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giovedì 16 novembre 2017

La notizia dell'arsenico nella passata di pomodoro Mutti è una bufala

I prodotti Mutti
Una tra le più importanti protagoniste del settore del pomodoro, la parmense Mutti, ha dovuto suo malgrado smentire il ritiro della propria passata per contaminazione da arsenico.
La notizia che in un lotto di passate erano state riscontrate tracce di arsenico è da considerarsi una pura bufala. Tutto è partito da un documento del Ministero della Salute, poi riconosciuto come falso, nel quale si spiegavano i motivi del ritiro del prodotto Mutti. Il modulo di richiamo presentava infatti segni di contraffazione, come ad esempio il tipo di carattere (non è quello usato dal Ministero) e il tipo di foto utilizzato. Un lavoro per altro non propriamente degno, visto che è stata usata un’immagine scattata in una cucina privata ed è stata inserita in tutta fretta senza badare alle dimensioni del documento (infatti la foto è schiacciata).
L’avviso incriminato, palesemente fasullo
Molti utenti, evidentemente senza le competenze tecniche per scovare questi dettagli, hanno creduto alla bufala. E hanno condiviso la notizia. Ovviamente questo è un enorme danno di immagine per la Mutti, quando è in realtà del tutto innocente.
Il Ministero ha commentato: “In relazione ad alcune recenti segnalazioni pervenute a questo Ministero si comunica che su vari social network (facebook, whatsapp) circolano dei falsi richiami dal mercato di prodotti alimentari, tra gli ultimi quella della ditta Mutti S.p.A. relativa ad un lotto di passata di pomodoro per presenza di arsenico. Il Ministero della Salute smentisce la veridicità di tali documenti pubblicati in rete. Si ricorda che i richiami dei prodotti alimentari predisposti dagli Operatori del Settore Alimentare (OSA) a seguito di non conformità a controlli ufficiali sono quelli pubblicati nell’apposita pagina del Portale del Ministero a questo link
Chiunque abbia prodotto questo falso avviso, potrebbe essersi macchiato del reato di procurato allarme. Mutti “ha già intrapreso tutte le opportune azioni legali a tutela della sua centenaria credibilità e immagine e per individuare i responsabili. Denuncia è stata fatta alla Polizia Postale per questo ingiustificato allarme che costituisce reato penale”.
L’azienda ha infine rassicurato i suoi consumatori: “l’attenzione per la qualità e per la sicurezza dei propri prodotti è infatti alla base dei valori dell’azienda. Principi che si traducono nell’utilizzo di solo pomodoro italiano e nell’impegno costante per mantenere alti standard qualitativi, attraverso la selezione di materie prime ottimali e il controllo accurato di tutto il processo produttivo. La promessa di qualità nei confronti dei consumatori è resa possibile grazie ad un insieme di condizioni uniche tra cui la consolidata collaborazione con le associazioni agricole e i produttori e un sistema severo di controllo del pomodoro in tutte le fasi della filiera“.

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