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lunedì 27 novembre 2017

Le azioni sono l’asset class preferita anche per il 2018

 
Interessante commento di NN Investment Partners (NN IP), gestore globale di NN Group NV, società assicurativa olandese che afferma che la crescita globale, finora sostenuta in tutti i settori e aree geografiche, nel 2018 dovrebbe stabilizzarsi a livelli sostenibili.
  • La nostra ricerca sui fattori che determinano il sentiment di mercato indica un contesto ancora favorevole per gli asset relativamente rischiosi
  • L’azionario è la nostra asset class preferita, sostenuta da prospettive positive sia dal punto di vista macro che da quello degli utili, oltre che da buone dinamiche comportamentali
  • Guardiamo con favore all’azionario di Giappone, dell'Eurozona e dei mercati emergenti, privilegiando l'esposizione ciclica basata su solidi dati macro e su rendimenti obbligazionari moderatamente in aumento
  • Le asset class del reddito fisso sono messe alla prova dall'aumento dei tassi di interesse e da rigide valutazioni; si consiglia un'allocazione flessibile verso una duration più corta e un'esposizione alla crescita
Le condizioni economiche globali sono al punto più favorevole degli ultimi dieci anni. Dalla fine del 2016, la crescita globale ha intrapreso un percorso al rialzo dopo due anni di rallentamento. Questo è stato reso possibile anche grazie alla combinazione tra l’accelerazione della crescita degli utili, la maggiore fiducia delle imprese e l'aumento della spesa per capitale che hanno spinto la crescita globale verso il punto più alto dall’inizio della crisi finanziaria.
Valentijn van Nieuwenhuijzen, Chief Investment Officer di NN Investment Partners, ha commentato: "Una domanda chiave è se nel 2018 riusciremo a superare il picco di crescita. Cominciamo con le "cattive" notizie: riteniamo che ciò non accadrà, anche se molto dipenderà da come e se si realizzerà la combinazione dei fattori sopra menzionati. Anche se la crescita degli utili rimarrà a due cifre, è probabile che rallenti sulla base dell'idea che, per il momento, la crescita congiunturale della produttività ha per lo più fatto il suo corso, mentre il pricing power non aumenterà ulteriormente. Allo stesso tempo, dovremmo assistere a un moderato aumento della crescita salariale, soprattutto negli Stati Uniti e in Giappone. Il rallentamento della crescita degli utili va di pari passo con una stabilizzazione della fiducia delle imprese. Ciò lascia supporre che lo slancio della spesa delle imprese dovrebbe rimanere solido, anche se probabilmente non accelererà”.
“La buona notizia – sottolinea Valentijn van Nieuwenhuijzen - è che è improbabile che la crescita vacilli. Questa, infatti, si basa su un numero di fattori più alto rispetto a qualsiasi altro periodo a partire dal 2008. Ciò vale per tutti i settori, ma anche per tutte le aree geografiche, e questo probabilmente spiega perché il commercio globale ha registrato una ripresa così forte nell'ultimo anno e perché i mercati emergenti sono stati in grado unirsi alla festa. Inoltre, sia la domanda dei consumatori che la spesa per capitale sono in forte aumento, mentre i rischi per la politica fiscale possono derivare da un suo allentamento, il che indica che la crescita è sostenuta anche attraverso le componenti della domanda”.
Se i timori di valutazioni eccessive sono comprensibili, basare eccessivamente il proprio approccio all'investimento sulla paura – evidenzia l’Outlook per il 2018 di NN Investment Partners - può portare a perdite di opportunità che finiscono per erodere il potenziale di rendimento. La ricerca di NN IP sui driver comportamentali del mercato suggerisce che non siamo certamente entrati in un territorio negativo per gli asset rischiosi. I parametri relativi al sentiment, all'emozione degli investitori, ai comportamenti di gruppo, ai livelli di liquidità e al posizionamento sui mercati portano a questa conclusione, ma la spiegazione più semplice è che non vi sono ancora chiari segni di esuberanza o di eccessivo ottimismo nei mercati.
Azionario | Eurozona e Giappone offrono le migliori valutazioni
Le azioni sono l’asset class preferita di NN Investment Partners per il 2018. Il contesto dei fondamentali per il mercato azionario non appariva così positivoda diversi anni, con solidi dati macroeconomici e una crescita degli utili a doppia cifra sia per quest’anno che per il prossimo. Allo stesso tempo, la bassa inflazione dovrebbe evitare una rapida stretta dal punto di vista delle politiche monetarie.
