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martedì 7 novembre 2017

Report dei mercati




Borsa Usa: avvio di settimana positivo
La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta della settimana in leggero rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,04%, l'S&P 500 lo 0,13% e il Nasdaq Composite lo 0,33%. I tre indici hanno toccato nuovi record storici.
Wall Street ha beneficiato del fermento nel settore dei semiconduttori.
Tra i titoli in evidenza Michael Kors +14,59%. La casa di moda ha rivisto al rialzo le stime dell'esercizio fiscale 2018 dopo un trimestre più forte del previsto. Nel secondo trimestre l'utile per azione adjusted si è attestato a 1,33 dollari su ricavi per 1,15 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps a 0,83 dollari su ricavi per 1,05 miliardi. La nuova guidance vede un Eps compreso tra 3,85 e 3,95 dollari su ricavi per circa 4,59 miliardi (Eps a 3,62-3,72 dollari su ricavi per 4,28 miliardi).
Qualcomm +1,15%. Il gruppo dei semiconduttori Broadcom (+1,42%) ha annunciato l'acquisto della rivale specializzata nel settore mobile per 130 miliardi di dollari. L'offerta prevede 70 dollari (60 dollari in contanti il resto in azioni).
Sprint -11,62%. L'operatore di telefonia mobile ha abbandonato i negoziati per una possibile fusione con la rivale T-Mobile Us (-5,72%).
Mylan +4,68%. Il gruppo farmaceutico ha aumentato la parte bassa della guidance sull'utile per azione 2017 a 4,45-4,7 dollari.
Berkshire Hathaway -0,3%. La holding del miliardario Warren Buffett ha comunicato che nel terzo trimestre i profitti netti sono crollati del 43% annuo a 4,07 miliardi, pari a 2.473 dollari per azione. Dietro alla performance negativa l’impatto delle calamità naturali sulle attività di assicurazioni e riassicurazioni.
Chevron +1,77%. Il petrolio ha chiuso sul mercato Nymex in rialzo del 3,07% a 57,35 dollari al barile.
AMD +7,28%. Il produttore di semiconduttori ha siglato una alleanza con Intel nel campo dei chip per pc.
Cavium +11,95%. Secondo il Wall Street Journal, il gruppo dei semiconduttori sarebbe finito nel mirino di Marvell Technology (+9,13%).
Twenty-First Century Fox +9,93%. Il colosso media tratta la cessione di buona parte della società a Walt Disney (+2,4%). Lo riporta la CNBC.
MERCATI ASIATICI
Asia da record. Nikkei 225 chiude su massimi da gennaio 1992
Dopo il positivo avvio d’ottava di Wall Street (tutti su nuovi massimi i tre principali indici Usa: il migliore è stato il Nasdaq, in progresso dello 0,33%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza prosegue in scia al consolidamento dei corsi delle materie prime, come confermato dal guadagno intorno allo 0,80% dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Protagonista indiscusso della giornata è l’indice di Tokyo, che pure aveva iniziato la sessione in negativo: il Nikkei 225 mette a segno la ventitreesima seduta di guadagni delle ultime venticinque e registra un rialzo dell’1,73% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque di un netto 1,15%) attestandosi a 22.937,60 punti, livello più elevato addirittura dal 1992. Ma la seduta è da record anche per Sydney e Hong Kong: la piazza australiana sale al picco dall’inizio del 2008 mentre l’Hang Seng, in progresso di circa l’1,30% a poco più di un’ora dallo stop agli scambi (e la performance è sostanzialmente uguale per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China), vola sui massimi di dieci anni.
Sul fronte macroeconomico, in settembre i salari medi totali sono cresciuti in Giappone dello 0,9% annuo dopo il progresso dello 0,7% registrato in agosto e sopra allo 0,5% del consensus. I salari reali sono invece calati dell’1,0% annuo, in peggioramento rispetto al declino dello 0,1% registrato in luglio e agosto. La Reserve Bank of Australia (Rba), come ampiamente previsto, ha lasciato invariati i tassi d’interesse ai minimi storici dell’1,50% per il quindicesimo meeting consecutivo. Secondo il board dell’istituto centrale la decisione è coerente con la crescita sostenibile dell’economia australiana e con il raggiungimento nel tempo dei target d’inflazione. Tuttavia, riconoscendo la recente debolezza delle vendite retail, la Rba ha notato come la spesa dei consumatori rimanga “una fonte continua d’incertezza”.
Per quanto riguarda le materie prime il petrolio è in marginale declino dopo il recente rally (il Wti era rimbalzato del 2% venerdì e del 3,1% lunedì) e anche l’oro perde terreno. Stabili i corsi dei metalli industriali, con il rame che si consolida dopo il progresso dell’1,3% della precedente sessione. E a Sydney petroliferi e minerari vanno in rally (Fortescue Metals guadagna quasi il 5% contro il 3,90% di progresso di Bhp Billiton) contribuendo all’apprezzamento dell’1,02% segnato dall’S&P/ASX 200 in chiusura.
E la giornata è in netto rialzo anche per le piazze cinesi: al termine delle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 guadagnano infatti lo 0,75% e lo 0,83% rispettivamente, contro l’incremento dello 0,67% segnato dallo Shenzhen Composite. Unica voce fuori dal coro, tra i principali indici della regione, è quella di Seoul: il Kospi perde infatti lo 0,16% a fine seduta.

