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mercoledì 8 novembre 2017

Italia in ripresa. Ma le famiglie tagliano sui servizi sanitari


L'Europa in generale e l'Italia in particolare, possono godere di quella ripresa che i numeri confermano e che i vertici politici annunciano da tempo.

I numeri 

Resta però il fatto che al di là dei dati pubblicati e dell'ottimismo dei mercati, un terzo delle famiglie non è in grado, economicamente, di far fronte a prestazioni sanitarie o altre emergenze.
Con le necessarie riforme del settore sanitario e con i tagli agli sprechi organizzati spesso senza la necessaria previdenza, molte prestazioni specialistiche sono erogate solo dietro pagamento, il che, per molti italiani significa dovervi rinunciare oppure rimandare. La voce più colpita è quella dell'Assistenza per anziani non autosufficienti anche se quelle che hanno registrato l'incidenza maggiore sui tagli sono state le cure odontoiatriche con il 45,7% delle persone che rimanda o, nel caso del 24%, che preferisce addirittura rinunciare.

La stessa rinuncia si ha per le visite specialistiche con il 35,4% che non le fa perchè senza disponibilità economica. Il 36,7% delle famiglie, pari a 9,3 milioni di persone è costretta a cancellarla ma nei casi in cui c'è una debolezza economica di fondo, la percentuale arriva anche a superare il 50% arenandosi al 56,5%.

Le fasce a rischio

I dati sono quelli resi pubblici dall'Osservatorio sul bilancio di welfare delle famiglie italiane presentato da Mbs Consulting alla Camera dei Deputati.

In caso di un reddito medio annuo fissato a 29.674 euro il 14,6% è coperto da voci di spesa riferibili al Welfare, un'incidenza che diventa ancora più pesante per le fasce di reddito al di sotto della soglia media, soglia che è stata fissata a 13.635 euro di reddito familiare netto.
In questo caso la percentuale destinata al pagamento di servizi per cura della salute e istruzione arriva ad essere un quinto.
L'82% delle famiglie nella fascia di reddito definita debole e il 69% di quella in autosufficienza (25.699 euro netti annui) hanno ammesso di aver affrontato con difficoltà le spese per la propria salute.

Altre, invece (17,5%), sono arrivate a dover intaccare il proprio patrimonio
Fonte: News Trend Online

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