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mercoledì 22 novembre 2017

Rapporto sull’inflazione britannica per dar voce alla sterlina

Questa mattina: Non ci sono materiali statistici sulla sessione Asiatica di questa mattina, scenario che lascia ai mercati la possibilità di sminuzzare i verbali della riunione della RBA tenutasi il 7 Novembre. I punti chiavi dei verbali includono: L’inflazione dei prezzi al dettaglio è stata bassa poiché le pressioni competitive nel settore del commercio al … Continue reading Rapporto sull’inflazione britannica per dar voce alla sterlina

Questa mattina:

Non ci sono materiali statistici sulla sessione Asiatica di questa mattina, scenario che lascia ai mercati la possibilità di sminuzzare i verbali della riunione della RBA tenutasi il 7 Novembre.
I punti chiavi dei verbali includono:
  • L’inflazione dei prezzi al dettaglio è stata bassa poiché le pressioni competitive nel settore del commercio al dettaglio hanno continuato a frenare l’aumento dei prezzi.
  • Le pressioni competitive nel settore della vendita al dettaglio sia sui margini che sui costi dovrebbero perdurare ancora per diverso tempo.
  • Nonostante una restrizione del mercato del lavoro, con carenza di lavoratori qualificati in alcuni settori, non era ancora stata registrata una crescita dei salari che è risultata inferiore nei trimestri precedenti rispetto alle previsioni dello scorso anno.
  • Le vendite al dettaglio sono state più deboli nel trimestre di settembre.
  • Le prospettive per la crescita dei consumi dipendevano dalle prospettive di crescita del reddito delle famiglie, che restavano incerte
  • Sono aumentate le misurazioni dell’indagine sulle condizioni economiche e sulle spese in conto capitale previste per l’anno successivo.
  • I volumi delle esportazioni dovrebbero essere aumentati nel trimestre di settembre.
  • I prezzi all’ingrosso delle materie prime sono diminuiti nei mesi precedenti a causa dei tagli annunciati nella produzione cinese di acciaio, mentre i prezzi dei metalli di base sono aumentati
  • I termini di mercato sarebbero dovuti diminuire nel periodo stimato, in linea con le aspettative precedenti
  • Le condizioni del mercato del lavoro sono state sorprendentemente forti nel 2017.
  • Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere a circa il 5,25% entro la fine del 2019, sebbene dipenda dal tasso di partecipazione
  • Le condizioni del mercato immobiliare stabile si erano allentate in tutte le principali città, ma erano rimaste relativamente forti a Melbourne.
  • Previsioni di crescita invariate intorno al 3% nei prossimi anni.
Il dollaro australiano si muove in ribasso passando dagli 0,75574$ precedenti agli attuali 0.75465$ dopo il rilascio dei verbali che hanno mostrato un tono piuttosto dovish. Le preoccupazioni per la crescita del reddito familiare e le prospettive inflazionistiche hanno continuato a suggerire come la RBA non abbia fretta di incrementare i tassi di interesse per il prossimo anno.
Al momento della scrittura il dollaro australiano era in ribasso dello 0,08% raggiungendo quota 0.7544$, tuttavia, i mercati attenderanno di ricevere maggiori informazioni dal discorso di Lowe, governatore della RBA, che si terrà nella tarda mattinata di oggi.
Altrove, la debolezza del dollaro statunitense ha visto lo yen giapponese postare un rialzo dello 0,12% raggiungendo quota 112,48 ¥ contro il biglietto verde, mentre il dollaro neozelandese continua a soffrire mostrando un calo dello 0,09% al momento della scrittura, la valuta raggiunge quota 0,6803$.
I mercati azionari erano ottimisti; i titoli azionari cinesi si stanno riprendendo dalle recenti sofferenze, il CSI 300 mostra un rialzo dell’1,63%, il Nikkei e l’Hang Seng hanno guadagnato terreno durante la sessione, supportati dal sentimento positivo verso le riforme fiscali negli Stati Uniti.

Per il resto della sessione:

E’ un’altra giornata tranquilla sul calendario economico, priva di statistiche materiali in uscita dall’Eurozona. L’assenza di dati manterrà l’attenzione dei mercati sulla Germania e sul futuro europeo a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal Cancelliere, che ha mostrato come il paese preferisca nuove elezioni ad un governo di minoranza.
L’euro guadagna terreno nella sessione asiatica registrando un rialzo dello 0,07% per attestarsi su quota 1.1741$, tuttavia, non escludiamo la possibilità di assistere ad un declino significativo qualora la politica tedesca non seguisse la Merkel. Secondo il sondaggio di lunedì, le nuove elezioni inciderebbero poco sul risultato, pertanto, dobbiamo ancora vedere se lo stallo politico perdurerà.
Partendo dal presupposto che le differenze tra le tre parti non possano essere risolte e che la Merkel mantenga le sue parole prediligendo nuove elezioni, spetterà al presidente tedesco Steinmeier il compito di chiedere nuove elezioni.
Per la sterlina, l’attenzione si concentrerà sui rapporti inflazionistici di questa mattina, che forniranno ai mercati ulteriori informazioni sulle prospettive politiche della BoE per il prossimo anno, congiuntamente ai numeri degli ordini delle tendenze industriali della CBI che sfortunatamente hanno un forte impatto sulla sterlina.
Al momento della scrittura, la sterlina britannica era in rialzo dello 0,09% raggiungendo quota 1.3247$. L’odierno rapporto sull’inflazione e quello sulle previsioni del bilancio britannico previsto per domani potrebbero risultare decisivi poiché Theresa May ha subito maggiori pressioni dopo le dimissioni di George Freeman, capo della politica dei Tory.
Dall’altra parte dell’Atlantico, le statistiche sono limitate all’ammontare delle vendite nazionali di ottobre, che difficilmente avranno un impatto significativo sul dollaro statunitense durante la sessione degli Stati Uniti. L’attenzione rimane su Capitol Hill, con il sentimento del mercato rivolto verso le riforme fiscali in miglioramento. I mercati dovranno prestare particolare attenzione agli eventuali aggiornamenti rilasciali dal team investigativo del Consigliere speciale Mueller e al rilascio dei verbali della riunione FIMC previsto per domani.
Al momento della scrittura, il Dollar Spot Index era in calo dello 0,11% raggiungendo
quota 93,973. a fronte di ciò, riteniamo che gli eventuali guadagni della moneta statunitense possano rimanere in sospeso durante la sessione odierna. E’ stato un anno negativo per il biglietto verde che continua a registrare un calo dell’8% rispetto all’inizio dell’anno. Alla luce di quanto appena detto, riteniamo che vi siano poche possibilità di assistere ad un incremento del dollaro statunitense entro la fine dell’anno.
This article was originally posted on FX Empire

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