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MERCATI EUROPEI

Borse europee sopra la parità
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,3%, il Dax30 di Francoforte lo 0,3%, il Cac40 di Parigi lo 0,2%, il Ftse100 di Londra lo 0,2% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,5%.
Sul fronte macroeconomico in Germania la produzione industriale è calata dell'1,6% a settembre rispetto al mese precedente. Il dato ha deluso le attese degli analisti che avevano stimato un decremento pari allo 0,7%. Ad agosto la produzione industriale era cresciuta del 2,6%.
Tra i titoli in evidenza Zalando -4%. Il rivenditore di abbigliamento e accessori su internet ha rivisto al ribasso la stima sul margine operativo per l'intero esercizio.
Adecco -1,6%. Il gruppo specializzato nel lavoro interinale ha comunicato per il terzo trimestre 2017 il crollo dei profitti netti del 29% a 123 milioni di euro, contro i 249,3 milioni del consensus di FactSet.
Siemens Gamesa -5%. Il produttore di turbine eoliche ha annunciato un piano di ristrutturazione, finalizzato “ad aumentare la competitività”, che comporterà il taglio di 6.000 posti di lavoro (di cui 700 comunicati già in precedenza).
A.P. Moeller-Maersk -5%. Il colosso dei trasporti marittimi ha chiuso il terzo trimestre con una perdita di 1,56 miliardi di dollari a causa di una svalutazione da 1,75 miliardi legata a Maersk Drilling.
APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in verde grazie ai petroliferi: Ftse Mib +0,18%.

