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giovedì 23 novembre 2017

L'Angolo del Trader


In verde ieri *CNH Industrial *(+0,27%), nonostante il ritracciamento visto nella seconda parte della seduta, al traino della concorrente Deere & Co. (+4,21% al NYSE). Il produttore di mezzi agricoli americano ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre fiscale l'utile per azione è cresciuto a 1,57 dollari mentre i ricavi sono aumentati del 23% a 8,02 miliardi.
Gli analisti avevano previsto un Eps a 1,47 dollari su ricavi per 7,92 miliardi. Anche CNH aveva chiuso i conti del trimestre con ottimi risultati (ricavi delle attività industriali +15,9% a/a, utile operativo delle attività industriali +41% a/a) e rivisto al rialzo le stime 2017 per quanto riguarda i ricavi delle attività industriali e risultato diluito per azione adjusted.

In scia a questi dati CNH Industrial ha raggiunto a inizio mese il nuovo massimo storico a 11,54 euro, per poi avviare una fisiologica correzione. Nelle ultime sedute il titolo ha sfruttato le ex resistenze a 10,40/10,50 per rimbalzare e riavvicinarsi al record. Una vittoria confermata in chiusura di seduta oltre 11,54 determinerebbe la riattivazione della tendenza rialzista di fondo verso il lato alto del canale ascendente ipotizzabile da novembre 2016, attualmente in transito per area 12,30.

Discese sotto 10,40 preannuncerebbero invece un test dei supporti statici e dinamici (base del canale) posizionati tra 9,75 e 9,95.
*STMicroelectronics *(-2,62%) debole ieri con il settore in scia a HP (-5,58% al NYSE). Il titolo dovrà oltrepassare quota 21 euro per rilanciare le ambizioni di crescita verso i top di inizio mese a 21,59, per poi spingersi verso obiettivi in area 22,50 e 23,80, massimi di inizio 2004.
La permanenza al di sopra dei minimi di novembre rappresenta un presupposto essenziale per garantire le prospettive rialziste. Il perentorio ritorno sotto 19,65 aumenterebbe invece il rischio di ricopertura del gap rialzista del 26 ottobre con base a 18,11 euro, un riferimento significativo coincidente con la media mobile a 50 giorni e con il 38,2% di retracement di tutto il rialzo degli ultimi quattro mesi.

L'eventuale violazione anche di questi sostegni cancellerebbe i progressi realizzati nell'ultimo mese riconducendo le quotazioni in area 17/17,10, a contatto con la linea che sale dai minimi di fine giugno.
Astaldi, già positiva per tutta la seduta di ieri, balza in avanti negli ultimi minuti di contrattazione grazie all'annuncio dell'aggiudicazione in via definitiva di tre nuovi contratti di costruzione, per complessivi 400 milioni di euro circa riferiti a progetti in Cile, Polonia e Honduras.

Il titolo in precedenza aveva approfittato delle indiscrezioni sulle trattative con le banche e l'ipotesi di arrivo di un nuovo socio. Il gruppo delle costruzioni ha annunciato un rafforzamento patrimoniale da 400 milioni di euro, resosi necessario dopo i problemi economico/finanziari emersi dai dati al 30 settembre con la mega svalutazione da 230 milioni sulle attività in Venezuela.
L'operazione sarà per metà coperta con un aumento di capitale e per l'altra metà con l'emissione di altri strumenti finanziari (si ipotizza un convertendo, ipotesi che gli esperti di Mediobanca Securities vedrebbero in modo positivo). La famiglia Astaldi sembra in grado di coprire solo metà dell'aumento e le banche si sarebbero rese disponibili a formare un consorzio di garanzia sulla parte scoperta.

Gli Astaldi temono però una eccessiva diluizione dalla loro quota e per questo motivo accetterebbero di buon grado un partner (si pensa a un fondo infrastrutturale asiatico) disposto a siglare un patto che lasci alla famiglia la direzione del gruppo. Per sbrogliare la situazione Astaldi ha ingaggiato come consulenti Enrico Laghi e Luigi Gubitosi (già impegnati in Alitalia) e l'avvocato Franco Gianni: previsto per oggi un primo incontro con le principali banche (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco BPM, BNP Paribas, HSBC).

Per gli esperti di Fidentiis il possibile ingresso di un nuovo investitore potrebbe essere molto positivo per Astaldi. Per il momento tuttavia il rating di Fidentiis sul titolo resta sospeso. Mediobanca Securities conferma invece sul titolo la raccomandazione "neutral" con prezzo obiettivo a 4,1 euro in attesa di capire quali siano effettivamente gli "altri strumenti" con i quali dovrebbero essere reperiti 200 milioni.
Il titolo, come già accennato, ha accelerato nel finale chiudendo sui massimi intraday a 2,3220 euro: un segnale graficamente convincente di ripresa verrebbe tuttavia solo al di sopra di 2,45 euro, top del 15 novembre. In quel caso possibile un tentativo di ricopertura del gap ribassista apertosi proprio il 15 novembre con lato alto a 3,034 euro.

Resistenza successiva a 4 euro, 50% di ritracciamento del ribasso dai massimi di inizio mese. Sotto area 1,90 il titolo potrebbe invece andare a caccia dei minimi storici del gennaio 2003 a 1,51 euro.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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