hanno segnato un incremento del 7,3% annuo da gennaio a ottobre, in linea con il consensus, ma con il tasso più moderato dal dicembre 1999, secondo i dati di Wind Information citati da MarketWatch. Il clima ribassist a nella regione è stato quindi confermato dalla perdita di circa lo 0,20% per l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che arrivava già da due sedute in declino.
Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso, come lo è per altro anche lo yen rispetto al biglietto verde. E a Tokyo il Nikkei 225 erode i guadagni iniziali per chiudere invariato (fa peggio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,26%), dopo la perdita dell'1,32% registrata lunedì. A Seoul il Kospi chiude in declino dello 0,15% mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 si deprezza dello 0,88% a fronte del netto arretramento di minerari e petroliferi (contrastata invece la sessione per i finanziari). Il petrolio, in declino dello 0,30% circa, deprime i corsi del settore energetico in tutta l'Asia. Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 perdono lo 0,53% e lo 0,70% rispettivamente, contro il declino dello 0,95% segnato dallo Shenzhen Composite. A circa un'ora dallo stop delle contrattazio ni a Hong Kong l’Hang Seng si muove appena sotto la parità (performance peggiore per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in ribasso di circa lo 0,50%).
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MERCATI EUROPEI
Borse europee sopra la parità
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,1%, il Dax30 di Francoforte lo 0,25%, il Cac40 di Parigi lo 0,1%, il Ftse100 di Londra lo 0,1% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,1%.
Sul fronte macroeconomico in Germania, l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha pubblicato le stime preliminari del Pil relativo al terzo trimestre 2017: la crescita dell'economia tedesca cresce più del previsto. Il dato ha evidenziato infatti un incremento dello 0,8% su base trimestrale (superiore al consensus e alla rilevazione precedente entrambe pari al +0,6%). Su base annuale la crescita si e' attestata al +2,3% risultando superiore alla rilevazione precedente (+0,8%). L'indice dei prezzi al consumo a ottobre è rimasto invariato su base mensile ed è aumentato dell'1,6% su base annuale, in linea con le attese e con la rilevazione precedente. L'indice armonizzato è invece sceso dello 0,1% su base mensile ed è cresciuto dell'1,5% su base annua.
Tra i titoli in evidenza Vodafone +4%. L'operatore telecom ha rivisto al rialzo le previsioni per l'esercizio in corso. Nel primo semestre l'Ebitda è cresciuto più del previsto a 7,4 miliardi di euro contro i 7,08 miliardi del consensus.
Rwe -0,3%. L'utility tedesca ha chiuso i primi nove mesi del 2017 con 2,2 miliardi di euro di profitti netti contro gli appena 11 milioni del pari periodo dello scorso esercizio. Gli utili core sono migliorati del 9,3% annuo, a fronte di un ebitda rettificato attestatosi a 4,18 miliardi, sopra ai 4,13 miliardi del consensus di Reuters. Nei nove mesi i ricavi di gruppo sono invece calati del 2,5% a 32,38 miliardi.
Vivendi +3%. JP Morgan ha alzato i rating sul titolo del colosso media a overweight da neutral.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana positiva: Ftse Mib +0,36%.
Il Ftse Mib segna +0,36%, il Ftse Italia All-Share +0,40%, il Ftse Italia Mid Cap +0,71%, il Ftse Italia Star +0,49%.
Mercati azionari europei in verde: DAX +0,2%, FTSE 100 +0,1%, CAC 40 +0,3%, IBEX 35 +0,3%.
Future sugli indici azionari americani in parità. Le chiusure dei principali indici nella seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,10%, Nasdaq Composite +0,10%, Dow Jones Industrial +0,07%.
Mercato azionario giapponese stabile, l'indice Nikkei 225 chiude invariato. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a -0,70%, l'Hang Seng di Hong Kong a -0,10%.

