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lunedì 13 novembre 2017

...quando le cose non stanno così male

Come già annunciato “ufficialmente” una settimana fa,
  • l’Inerzia del Vecchio Mondo [linea verde] ha violato “al rialzo” la propria linea dello zero sull’Argo.ritmo della Gru.
Come tuttavia si diceva l’ultima volta, potrebbe anche apparire una buona notizia, se non fosse che chi scrive è portato a veder le cose in modo un po’ diverso da quel che sarebbe lecito attendersi: una volta varcata “la sacra linea dello zero sull’Argo-ritmo del Vecchio Mondo”, infatti, il mercato americano avrà raggiunto il proprio scopo finale e non riuscirà più a trovarne altri, di scopi, che possano dar un senso al suo legittimo incedere.

Si spegnerà pigramente, insomma, proprio come tutto quel che brucia energia, ma solo finché trova un qualche buon argomento da bruciare. Raggiunta del tutto la linea dello zero, potrà così iniziar il fatidico conto alla rovescia, com’accade d’altronde a tutto quel che s’è soliti considerar “già vecchio” e che, proprio per questo, ci spinge a misurarne il tempo solo in funzione di “quel che ancor gli resta da vivere” e non più di “quel che ancora potrà fare”.
Le cose per noi stanno così e, ormai, non c’è più possibilità di cambiarle (quanto meno nella nostra zucca, anche se poi quest’ultima è sempre pronta a cambiar comunque opinione quando necessario).

L’unica possibilità che, per ora, ci siam tenuti in mano si nasconde in quell’affermazione che non vogliamo sottacere: “Raggiunta del tutto la linea dello zero, potrà iniziare il conto alla rovescia”. La “sacra linea dello zero”, infatti, non può ancor dirsi “del tutto raggiunta” dal “Vecchio Mondo”: è stata raggiunta dalla sua Inerzia, certo (e la cosa non può più esser smentita dai fatti, neppure da quelli che debbono o possono accader in futuro), ma non ancora da quel suo Impulso che con tale linea ha preso a giocare, come un gatto col topo, dalla scorsa estate.
Seppure d’un nonnulla, anche l’Impulso del Vecchio Mondo ha superato oggi la “sacra linea dello zero”, ma sul fatto che tale violazione possa dirsi già definitiva, noi non scommetteremo un solo ghello.

E comunque sia, non sarà sufficiente l’averla superata: bisognerà allontanarsene al rialzo, e pure con buona convinzione, prima di lasciarsi andar a tali affermazioni. A differenza della sua Inerzia, infatti, l’Impulso del Vecchio Mondo mantiene ancora intatta la possibilità di scivolar di nuovo sotto la “sacra linea”.
E, comunque, non v’è alcuna certezza che potrà poi allontanarsene…
Chi, ormai, osserva la sua sacra linea solo colo binocolo è, invece, l’Argo.ritmo del Nuovo Mondo:
E non solo dall’ormai ex-pulpito del proprio Impulso [linea grigia]: anche dallo scranno dell’Inerzia [linea arancio], infatti, i più “cardinali” tra tutti s’accorgono che qualcosa non va o, comunque, che non va più come prima od anche solo come si sarebbe potuto sperare la scorsa estate.

S’è perso ormai l’abbrivio, infatti, e ci vorranno mesi e mesi per emergere in superficie. Ad andar bene, poi: perché, dovessero mettersi male le cose, potrebbero forse esser necessari anche anni…
Le locuzioni “Vecchio Mondo” e “Nuovo Mondo” sono, tuttavia, solo due espressioni di comodo che non hanno né una precisa connotazione geografica, né alcun riferimento propriamente economico (che possa rimandare, in un qualche modo, ad uno scontro tra New Economy & Old Economy).