Il Ftse Mib segna +0,18%, il Ftse Italia All-Share +0,11%, il Ftse Italia Mid Cap -0,34%, il Ftse Italia Star -0,07%.
Mercati azionari europei in leggero rialzo: DAX +0,2%, FTSE 100 invariato, CAC 40 +0,2%, IBEX 35 +0,1%.
Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,1-0,2 per cento. Le chiusure dei principali indici nella seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,13%, Nasdaq Composite +0,33%, Dow Jones Industrial +0,04% (nuovi massimi storici per i tre indici).
Mercato azionario giapponese in forte rialzo, l'indice Nikkei 225 chiude a +1,73%. Borse cinesi in progresso: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha terminato a +0,83%, l'Hang Seng di Hong Kong a +1,39%.
Buone performance per i petroliferi, sostenuti dal rally del greggio sui massimi dalla primavera/estate 2015. Il future gennaio sul Brent segna 64,50 $/barile, quello dicembre sul WTI 57,50 $/barile. Bene Tenaris (+0,5%), Saipem (+0,9%) e soprattutto Eni (+1,5% a 14,71 euro), favorita dalla decisione di HSBC di migliorare la raccomandazione da neutral a buy e incrementare il target da 15,10 a 16,10 euro. Si segnala inoltre che un fonte vicina al dossier ha rivelato a Reuters che il Tesoro intende cedere alla Cdp (che ha già il 25,76% del gruppo dell'energia) parte del residuo 4,34% di Eni che ancora detiene con l'obiettivo di ridurre il debito pubblico.
Saras (-1,2%) estende invece la correzione di ieri in scia ai dati del terzo trimestre del 2017. La società della famiglia Moratti rispetto allo stesso periodo del 2016 vede una netta crescita dei margini reddituali e del 3% circa per quanto riguarda i ricavi, grazie all’incremento delle quotazioni petrolifere e della performance del settore raffinazione. I dati sono migliori del consensus per quanto riguarda EBITDA comparabile ed EBIT comparabile, mentre ha deluso l'utile netto comparabile.
Bene il risparmio gestito con Banca Generali (+1%), Banca Mediolanum (+0,8%), Azimut Holding (+0,7%), Banca IFIS (+0,2%) e FinecoBank (+0,1%). In controtendenza Anima Holding (-1,7%).
Segni positivi anche tra le utility con Enel (+0,7%), Ascopiave (+1,3%), Snam (+0,2%): quest'ultima ha chiuso i conti al 30 settembre con profitti in crescita del 18,2% ( rispetto all’utile netto pro-forma adjusted dei primi nove mesi del 2016,) a 755 milioni di euro e deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo pari a 0,0862 euro per azione.
In rosso Tod's (-2,8%) che manda in archivio i primi nove mesi del 2017 con ricavi in calo e inferiori rispetto alle attese. Il fatturato consolidato del Gruppo Tod’s al 30 settembre ammonta a 722,2 milioni di euro, con un calo del 4,7% a/a (-4,2% a cambi constanti). Il consensus Thomson Reuters è pari a 737 milioni di euro, quello Bloomberg a 734,5 milioni. Le performance peggiori arrivano dai marchi Tod's (-7,4%) e Hogan (-8,8%), bene invece Roger Vivier (+9,6%).
L'analisi delle aree geografiche vede in crisi le Americhe (-17%), mentre resiste la Greater China (+1,4%). Per quanto riguarda i canali distributivi si evidenzia la sostanziale tenuta di quello diretto (-0,9%) mentre flettono nettamente i ricavi da clienti terzi (-10,3%). Il presidente e a.d. Diego Della Valle ha ricordato le difficoltà incontrate a causa di "alcuni imprevisti problemi nelle consegne e dalla distribuzione wholesale". L'imprenditore marchigiano ha sottolineato che "è in piena fase di attivazione del nuovo modello di business" e che "Per quanto riguarda l’anno in corso, riteniamo che i risultati saranno allineati alle attese del mercato". A sorpresa il cda che ha approvato i dati al 30 settembre ha anche deliberato un avvicendamento nel ruolo di CEO: Stefano Sincini lascerà il posto a Umberto Macchi di Cellere, in precedenza Managing Director Worldwide Sales di Bulgari.
Credito Valtellinese (-8,48%, asta di volatilità) in pesante flessione a causa delle indiscrezioni del Sole 24 Ore secondo cui l'istituto sta valutando di lanciare nei mesi a venire un aumento di capitale da 500 milioni di euro per sostenere una definitiva pulizia del bilancio. Oggi il cda di Creval si riunisce per approvare i conti del terzo trimestre e varare il piano industriale 2018-2020. L'istituto ha tempestivamente diramato un comunicato in cui ha confermato che il cda odierno approverà conti e piano industriale e affermato che "Finché il Consiglio non avrà esaminato il Piano industriale e non avrà preso una decisione in merito non è possibile anticipare alcuna informazione riguardo alle azioni previste in tale piano".

