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martedì 14 novembre 2017

Germania: più di 50 giorni senza un governo


Nemmeno i luoghi comuni sono più quelli di una volta. Più di 50 giorni senza un governo e non stiamo parlando dell'Italia, nazione famosa nel mondo per la sua instabilità politica, bensì della Germania e del suo mito, ormai sorpassato, di granitica compattezza.

50 giorni dalle elezioni


Ieri è scattato il 50 giorno senza governo per Berlino., era il 24 settembre e dalle urne tedesche usciva la conferma, qualora ce ne fosse stato bisogno, che la Grande Coalizione che aveva caratterizzato gli ultimi governi teutonici, a sua volta un'eccezione vista la rarità di un voto tedesco che quasi mai è stato frammentato, era anche la proiezione di una serie di difficoltà e di insofferenze all'interno sia della società che della politica stessa.

Tecnicamente il governo in carica è rimasto lo stesso, se non altro grazie alla riconferma del suo premier, Angela Merkel che però deve combattere con una costante emorragia di consensi e di voti. Purtroppo i tempi per la creazione di un esecutivo si stanno allungando ogni volta, il che non è certo un buon segno, così come non è stato un buon segno l'ingresso nella Bundestag, il parlamento tedesco, dei rappresentanti dell'estrema destra, per la prima volta dopo la fine della seconda guerra mondiale.

I timori dell'Europa 

Intanto i colloqui tra Unione Cdu-Csu e i liberali e i verdi per formare la nuova coalizione vanno per le lunghe con tutte le conseguenze del caso; nessuno, infatti, sa ancora bene quali saranno le prossime scelte di Berlino circa le politiche ambientali, sulla guerra all'evasione fiscale creata dai grandi nomi del web, e sulla questione bancaria europea, oltre ovviamente all'annosa questione Brexit.
Il problema principale è nato dopo l'addio alla coalizione da parte dei socialdemocratici che hanno preferito passare all'opposizione, leccandosi le ferite dopo una sconfitta che li ha fatti cadere ai minimi storici nelle preferenze.

Per riuscire a far quadrare i numeri, perciò, si fa sempre più avanti l'ipotesi Giamaica, ovvero la possibilità di formare un governo con una coalizione di partiti i cui colori andrebbero a formare la bandiera giamaicana (nero giallo verde, con il primo che richiama i cristiano-democratici, giallo per i liberali e verde ovviamente per il fronte ambientalista).
Nodo gordiano resta la necessità di stendere un piano d'azione e di intenti prima che venga redatta la lista dei ministri, in modo da salvaguardare i prossimi anni di governo, evitando repentini cambi di idee e di fronti, in particolare per quanto riguarda i conti dello stato, in attivo e perciò da preservare per evitare di farli sconfinare in territorio negativo.

Scongiurata, perciò, la paura di nuove elezioni anticipate anche grazie alla conferma da più parti di voler giungere ad un accordo tecnicamente possibile nonostante i tanti punti (125 secondo gli osservatori) ancora da pianificare.
Fonte: News Trend Online

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