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venerdì 24 novembre 2017

Parlamento Ue potrebbe aiutare le banche. I mercati ringraziano

 
Oggi Piazza Affari, come tutto il resto d'Europa, sta registrando una giornata interessante. Alle 12.30 infatti, le Borse del Vecchio Continente registravano tutte un saldo attivo (Dax +0,28, Cac 40 +0,6%) ocn la sola eccezione del Ftse 100 di Londra a -0,08%. Per Piazza Affari invece, si parlava addirittura di un +0,8% pari a 22.575 punti.
Le novità sulle banche e i Npl
Il merito va alle anticipazioni di stampa che vorrebbero il parlamento europeo al lavoro per nuove direttive sui crediti deteriorati. Nello specifico si tratterebbe di una serie di proposte per sterilizzare gli effetti contabili in caso di massive disposals di crediti deteriorati ovvero, stando a quanto si legge nella nota del Parlamento europeo, « quelle operazioni implementate dalle singole banche nell’ambito di un programma pluriennale che mira a ridurre significativamente l'ammontare delle esposizioni in sofferenza dai propri bilanci». La motivazione alla base della volontà di Strasburgo sta nel fatto che sul fronte della contabilità, una maxi-cessione con relative minusvalenze va ad inficiare la serie dei loss given default (lgd), quelle stime di perdita in caso di insolvenza del debitore, usate dai modelli interni. Tutto questo porta ad indirizzare nuovi capitali della vigilanza bloccando anche la volontà delle banche stesse di smaltire i crediti deteriorati. La misura andrebbe ad agevolare non poco le banche italiane che, come è noto, sono particolarmente appesantite dalla presenza delle sofferenze.
Problemi anche per quanto riguarda il famoso pacchetto messo appunto dalla Vigilanza Bce, il cosiddetto Addendum che invece prevede norme più rigide sulla copertura degli Npl. Il pacchetto, infatti, avrebbe già ricevuto la bocciatura anche dell'ufficio giuridico del Consiglio europeo, il quale contesta la legittimità della Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) per l'emanazione dell'Addendum. A beneficiare in primis delle nuove orme sono le azioni delle banche popolari, recentemente messe sotto pressione proprio dalle regole restrittive volute inizialmente da Francoforte. 
Il fronte politico 
Ma buone notizie arrivano anche sul fronte politico, specificatamente da quello tedesco dove si registra qualche timida apertura da parte dei socialdemocristiani per possibili colloqui con Berlino sulla collaborazione per la formazione di un governo. La conferma è arrivata dal segretario generale del partito Hubertus Heil. La notizia arriva qualche giorno l'ufficializzazione del fallimento di altri colloqui, quelli tra la CDU di Angela Merkel, i Verdi e i Liberali di Fdp: troppe le divergenze tra i tre partiti, soprattutto in fatto di politiche energetiche, ambientali e di immigrazione. Proprio per evitare una situazione di stallo, peggio ancora, di nuove elezioni, il capo dello stato, Frank-Walter Steinmeier, aveva fatto un appello a tutte le forze in campo invitandole al dialogo porre fine alla crisi politica. Ma le divisioni tra i socialdemocratici permangono, come fa notare il vicepresidente del partito Ralf Stegner contrario a una Grande Coalizione, dal momento che la strategia che ha guidato il paese negli ultimi anni è stata sonoramente bocciata dagli elettori. Per questo motivo l'unica possibilità di riuscire a cambiare le carte in tavole sarebbe la consultazione con la base anche se a prescindere dalle nuove alleanze che potrebbero prospettarsi, l'idea di nuove elezioni, al momento, sembra allontanarsi.

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