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lunedì 13 novembre 2017

L'Angolo del Trader


Seduta molto movimentata venerdì per *Telecom Italia *che nella prima parte è passata per ben tre volte in asta di volatilità, due per eccesso di ribasso e una per eccesso di rialzo. La compagnia ha comunicato di aver chiuso i primi nove mesi del 2017 con utili in calo a 1,033 miliardi di euro da 1,495 miliardi nello stesso periodo del 2016.
I dati sono però complessivamente in linea con le attese degli analisti. Il management conferma "in termini organici le guidance già prospettate per l'intero anno 2017 e per l'arco di Piano (crescita organica dell'EBITDA (low single digit) e generazione di cassa necessaria a ridurre il rapporto fra indebitamento finanziario netto rettificato ed EBITDA reported, che nel 2018 è atteso al di sotto di 2,7x)".

Nella conference call con gli analisti l'a.d. Amos Genish ha escluso la cessione di Tim Brasil e raffreddato le ipotesi di separazione della rete. Il venir meno di eventuali operazioni straordinarie e le incertezze legate all'arrivo a breve della concorrenza di Iliad in Italia potrebbero, secondo alcuni analisti, penalizzare il titolo.
Segnaliamo che nel fine settimana il Sole 24 Ore ha scritto che l'Agcom non raccomanderà la separazione dall'importante asset. L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia l'accelerazione ribassista di venerdì, con i prezzi scesi a testare il minimo di un anno fa circa a 0,6670 euro. Il titolo ha poi recuperato con veemenza ma lo scenario resta molto incerto.

Una chiusura di seduta inferiore al livello citato anticiperebbe quasi inevitabilmente un affondo verso gli 0,6265 dell'state 2016, supporto decisivo per scongiurare l'ipotesi di riattivazione del movimento discendente in essere da circa due anni. Concreti segnali di forza solo con il ritorno in pianta stabile oltre 0,77/0,78, prologo a estensioni verso 0,81/0,82 in prima battuta.
Anima Holding reagisce alle flessioni delle tre sedute precedenti grazie ai dati dei primi nove mesi del 2017: l'utile netto si è attestato a 78,3 milioni di euro (+24% a/a) mentre l'utile netto normalizzato è stato pari a 90,4 milioni di euro (circa +3% a/a).

Ieri Anima aveva comunicato che la raccolta netta nel mese di ottobre è stata negativa per circa 1,6 miliardi di euro "a causa del previsto deflusso, avvenuto nei primi giorni del mese, di mandati assicurativi a bassa redditività riferibili ad un unico cliente istituzionale per oltre 1,8 miliardi di euro".
Senza questo evento straordinario la raccolta mensile è stata positiva per circa 245 milioni di euro. La posizione finanziaria netta al 30 settembre 2017 risulta positiva per 224,1 milioni (era di 192,9 milioni alla fine dell'esercizio 2016). Equita Sim prima della presentazione dei risultati del terzo trimestre aveva confermato il giudizio "hold" con obiettivo a 7 euro.

Gli analisti si aspettavano un utile netto in aumento nei tre mesi del 10% a/a a 27 milioni di euro e a 78 milioni di euro nei nove mesi e un utile netto rettificato in crescita del 7% a/a a 32 milioni di euro nei tre mesi e a 92 milioni di euro nei 9 mesi. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 6,41 euro per poi stabilizzarsi in area 6,20, comunque al di sopra della chiusura di giovedì a 6,13 euro.
Il rialzo delle ultime ore ha permesso di testare dal basso il forte ex supporto, ora resistenza, dei 6,28 euro, dove si collocano i minimi di agosto e di ottobre, che era stato violato l'8 novembre. Solo un ritorno stabile al di sopra dei 6,30 euro cancellerebbe i segnali di debolezza recenti lasciando sperare nel test a 6,65 euro della media mobile a 100 giorni, indicatore attorno al quale si è sviluppata l'attività dei prezzi durante tutto il mese di ottobre.

La rottura di 6,65 sarebbe un segnale di forza interessante che potrebbe anticipare il ritorno sui massimi di agosto a 7,31 euro. Sotto 5,895, base del gap rialzista dell'8 giugno, i recenti indizi negativi troverebbero invece conferma ed il titolo potrebbe scendere fino in area 5,20/25 almeno.
Seduta positiva venerdì per *Fincantieri *dopo la presentazione dei conti al 30 settembre in linea con gli obiettivi del Piano Industriale 2016-2020: ricavi in incremento del 10,7% a/a, EBITDA in crescita da 185 a 233 milioni di euro, EBITDA margin al 6,5% in aumento del 14% rispetto al 30 settembre 2016 (5,7%).

L'indebitamento netto scende a 501 milioni da 615 milioni al 31 dicembre 2016. Da un punto di vista grafico si osserva una fase laterale che i prezzi hanno disegnato da quota 1,11, top di inizio mese, che si è estesa fio ai primi supporti a 1,03 circa. La reazione che nelle ultime sedute ha preso forma da questo livello dovrà spingersi stabilmente oltre area 1,10 per dare credibilità al movimento permettendo di puntare in direzione dei massimi di fine settembre a 1,18 euro.
L'eventuale superamento di questa soglia aprirebbe poi spazi di salita verso nuovi record a 1,27 circa. Nella direzione opposta invece, possibile debolezza nel caso di discese sotto 1 euro, prologo a un affondo sui minimi di ottobre a 0,93 circa.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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