A2A (+4% a 1,50 euro) in netto rialzo grazie a Mediobanca che migliora il giudizio sul titolo da neutral a outperform e incrementa il target da 1,34 a 1,61 euro. La multiutility lombarda ieri ha comunicato che nei primi nove mesi del 2017 il margine operativo lordo è salito a 888 milioni di euro, +2% a/a nonostante proventi non ricorrenti significativamente inferiori (+7% al netto di tali poste) e l'utile netto ordinario a 319 milioni di euro (+14% a/a). L’utile netto "reported" è sceso a 226 milioni di euro (323 milioni di euro al 30 settembre 2016) penalizzato dagli effetti dell’esercizio della PUT Option su EPCG (negativi per 93 milioni di euro). Il management ha rivisto al rialzo le previsioni sul mol 2017 portandole a 1,2 miliardi da 1,165-1,185 miliardi della stima precedente. Si segnala anche il progetto di fusione in Acsm-Agam di Aspem, Aevv, Acel Service, Aevv Energie e Lario Reti: se la f usione andasse in porto A2A sarebbe azionista di riferimento del gruppo.
Acquisti anche sulle altre utility Italgas (+1,5%) ed Enel (+1,5%). In verde FCA (+1,8%) e Campari (+2%).
Deboli i petroliferi con Saipem (-3,7%) sotto pressione seguita da Tenaris (-1,1%) ed Eni (-0,4%). Il greggio oscilla poco sopra il minimo di ieri pomeriggio. Il future gennaio sul Brent segna 62,90 $/barile (minimo a 62,60 circa), quello dicembre sul WTI 56,60 $/barile (56,30 circa).
Debole in avvio Esprinet (-1,2% a 4,02 euro) che archivia il terzo trimestre 2017 con margini in miglioramento ma ricavi in frenata: questi ultimi salgono dell'1% a/a, in deciso rallentamento rispetto al +10% messo a segno da inizio anno. L'utile netto sale dell'86% a/a a 2,7 milioni di euro contro il -24% a 8,9 milioni come consuntivo da inizio anno. Ma l'elemento principale che il management ha messo in evidenza del comunicato è la "maggiore difficoltà rispetto al previsto nell’ottenimento di crescite profittevoli delle vendite soprattutto di PC e telefonia nel segmento “retail” definibile come “fulfilment consumer”", con conseguenze negative sugli obiettivi finanziari indicati nel piano strategico nell’ottobre dello scorso anno. Per l'esercizio 2017 sono confermati i target di ricavi tra 3,2 e 3,3 miliardi di euro e di EBIT tra 34 e 36 milioni. Per il 2018 invece la cresc ita dei ricavi è ora attesa in area “low-single digit” (tra +0 e +5 per cento) contro il +12% medio annuo previsto nel piano 2015-2018: nella migliore delle attuali previsioni (ricavi 2017 a 3,3 miliardi e crescita 2018 del 5%) si ottiene 3,4650 miliardi, ben al di sotto del target 2018 del piano a 3,75 miliardi. A livello di EBIT la stima 2018 è fissata tra 39 e 41 milioni di euro, contro i 66 del piano.
Trevi Finanziaria Industriale non riesce ad aprire dopo che la società ha deciso di rinviare a fine anno l'approvazione dei dati del terzo trimestre a causa delle "incertezze circa l’esito delle negoziazioni in corso con il ceto creditorio per la definizione e sottoscrizione dell’accordo di standstill". Il management segnala inoltre sensibili scostamenti dei dati consuntivati rispetto a quanto assunto in sede di previsioni e ha deciso di identificare entro breve termine un Chief Restructuring Officer: si valuteranno "le soluzioni straordinarie disponibili inclusi anche interventi di rafforzamento patrimoniale della Società".
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TITOLI DEL GIORNO
Ferrari in rialzo all'indomani della vittoria di Sebastian Vettel nel GP di Formula 1 in Brasile. Sul podio anche l'altra "rossa" guidata da Kimi Raikkonen (3°). Nel fine settimana Chris Horner, numero uno della Red Bull, ha dichiarato che la minaccia di ritiro dalla Formula 1 dal 2020 da parte del presidente Sergio Marchionne è stata una "spacconata": per Horner Ferrari e F1 non possono fare a meno l'una dell'altra. Non convince tuttavia la reazione che il titolo ha messo a segno nella prima seduta della settimana. I prezzi hanno cercato con scarsi risultati di dare seguito alla reazione di venerdì, dopo aver disegnato sul grafico a candele giornaliere un “hammer”, figura che spesso compare nei punti di svolta del mercato. Venerdì infatti i prezzi erano scesi a contatto con la media mobile a 100 giorni, passante da area 92, ma poi erano riusciti a riportarsi sui livel li di apertura. Solo il perentorio ritorno sopra area 100 permetterebbe di allentare le recenti tensioni, inviando segnali di ripresa per target a 105 euro. Al contrario, sotto area 92 supporto successivo a 90 euro, riferimento che avrà il compito di scongiurare l'affondo verso quota 83.
