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mercoledì 1 novembre 2017

Mercati frizzanti ma le minacce restano in agguato


Quello che si sta delineando sul panorama mondiale è un quadro alquanto atipico: la crescita del Pil globale oscilla tra il 3,4% del 2016 al 3,6% del 2017, accompagnato da un'inflazione praticamente ferma, ma non più bloccata; un fattore, questo, che alleggerisce il risultato di una crescita più modesta rispetto al passato ma che conferma un'atmosfera di generale sufficienza e un trend che vede i mercati "accontentarsi", soprattutto perchè reduci dalla peggior crisi economica della storia.

Il mistero dell'inflazione

Un primo impatto di questo si a vverte sui salari, in lento e misurato rialzo, ma che per questo non impattano sul costo della vita.

Il primo paradosso? Quello di un invito da parte delle banche centrali ai sindacati per spronarli a chiedere un aumento significativo degli stipendi come aiuto ulteriore per spingere l'inflazione. Sul fronte dei mercati, intanto, il Dax ha toccato nuovi massimi storici, Piazza Affari vola a quota 23mila, i listini Usa, ormai, ci hanno abituato a record su record continuati e il Pil di Washington sorprende anche gli ottimisti con il suo 3% sull'ultima lettura preliminare.
Dall'altra parte un debito globale altrettanto ai massimi storici che solo per le economie del G20 è arrivato al 260% del Pil (cifra che per ogni nazione sarebbe insostenibile) ma che se si considera anche quello privato si passa da una prima stima di 135mila miliardi di dollari a un'altra che supera i 215 mila miliardi.

Basterebbe anche solo questo per far capire il perchè le banche centrali abbiano continuato a sostenere la politica dei tassi ai minimi storici oppure, se costrette, non siano andate oltre una serie di microscopici, mirati e limitati rialzi, più volte cautamente annunciati. Il tutto senza però mai mettere paletti fissi sulle strategie di manovra e lasciandosi sempre una porta aperta nel caso in cui le condizioni macro dovessero peggiorare.
Una ammissione implicita di fragilità di base sull'intero settore finanziario. In tutto questo, però, i mercati che non hanno intenzione di compiere grandi voli pindarici, intenzione confermata da una volatilità bassissima, troppo bassa, bassa quanto i tassi id interesse che resteranno tagliati ancora per tanto tempo (a detta di Draghi) oppure, nel peggiore dei casi, vedranno una risalita estremamente lenta, come voluto dalla Fed.

L'ago della bilancia: la Fed

Sempre che la politica di Janet Yellen venga appoggiata anche dal suo successore.

Una eventualità che potrebbe verificarsi senza grandi sorprese qualora dovesse arrivare Jerome Powell alla guida della banca centrale Usa: già membro del board, ha una visione simile a quella dell'attuale governatore con la sola differenza di una simpatia per la deregulation finanziaria che invece la Yellen odia.
Ma che i mercati potrebbero amare. 
Sempre in tema di banche centrali, invece, non è solo la Fed a dover sopportare il peso di un bilancio titanico, anche la Bce vede ormai vicina la soglia dei 5mila miliardi di euro, a testimonianza di una serie di interventi che, anche a livello mondiale, hanno di fatto alterato l'andamento dei bond il cui rendimento è ampiamente viziato (al ribasso) dalla rassicurante presenza delle istituzioni.

Tutto questo ha inevitabilmente portato gli investitori, grandi e piccoli, a dover rivedere le proprie percezioni del rischio: un rischio maggiore infatti, porta anche ad un maggiore rendimento ma visto che, come detto, le banche centrali hanno da tempo anestetizzato ogni segmento, gli investimenti remunerativi sono sempre più difficili da trovare, il che porta ad alzare sempre di più l'asticella verso asset realmente pericolosi.
O asset che non lo sembrano a prima vista. Il caso più eclatante è quello dei mercati emergenti: l'FMI calcola che circa 260 miliardi di dollari abbiano preso il volo verso questi orizzonti negli ultimi 7 anni e in molti si chiedono, in caso di un evento esterno che potrebbe turbare il già delicato equilibrio attuale, cosa accadrebbe a chi ha deciso di esporsi (anche) su questa assett class?


Fonte: News Trend Online

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