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TITOLI DEL GIORNO

Tod's manda in archivio i primi nove mesi del 2017 con ricavi in calo e inferiori rispetto alle attese. Il fatturato consolidato del Gruppo Tod’s al 30 settembre ammonta a 722,2 milioni di euro, con un calo del 4,7% a/a (-4,2% a cambi constanti). Il consensus Thomson Reuters è pari a 737 milioni di euro, quello Bloomberg a 734,5 milioni. Le performance peggiori arrivano dai marchi Tod's (-7,4%) e Hogan (-8,8%), bene invece Roger Vivier (+9,6%). L'analisi delle aree geografiche vede in crisi le Americhe (-17%), mentre resiste la Greater China (+1,4%). Per quanto riguarda i canali distributivi si evidenzia la sostanziale tenuta di quello diretto (-0,9%) mentre flettono nettamente i ricavi da clienti terzi (-10,3%). Il presidente e a.d. Diego Della Valle ha ricordato le difficoltà incontrate a causa di "alcuni imprevisti problemi nelle consegne e dalla distribuzione wholesale". L'imprendi tore marchigiano ha sottolineato che "è in piena fase di attivazione del nuovo modello di business" e che "Per quanto riguarda l’anno in corso, riteniamo che i risultati saranno allineati alle attese del mercato". A sorpresa il cda che ha approvato i dati al 30 settembre ha anche deliberato un avvicendamento nel ruolo di CEO: Stefano Sincini lascerà il posto a Umberto Macchi di Cellere, in precedenza Managing Director Worldwide Sales di Bulgari. L'analisi del grafico di Tod's evidenzia il rimbalzo partito nella seconda metà del mese scorso dopo il test del minimo di fine giugno a 54,15 euro. Il recupero si è interrotto nelle ultime sedute e in caso di violazione del supporto a 56,50 ben difficilmente il titolo potrà evitare un nuovo affondo verso 54,15. L'eventuale violazione di questo ultimo riferimento riattiverebbe il movimento discendente partito a marzo verso 49 almeno. Al contrario, il superamento del recente massimo a 58,40 permetterebb e a Tod's di avvicinarsi al top di settembre a quota 62, resistenza decisiva per completare il potenziale doppio minimo in formazione da giugno e tentare quindi l'inversione della tendenza negativa di medio periodo.
Denaro su ERG grazie all'annuncio della vendita di TotalErg al Gruppo api. TotalErg, joint venture con la francese Total, comprende 2.600 stazioni di servizio della rete, il polo logistico di Roma ed il 25,16% della raffineria di Trecate. Ceduto alla stessa Total anche il 51% del ramo di azienda di TotalErg relativo al settore dei lubrificanti. ERG incasserà per l’equity value della transazione circa 273 milioni di euro complessivamente ed esce definitivamente dal settore "oil" per concentrarsi nelle rinnovabili. Graficamente il titolo ha evidenziato nell’ultimo mese un’accelerazione rialzista che ha permesso di accorciare le distanze dai top di giugno 2008 a 15,20 circa. L’ultima candela giornaliera è tuttavia un "hanging man", appartenente alla famiglia dei martelli che spesso si associa a un possibile indebolimento dell’uptrend quando compare su livelli tecnici rilevanti . E in area 15 i prezzi hanno incontrato il lato superiore del canale che sale dai minimi dello scorso dicembre. L’arrivo su questi livelli, unito all’ipercomprato in cui sono sconfinati gli oscillatori tecnici più comuni a causa della velocità con cui sono cresciute le quotazioni, suggerisce quindi prudenza nel guardare subito ai target del rialzo. Possibile assistere nel breve termine a una pausa corroborante prima che i prezzi tornino a correre. Discese fino ad area 14 non comprometterebbero la struttura spiccatamente rialzista dei prezzi. Sotto questo riferimento resterebbero i supporti a 13,75, media mobile a 50 giorni, e a 13,30, base del canale citato, a difendere le ragioni dei compratori.
Saras sull'ottovolante dopo l'uscita dei dati del terzo trimestre del 2017. La società della famiglia Moratti rispetto allo stesso periodo del 2016 vede una netta crescita dei margini reddituali e del 3% circa per quanto riguarda i ricavi, grazie all’incremento delle quotazioni petrolifere e della performance del settore raffinazione. I dati sono migliori del consensus per quanto riguarda EBITDA comparabile ed EBIT comparabile, mentre delude l'utile netto comparabile che e' stato comunque pari a 51,7 milioni di Euro, in crescita del 58,1% rispetto ai 32,7 milioni di Euro nel terzo trimestre dello scorso esercizio. L'utile "reported" balza dai 22,4 milioni di euro del trim3 2016 a 54,90 milioni. Per l'ultimo trimestre del 2017 il management prevede un miglioramento, rispetto a quello registrato nei primi nove mesi dell’anno, del premio del margine di raffinazione Saras rispetto al margine EMC Benchm ark. Il titolo e' passato dai massimi di quota 2,37 toccati a meta' seduta, largamente superiori rispetto alla chiusura di venerdi' a 2,308 euro, fino a 2,112, minimo dal quale e' poi rimbalzato in area 2,25/26 euro. Le quotazioni restano comunque al di sotto del picco del 31 ottobre a 2,394 euro e non confermano pertanto la rottura della resistenza critica offerta a 2,30 euro dai massimi del 9 e 12 giugno, livello che e' ancora troppo vicino per potere parlare di un superamento stabile e quindi di un segnale di forza credibile. Una rottura confermata in chiusura di seduta di quota 2,40 sarebbe invece incoraggiante e lascerebbe spazio al ritorno sui massimi di agosto 2015 a 2,55 euro circa. Il ritorno al di sotto di 2,22/2,23, area di transito della media mobile a 20 giorni e della linea che sale dai minimi di inizio agosto, potrebbe invece anticipare una correzione estesa di tutto il rialzo degli ultimi mesi con obiettivi che i ritracciamenti di Fibonacci individuano a 2,10 e 2,03 e uro. media mobile a 20 giorni a 50,85, potrebbe fare temere un deterioramento del sentiment di mercato nei confronti del titolo.
DATI MACRO ATTESI