Bene Tod's lunedì. La scorsa settimana il presidente e a.d. Diego Della Valle (è anche azionista di controllo) parlando con gli analisti finanziari durante la presentazione dei dati al 30 settembre (ricavi in calo e inferiori rispetto alle attese) ha accennato alla possibilità di fare un "passo di lato", alla luce dell'arrivo del nuovo a.d. Umberto Macchi di Cellere al posto di Stefano Sincini. L'imprenditore marchigiano ha anche accennato all'età che avanza. Della Valle potrebbe mantenere solo la carica di presidente. Il titolo è riuscito nella prima seduta della settimana a sfruttare il doppio test di area 53,80/54 per rimbalzare. La reazione è ancora troppo esigua per credere in un miglioramento del quadro grafico, ma getta le basi per un movimento al rialzo. Segnali in tal senso giungerebbero oltre la media mobile a 100 giorni, in transito a 57,50 circa. Il ritorno sotto area 54 preluderebbe invece alla riattivazione del ribasso partito a marzo verso target negativi a 50 euro, minimi di un anno fa.
Quadro difficile per Esprinet che archivia il terzo trimestre 2017 con margini in miglioramento ma ricavi in frenata: questi ultimi salgono dell'1% a/a, in deciso rallentamento rispetto al +10% messo a segno da inizio anno. L'utile netto sale dell'86% a/a a 2,7 milioni di euro contro il -24% a 8,9 milioni come consuntivo da inizio anno. Ma l'elemento principale che il management ha messo in evidenza del comunicato è la "maggiore difficoltà rispetto al previsto nell’ottenimento di crescite profittevoli delle vendite soprattutto di PC e telefonia nel segmento “retail” definibile come “fulfilment consumer”", con conseguenze negative sugli obiettivi finanziari indicati nel piano strategico nell’ottobre dello scorso anno. Per l'esercizio 2017 sono confermati i target di ricavi tra 3,2 e 3,3 miliardi di euro e di EBIT tra 34 e 36 milioni. Per il 2018 invece la crescita dei ricavi è ora attesa in area “low-single digit” (tra +0 e +5 per cento) contro il +12% medio annuo previsto nel piano 2015-2018: nella migliore delle attuali previsioni (ricavi 2017 a 3,3 miliardi e crescita 2018 del 5%) si ottiene 3,4650 miliardi, ben al di sotto del target 2018 del piano a 3,75 miliardi. A livello di EBIT la stima 2018 è fissata tra 39 e 41 milioni di euro, contro i 66 del piano. L'analisi del grafico di Esprinet evidenzia l'ampio testa e spalle ribassista formatosi sin da fine 2014 e completato nelle ultime settimane. Il titolo ha esitato nell'accelerare al ribasso ma sembrano ora esserci le condizioni per assistere a un affondo verso 3,80 euro in prima battuta, e quindi sui minimi allineati del 2013 a 3,10 circa. Segnali positivi di breve termine al superamento di 4,60 per obiettivi in area 5..
DATI MACRO ATTESI
Martedì 14 Novembre 2017
03:00 CINA Produzione industriale ott;
03:00 CINA Investimenti fissi ott;
03:00 CINA Vendite al dettaglio ott;
08:00 GER PIL preliminare trim3;
08:00 GER Inflazione finale ott;
09:00 SPA Inflazione finale ott;
10:00 ITA PIL preliminare trim3;
10:30 GB Inflazione ott;
10:30 GB Indice prezzi alla produzione ott;
11:00 EUR Interventi Draghi (BCE), Yellen (Fed), Carney (BoE) e Kuroda (BoJ);
11:00 EUR PIL 2a stima trim3;
11:00 EUR Produzione industriale set;
11:00 ITA Inflazione finale ott;
11:00 GER Indice ZEW (fiducia investitori istituzionali) nov;
14:30 USA Indice prezzi alla produzione ott;
21:30 USA Scorte settimanali petrolio (API).
