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mercoledì 22 novembre 2017

L'Angolo del Trader




Performance positiva per* FCA* nella seduta di martedì. Il presidente di Guangzhou Automobile Group Co. (Gac), Feng Xingya, ha dichiarato a Bloomberg TV che sono in corso trattative con il Lingotto per espandere la loro partnership in Cina. I negoziati riguardano modelli, produzione e politiche commerciali.
L'obiettivo è diventare ancora più competitivi in Cina, mercato in fermento in vista di una maggiore apertura ai produttori esteri. Ma Gac punta anche agli USA, dove intende commercializzare i propri SUV a marchio Trumpchi nel 2019. FCA non ha commentato queste dichiarazioni. Dopo la falsa rottura dei massimi di settembre avvenuta a inizio mese, le quotazioni stanno ora tornando ad attaccare area 15,34/15,40.

La permanenza al di sopra della media mobile a 50 giorni, in transito a 14,80 circa rappresenta un presupposto fondamentale per credere nell'ipotesi rialzista garantendo continuità al trend di lungo corso i cui obiettivi restano fissati a 17 euro, con target intermedio a 16,20 circa. Sotto quota 14,80 resterebbe invece solo area 14 a difendere le ragioni dei compratori.
Sotto questo supporto statico, definito dai minimi di ottobre, diverrebbe infatti probabile la realizzazione di un ulteriore segmento negativo verso 13,77 euro, per la chiusura di un piccolo gap rialzista lasciato aperto il 14 settembre, poi verso 12,48 euro, base di un altro gap del 31 agosto.
Telecom Italia debole martedi' in scia al settore EURO STOXX Telecommunications e all'indomani dell'incontro tra l'a.d.

Amos Genish e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda per un aggiornamento sui lavori che porteranno il manager alla definizione del nuovo piano industriale, la cui presentazione è prevista non prima di marzo. Oltre a questo l'altro tema sul tavolo e' quello relativo alla rete fissa e alle ipotesi di separazione della stessa.
Alcuni analisti ragionano sulla possibile cessione e quotazione del 40% dell'infrastruttura, operazione che permetterebbe a Telecom di ridurre il debito e incassare tra i 3 e i 4 miliardi di euro: il tutto potrebbe avvenire nella seconda meta' del 2018, dopo le elezioni e la revisione regolatoria da parte delle autorita'.

Intanto però Open Fiber (jv tra Enel e Cdp) non sta a guardare e prevede di coprire totalmente l'Italia in banda larga con tecnologia FTTH (Fiber To The Home, "fibra fino a casa") entro il 2022. Mediobanca Securities si conferma positiva sul titolo con giudizio "outperform" e prezzo target a 1,3 euro.
Per gli esperti e' da apprezzare il miglioramento dei rapporti tra Telecom e il Governo e sono conviti che la separazione della rete con la cessione di una quota di minoranza andrebbe a creare valore anche nella ipotesi di valutazione minima della rete di 15 miliardi di euro, cifra che per Mediobanca rappresenta appunto un "floor".

Considerazioni analoghe vengono fatte da Equita Sim che conferma su Telecom Italia la raccomandazione "buy" con prezzo obiettivo a 1,06 euro. Ancora piu' ambizioso il target proposto da Deutsche Bank a 1,25 euro (confermata la raccomandazione "buy"): gli analisti sono convinti che il titolo continui a scambiare a forte sconto rispetto ai peer.
Le quotazioni di Telecom Italia si sono spinte oggi fino a toccare un minimo a 0,6765 euro (close di lunedi' a 0,683) per poi stazionare in area 0,68. A 0,667 si colloca il supporto critico offerto dal minimo dell'hammer (candela la cui comparsa spesso coincide, come in questo caso, con l'avvio di rimbalzi generosi) del 21 novembre 2016, un supporto che per il momento ha contenuto le spinte ribassiste.

Per inviare un primo segnale di ripresa tuttavia le quotazioni dovranno superare almeno i 0,70 euro. In quel caso possibile il test a 0,7275 della media mobile a 20 giorni e a 0,75 della linea ribassista che parte dal top di agosto. Al di sopra della trend line le possibilita' di un rimbalzo duraturo aumenterebbero ancora, attesi movimenti verso la media mobile a 100 giorni a 0,7925 euro.
Sotto area 0,66 invece i prezzi potrebbero dirigersi verso i minimi di luglio 2016 a 0,6265 euro. Supporto successivo a 0,5575, minimo del 26 settembre 2013.
Perentorio rimbalzo ieri per Geox (+11,49% a 2,9880 euro) dopo il -30% circa accumulato rispetto al massimo di inizio mese. Il titolo ha toccato i minimi dalla scorsa primavera in scia alla pubblicazione dei dati dei primi nove mesi del 2017.

Il periodo è andato in archivio con ricavi pari a 732,7 milioni di euro, -0,9% a/a a cambi correnti, -1,3% a/a a cambi costanti. Per il 2017 il management si attende un fatturato in leggero calo (low single digit) ma anche redditività in significativo aumento rispetto all'esercizio precedente. Reuters ha riferito che secondo una banca d'affari italiana i risultati sono sotto le attese e che le vendite ad ottobre hanno registrato un andamento negativo.
L'analisi del grafico di Geox evidenzia l'affondo in area 2,60 euro, dove troviamo il 61,8% di ritracciamento dell'ascesa dai minimi di fine novembre 2016, e la bella reazione messa a segno ieri. E' però un rimbalzo per il momento insufficiente a migliorare il quadro grafico di brevissimo: per realizzare questo obiettivo i prezzi dovrebbero stabilizzarsi sopra 3,00/3,05, per poi tentare un riavvicinamento ad area 3,40.

Diversamente il rischio di assistere a nuovi cali resterebbe elevato. Sotto 2,75 probabile un nuovo test di area 2,60, con rischio concreto di ripresa della flessione verso 2,45 e 2,28 circa.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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