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mercoledì 15 novembre 2017

L'Angolo del Trader


*A2A *in netto rialzo ieri grazie ai giudizi positivi di Mediobanca ed Equita. La multiutility lombarda ieri ha comunicato che nei primi nove mesi del 2017 il margine operativo lordo è salito a 888 milioni di euro, +2% a/a nonostante proventi non ricorrenti significativamente inferiori (+7% al netto di tali poste) e l'utile netto ordinario a 319 milioni di euro (+14% a/a).
L'utile netto "reported" è sceso a 226 milioni di euro (323 milioni di euro al 30 settembre 2016) penalizzato dagli effetti dell'esercizio della PUT Option su EPCG (negativi per 93 milioni di euro). Il management ha rivisto al rialzo le previsioni sul mol 2017 portandole a 1,2 miliardi da 1,165-1,185 miliardi della stima precedente.

Si segnala anche il progetto di fusione in Acsm-Agam di Aspem, Aevv, Acel Service, Aevv Energie e Lario Reti: se la fusione andasse in porto A2A sarebbe azionista di riferimento del gruppo. Si è vista una seduta brillante martedì per il titolo che ha superato una resistenza tenace in area 1,50, massimi di settembre e linea che scende dai top di giugno, inviando un segnale di forza che potrebbe preludere a un allungo proprio verso il punto di origine della trend line, il picco pluriennale a 1,5380.

Il movimento potrebbe estendersi anche fino a 1,55 per il test del lato superiore del canale disegnato dai minimi di settembre. Tali prospettive potrebbero invece venire disattese nel caso di discese sotto 1,43.
Saipem (-7,07%) in forte flessione ieri: il titolo ha toccato i minimi da fine ottobre ed è anche passato in asta di volatilità per eccesso di ribasso.
Reuters riferisce che, nell'ambito delle periodiche revisioni, l'azione del gruppo attivo nel settore dei servizi per l'industria dell'energia è stato escluso dall'indice MSCI Global. Le modifiche del paniere saranno effettive a partire dal 30 novembre. Brinda invece Campari (+2,33%) che entrerà nel prestigioso indice.
Il 2017 si conferma complicato per Salvatore Ferragamo che chiude i conti al 30 settembre con ricavi pari a 1005 milioni di euro, -0,9% a/a e di poco inferiori ai 1008 del consensus Thomson Reuters, a causa delle difficoltà incontrate dal canale wholesale (-4,7%).

A livello geografico male soprattutto Nord America (-4,3%) e Giappone (-6,7%), positiva l'area Asia Pacifico (+2,8%). Molto più marcate le flessioni a livello di margini: l'EBITDA scende del 25,1% a/a a 162 milioni (consensus: 164), l'EBIT del 32,2% a/a a 115 milioni e l'utile netto del 28,3% a/a a 79 milioni (consensus: 84).
Il 2017, secondo il management, si conferma anno di transizione ma l'a.d. Eraldo Poletto durante l'incontro con gli analisti finanziari ha dichiarato che "il 2018 sarà un altro anno di duro lavoro". Il piano di rilancio del gruppo fiorentino ideato da Poletto e presentato a febbraio viene considerato valido da analisti e operatori ma la tempistica appare più dilatata di quanto preventivato.

L'analisi del grafico di Salvatore Ferragamo evidenzia il movimento ribassista partito molto rapidamente a maggio e poi assestatosi all'interno di un canale con pendenza meno accentuata. Nelle ultime sedute il titolo ha accelerato al ribasso per avvicinarsi al minimo di fine ottobre a 21,12 euro, supporto a questo punto determinante per scongiurare il rischio di ritorno sui 19,14 toccati un anno fa circa.
Indicazioni positive oltre 23,10/23,20, prologo a un attacco al limite superiore del canale (attualmente in transito per 23,75) ed eventualmente a un allungo verso 25,66, gap ribassista lasciato a fine maggio.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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