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HEADLINES
Cina: vendite retail crescono del 10,0% annuo in ottobre
Vendite retail in Cina sotto le attese in ottobre. Secondo i dati diffusi dal ministero del Commercio di Pechino, infatti, lo scorso mese le vendite al dettaglio hanno registrato un progresso del 10,0% annuo, in rallentamento rispetto al 10,3% di settembre (10,1% in agosto) e contro il 10,4% del consensus di Reuters.
Cina: investimenti in fixed asset in crescita del 7,3% annuo
In Cina, secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, gli investimenti in fixed asset (dato che comprende infrastrutture, apparecchiature industriali e costruzioni) hanno segnato una crescita del 7,3% annuo da gennaio a ottobre, in rallentamento rispetto al 7,5% dei primi nove mesi del 2017 (7,8% nel periodo gennaio-agosto) ma in linea con il consensus di Bloomberg. Si tratta del tasso di crescita più moderato dal dicembre 1999, secondo i dati di Wind Information citati da MarketWatch. Il progresso era stato dell’8,6% nell’intero 2016.
Per Kuroda la BoJ continuerà con la sua politica monetaria
Il governatore Haruhiko Kuroda ha ribadito lunedì che la Bank of Japan (BoJ) continuerà a insistere con il suo "potente allentamento monetario" in modo da alimentare gli sviluppi positivi sull'inflazione. "Andando avanti, con l'output gap che migliora costantemente, la posizione delle imprese verosimilmente si muoverà gradualmente verso l'aumento dei salari e dei prezzi", ha spiegato Kuroda parlando a una conferenza presso l'Università di Zurigo. "Se ulteriori aumenti di prezzo diventeranno diffusi, le aspettative sull'inflazione cresceranno costantemente", ha aggiunto. "Dopo 15 anni di deflazione tra imprese e consumatori è diventata profondamente radicata una mentalità deflazionistica, la percezione cioè che i prezzi non aumentino facilmente, e c'è ancora molto da fare prima che sia raggiunto l'obiettivo del 2% di stabilità dei prezzi", ha concluso.
Germania: stima del Pil terzo trimestre 2017
In Germania, l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha pubblicato le stime preliminari del Pil relativo al terzo trimestre 2017: la crescita dell'economia tedesca cresce più del previsto. Il dato ha evidenziato infatti un incremento dello 0,8% su base trimestrale (superiore al consensus e alla rilevazione precedente entrambe pari al +0,6%). Su base annuale la crescita si e' attestata al +2,3% risultando superiore alla rilevazione precedente (+0,8%).
India: tasso d'inflazione accelera al 3,58% annuo in ottobre
Secondo quanto comunicato lunedì dal Central Statistics Office (l’ente di statistica di New Delhi) su base preliminare, nel mese di ottobre il tasso d'inflazione in India si è attestato al 3,58% annuo, in accelerazione rispetto al 3,28% di agosto e settembre (2,36% in luglio) e sopra al 3,45% del consensus. Su base mensile è stato invece dello 0,67% il progresso dei prezzi al consumo, contro il declino dello 0,15% di settembre (e l'incremento dello 0,97% di agosto).
Russia: crescita Pil rallenta all'1,8% nel terzo trimestre
Secondo quanto comunicato lunedì dalla Rosstat, l’agenzia ufficiale di statistica di Mosca, il Pil della Russia è cresciuto dell'1,8% annuo nel terzo trimestre, in rallentamento rispetto al 2,5% del secondo, che era stato il tasso più elevato dal terzo trimestre 2012. Il consensus di Reuters è per un'espansione dell'1,8% nell'intero 2017, dopo che nel 2016 il Pil della Russia era calato dello 0,2% (comunque in deciso miglioramento rispetto al 2,8% di declino del 2015).
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