Martedì 7 Novembre 2017

01:01 GB Indice BRC (vendite al dettaglio) ott;
08:00 GER Produzione industriale set;
09:00 EUR Riunione Ecofin;
09:30 GB Indice Halifax (prezzi abitazioni) ott;
10:00 ITA Vendite al dettaglio set;
11:00 EUR Vendite al dettaglio set;
16:00 USA Indice JOLTS (posizioni lavorative aperte) set;
21:30 USA Scorte settimanali petrolio (API)

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HEADLINES

Australia: Rba lascia invariati i tassi ai minimi dell’1,50%
La Reserve Bank of Australia (Rba), come ampiamente previsto, ha lasciato invariati i tassi d’interesse ai minimi storici dell’1,50% (livello raggiunto nell’agosto dello scorso anno con una riduzione di 25 punti base). Secondo il board dell’istituto centrale, che ha ripetuto quanto dichiarato già in occasione dei precedenti meeting, il mantenimento è coerente con la crescita sostenibile dell’economia dell’Australia e con il raggiungimento nel tempo dei target d’inflazione. Tuttavia, riconoscendo la recente debolezza delle vendite retail, la Rba ha notato come la spesa dei consumatori rimanga “una fonte continua d’incertezza”.
Giappone: in settembre salari medi in progresso dello 0,9%
Secondo quanto comunicato dal ministero nipponico di Salute, Lavoro e Welfare di Tokyo, su base preliminare, in settembre i salari medi totali sono cresciuti in Giappone dello 0,9% annuo dopo il progresso dello 0,7% registrato in agosto (0,4% in giugno e luglio) e sopra allo 0,5% del consensus. I salari reali sono invece calati dell’1,0% annuo, in peggioramento rispetto al declino dello 0,1% registrato in luglio e agosto (0,8% la flessione di giugno).
Germania: produzione industriale scende in settembre
Scende la produzione industriale tedesca: l'Ufficio di Statistica Destatis ha indicato una variazione negativa dell'1,6% a settembre rispetto al mese precedente. Il dato ha deluso le attese degli analisti che avevano stimato un decremento pari allo 0,7%. Ad agosto la produzione industriale era cresciuta del 2,6%.
Gran Bretagna: vendite retail calate a sorpresa dell’1,0%
Secondo quanto comunicato dal British Retail Consortium (Brc), in Gran Bretagna le vendite al dettaglio a perimetro costante sono calate a sorpresa in ottobre dell’1,0% annuo, dopo il progresso dell’1,9 registrato in settembre (1,6% in agosto). Il dato, primo declino dopo quattro mesi consecutivi d’espansione, si confronta con il progresso dello 0,8% del consensus. Le vendite totali sono calate dello 0,2% annuo, segnando la performance peggiore per il mese di ottobre in nove anni.
Olanda: inflazione rallenta all’1,3% annuo in ottobre
Secondo quanto comunicato dal Centraal Bureau voor de Statistiek (Cbs, l’Ufficio centrale di statistica dei Paesi Bassi), in ottobre l’inflazione in Olanda ha rallentato portandosi all’1,3% annuo dall’1,5% di settembre (1,4% in agosto). L’indice dei prezzi al consumo olandese è comunque in espansione costante dall’agosto 2016. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo è parimenti calato a una crescita dell’1,3% annuo dall’1,4% di settembre (1,5% in luglio e agosto).
Dudley conferma che lascerà la Fed di New York in anticipo
Confermando le indiscrezioni della Cnbc nel weekend, William Dudley, president della Federal Reserve Bank (Fed) di New York dal 2009, ha annunciato lunedì che lascerà l’incarico prima della scadenza nel gennaio 2019. Dudley, entrato in carica il 27 gennaio 2009, si ritirerà per la metà del prossimo anno assicurandosi che il suo successore sia già operativo prima della fine del suo mandato. I membri eleggibili del board della Fed di New York hanno già avviato il processo per individuare la nuova guida dell’istituto.
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