-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

martedì 7 novembre 2017

L'Angolo del Trader


*Tod's *manda in archivio i primi nove mesi del 2017 con ricavi in calo e inferiori rispetto alle attese. Il fatturato consolidato del Gruppo Tod's al 30 settembre ammonta a 722,2 milioni di euro, con un calo del 4,7% a/a (-4,2% a cambi constanti). Il consensus Thomson Reuters è pari a 737 milioni di euro, quello Bloomberg a 734,5 milioni.
Le performance peggiori arrivano dai marchi Tod's (-7,4%) e Hogan (-8,8%), bene invece Roger Vivier (+9,6%). L'analisi delle aree geografiche vede in crisi le Americhe (-17%), mentre resiste la Greater China (+1,4%). Per quanto riguarda i canali distributivi si evidenzia la sostanziale tenuta di quello diretto (-0,9%) mentre flettono nettamente i ricavi da clienti terzi (-10,3%).

Il presidente e a.d. Diego Della Valle ha ricordato le difficoltà incontrate a causa di "alcuni imprevisti problemi nelle consegne e dalla distribuzione wholesale". L'imprenditore marchigiano ha sottolineato che "è in piena fase di attivazione del nuovo modello di business" e che "Per quanto riguarda l'anno in corso, riteniamo che i risultati saranno allineati alle attese del mercato".
A sorpresa il cda che ha approvato i dati al 30 settembre ha anche deliberato un avvicendamento nel ruolo di CEO: Stefano Sincini lascerà il posto a Umberto Macchi di Cellere, in precedenza Managing Director Worldwide Sales di Bulgari. L'analisi del grafico di Tod's evidenzia il rimbalzo partito nella seconda metà del mese scorso dopo il test del minimo di fine giugno a 54,15 euro.

Il recupero si è interrotto nelle ultime sedute e in caso di violazione del supporto a 56,50 ben difficilmente il titolo potrà evitare un nuovo affondo verso 54,15. L'eventuale violazione di questo ultimo riferimento riattiverebbe il movimento discendente partito a marzo verso 49 almeno. Al contrario, il superamento del recente massimo a 58,40 permetterebbe a Tod's di avvicinarsi al top di settembre a quota 62, resistenza decisiva per completare il potenziale doppio minimo in formazione da giugno e tentare quindi l'inversione della tendenza negativa di medio periodo.
Denaro su ERG grazie all'annuncio della vendita di TotalErg al Gruppo api.

TotalErg, joint venture con la francese Total, comprende 2.600 stazioni di servizio della rete, il polo logistico di Roma ed il 25,16% della raffineria di Trecate. Ceduto alla stessa Total anche il 51% del ramo di azienda di TotalErg relativo al settore dei lubrificanti. ERG incasserà per l'equity value della transazione circa 273 milioni di euro complessivamente ed esce definitivamente dal settore "oil" per concentrarsi nelle rinnovabili.
Graficamente il titolo ha evidenziato nell'ultimo mese un'accelerazione rialzista che ha permesso di accorciare le distanze dai top di giugno 2008 a 15,20 circa. L'ultima candela giornaliera è tuttavia un "hanging man", appartenente alla famiglia dei martelli che spesso si associa a un possibile indebolimento dell'uptrend quando compare su livelli tecnici rilevanti.

E in area 15 i prezzi hanno incontrato il lato superiore del canale che sale dai minimi dello scorso dicembre. L'arrivo su questi livelli, unito all'ipercomprato in cui sono sconfinati gli oscillatori tecnici più comuni a causa della velocità con cui sono cresciute le quotazioni, suggerisce quindi prudenza nel guardare subito ai target del rialzo.
Possibile assistere nel breve termine a una pausa corroborante prima che i prezzi tornino a correre. Discese fino ad area 14 non comprometterebbero la struttura spiccatamente rialzista dei prezzi. Sotto questo riferimento resterebbero i supporti a 13,75, media mobile a 50 giorni, e a 13,30, base del canale citato, a difendere le ragioni dei compratori.
Saras sull'ottovolante dopo l'uscita dei dati del terzo trimestre del 2017.

La società della famiglia Moratti rispetto allo stesso periodo del 2016 vede una netta crescita dei margini reddituali e del 3% circa per quanto riguarda i ricavi, grazie all'incremento delle quotazioni petrolifere e della performance del settore raffinazione. I dati sono migliori del consensus per quanto riguarda EBITDA comparabile ed EBIT comparabile, mentre delude l'utile netto comparabile che e' stato comunque pari a 51,7 milioni di Euro, in crescita del 58,1% rispetto ai 32,7 milioni di Euro nel terzo trimestre dello scorso esercizio.

L'utile "reported" balza dai 22,4 milioni di euro del trim3 2016 a 54,90 milioni. Per l'ultimo trimestre del 2017 il management prevede un miglioramento, rispetto a quello registrato nei primi nove mesi dell'anno, del premio del margine di raffinazione Saras rispetto al margine EMC Benchmark. Il titolo e' passato dai massimi di quota 2,37 toccati a meta' seduta, largamente superiori rispetto alla chiusura di venerdi' a 2,308 euro, fino a 2,112, minimo dal quale e' poi rimbalzato in area 2,25/26 euro.

Le quotazioni restano comunque al di sotto del picco del 31 ottobre a 2,394 euro e non confermano pertanto la rottura della resistenza critica offerta a 2,30 euro dai massimi del 9 e 12 giugno, livello che e' ancora troppo vicino per potere parlare di un superamento stabile e quindi di un segnale di forza credibile.
Una rottura confermata in chiusura di seduta di quota 2,40 sarebbe invece incoraggiante e lascerebbe spazio al ritorno sui massimi di agosto 2015 a 2,55 euro circa. Il ritorno al di sotto di 2,22/2,23, area di transito della media mobile a 20 giorni e della linea che sale dai minimi di inizio agosto, potrebbe invece anticipare una correzione estesa di tutto il rialzo degli ultimi mesi con obiettivi che i ritracciamenti di Fibonacci individuano a 2,10 e 2,03 euro.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.