Pensando al mercato azionario, indubbiamente, è facile credere che le due espressioni possano anche trovar un aggancio nei Mercati Evoluti e nei Mercati Emergenti, ma il Mercato Italiano, ad esempio, per noi appartiene a pieno diritto al Nuovo Mondo, ma non di certo ai cosiddetti Mercati Emergenti.
La stessa distinzione tra “WORLD” e “WORLD ex USA” parrebbe fuorviante, perché nel “nostro” Vecchio Mondo ampio spazio s’ha da assegnarsi al Giappone (che sarà pure uno dei più stretti alleati degli Stati Uniti nell’area estremo orientale, ma non può certo dirsi una “colonia” di questi ultimi, come fu invece subito dopo la seconda Guerra Mondiale).
In realtà, definire “al meglio” il Vecchio Mondo è più facile di quel che non si crede: è sufficiente, richiamar alla mente tutti i paesi, le economie, i mercati, le idee, i luoghi comuni che dal secondo dopo guerra hanno dominato il mondo e n’avremo un’immagine comunque adeguata.

E per quel che riguarda i mercati finanziari, non si deve pensar solo ai mercati azionari più adulti (America, Giappone, Inghilterra, Germania) di contro ai cosiddetti “bambini” od “adolescenti” (Brasile, Cina, India, Russia): anche l’Oro, il Dollaro, il Bund nonché tutto quel che un tempo era considerato, a giusta ragione, “bene rifugio” appartiene, in fondo, al Vecchio Mondo.
Molto più difficile, invece (e come già si diceva l’ultima volta) è definir con precisione il “Nuovo Mondo” perché, nella sostanza, questo “Mondo Altro” non c’è ancora: par quasi una nuvola informatica da cui il Vecchio attinge, quando serve, il necessario per sopravvivere all’oltraggio del tempo.

Il suo destino parrebbe perciò nelle sole mani di quest’ultimo… se non fosse che un noto cavallo di Troia c’insegna tutt’altro.
Sapete bene che il nostro scopo non sta nell’indicarvi le possibili opportunità presenti sui mercati (a questo, in fondo, ci pensano già altri), ma vigilare sui possibili pericoli che gli stessi potrebbero arrecare ai vostri investimenti: che il Vecchio, oggi, sia “in generale più solido” del Nuovo non c’è dubbio, tuttavia il destino del Vecchio, ancorché a sua insaputa, è ormai segnato e, qua e là, i pericoli che si nascondono al suo interno escono d’improvviso allo scoperto.

Non può esser solo casuale che, come funghi in autunno sotto la pioggia di questi ultimi giorni, il Credito Valtellinese (-50% in una sola settimana), Astaldi (-45% in due soli giorni) e Leonardo (-20% in un sola seduta) abbiano esposto alla luce del sole le proprie velenose spore. E nessuna delle tre società può certo dirsi del Nuovo Mondo (per chi se lo fosse perso, Leonardo non è che la “vecchia” Finmeccanica).
Ovviamente anche nel Nuovo, come indica Yoox, i pericoli non mancano (-10% in un sol giorno, seppure in un settore di riferimento che tanto nuovo non potrebbe ormai più dirsi: a dispetto delle loro modalità di vendita, infatti, lusso e moda sono comunque settori un po’… vetusti), ma qui, in fondo, ci si poteva anche attendere l’evento.
Dalla nuvola informatica del Nuovo Mondo, tuttavia, più che le singole posizioni si sono attinte le modalità della caduta, per nulla consone all’abito mentale d’un vecchio cassettista Valtellinese che forse non immaginava neppure, a differenza di Ettore prima d’affrontar Achille, che nessuno potrà mai sottrarsi al fato (perché “così è stato deciso”).

Che gli Achei abbiano poi vinto i Troiani sol con l’inganno è, in realtà, tutt’altra storia in una guerra tra due popoli che avevano gli stessi usi e costumi, la stessa religione e finanche la stessa lingua. Un po’, in fondo, come accade anche oggi tra “Vecchio” e “Nuovo” Mondo sui mercati finanziari, grazie alla “globalizzazione”: stessi usi (delle diverse metodologie), stessi costumi (od abiti mentali), stessa religione (monoteista: “il mercato è l’unico dio”), stessa lingua (i segnali sono identici: è il loro senso che può forse apparir diverso, com’accade d’altronde anche con le parole), ma non ancora la stessa valuta.

E forse è proprio in questo “rischio valuta” che si nascondono i maggiori pericoli per i Troiani del Nuovo Millennio.
Ne riparleremo, su…

Fonte: News Trend Online

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