Patrick Moonen, Principal Strategist Multi Asset di NN Investment Partners, ha commentato: “Le condizioni del mercato azionario si avvicinano a quelle ideali. Oltre al buon quadro dei fondamentali, negli ultimi mesi sono migliorate in modo sostanziale le dinamiche di mercato. Il momentum è solido, mentre l’esposizione azionaria è in aumento ma non ancora a livelli estremi. Gli investitori sono ottimisti, ma non certo euforici, come mostrano diversi indicatori del sentiment.
Un’importante questione, ovviamente, è se i mercati azionari continueranno l’ininterrotto trend al rialzo che hanno registrato dall’inizio del 2016. Molti osservatori segnalano valutazioni elevate, ma pensiamo che queste non siano un impedimento per ulteriori rialzi. Vero, i rapporti prezzo/utile sono alti, ma non estremi, se si considera la fase attuale del ciclo degli utili. Rispetto a strumenti obbligazionari, le valutazioni dell’azionario sono in linea, o più interessanti, della media storica. Questo è particolarmente vero per l’Eurozona e il Giappone.
Il premio al rischio relativamente elevato nell’azionario è una delle ragioni per cui il Giappone è il nostro mercato preferito. Inoltre, la vittoria elettorale del primo ministro Abe ha ridotto in modo sostanziale l’incertezza politica. Questo dovrebbe garantire la continuazione dell’Abenomics e della politica monetaria accomodante. Guardiamo con favore anche all’azionario emergente: le prospettive degli utili sono solide, le valutazioni interessanti e la maggior parte delle economie emergenti sono supportate dalle condizioni finanziarie favorevoli. Tuttavia, cambiamenti nelle aspettative della Fed e un dollaro più forte, unitamente a un consenso posizionato sul sovrappeso, sono i principali rischi per le azioni di queste aree. Inoltre, preferiamo l'Eurozona agli Stati Uniti per le sue valutazioni più allettanti e per una maggiore sensibilità ciclica.
A livello settoriale, abbiamo anche una preferenza per l'esposizione ciclica. Questa strategia è supportata da tre elementi: solidità dei dati macro, rendimenti obbligazionari più elevati a seguito di una politica monetaria gradualmente più restrittiva e prezzi delle materie prime stabili o in aumento. I settori dell'energia e dei materiali ovviamente traggono beneficio da questi ultimi, mentre il settore finanziario è il nostro settore preferito per la sua bassa valutazione, le buone prospettive a livello di utili e la correlazione positiva con i rendimenti obbligazionari. Poiché ci aspettiamo un moderato aumento dei rendimenti dei bond, i finanziari dovrebbero sovraperformare i settori caratterizzati dalla ricerca del rendimento, come le utilities e le telecomunicazioni".
Obbligazionario – Occhi puntati su convertibili e debito emergente
A prima vista, le prospettive per i mercati del reddito fisso sembrano piuttosto sfidanti. La politica monetaria è in via di normalizzazione, di conseguenza, stiamo passando da un periodo di ricerca dei rendimenti a un contesto di reflazione. Questa è una sfida per gli asset a reddito fisso, che negli ultimi due anni hanno decisamente beneficiato dei flussi legati alla ricerca del rendimento.
Pieter Jansen, Senior Strategist Multi Asset di NN Investment Partners ha affermato che: "il ritmo del processo di normalizzazione della politica monetaria e di aumento dei rendimenti obbligazionari determinerà in larga parte il rischio di correzione per i prodotti obbligazionari a spread, come i corporate bond (high yield) e il debito dei mercati emergenti. Ci aspettiamo che entrambe le asset class continuino a svilupparsi in modo particolarmente graduale. Tuttavia, dato il punto di svolta nella direzione della politica monetaria, le valutazioni rigide e la poca liquidità, il rischio di un allargamento temporaneo e moderato degli spread è concreto. Un allargamento significativo degli spread di solito sussiste solo in un contesto di avversione al rischio e, dato il contesto positivo dei fondamentali, non ce lo aspettiamo.
Poiché il ritmo dell'aggiustamento della politica monetaria dipenderà in larga misura dall'evoluzione dei dati sulla crescita e sull'inflazione, è prudente avere un approccio dinamico agli investimenti a reddito fisso. In un contesto di crescita moderata, prevediamo una probabile continuazione della ricerca del rendimento. In uno scenario di crescita più positiva e di rendimenti obbligazionari in aumento, gli investitori potrebbero passare dall'esposizione a basso rischio e duration lunga alle asset class con duration corta, cercando al tempo stesso una compensazione dei differenziali da asset a rischio più elevato. La bassa correlazione con i Treasury USA, l'esposizione alla crescita e le cedole a tasso variabile sono le caratteristiche migliori da ricercare in tale scenario. Queste caratteristiche possono essere trovate in asset come obbligazioni convertibili o il debito dei mercati emergenti.

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