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lunedì 27 novembre 2017

EUR/USD senza scossoni fino a fine anno. Ecco cosa valutare

 
Previsioni del greggio a 80 dollari per fine anno, Euro sempre più forte mentre non si può dire lo steso della sterlina e nemmeno del dollaro. Cosa sta succedendo? La risposta di Carlo Alberto De Casa Chief Analyst di ActivTrades   e autore de I segreti per investire con l’oro
I prezzi dell'oro registrano una volatilità ai minimi e non sembra che la situazione possa cambiare. Quali prospettive per la fine dell'anno?
L’oro appare ancora in una fase di consolidamento laterale, anche se sia il quadro grafico che quello fondamentale risultano in lento ma progressivo miglioramento, così come sta accadendo per numerose materie prime. Dal punto di vista tecnico il primo supporto appare collocato fra i 1.250 ed i 1.260 dollari l’oncia, mentre la prima resistenza a 1.300 dollari l’oncia, area che ha più volte fermato la ripresa del “gold”. Un nuovo ritorno dei prezzi, dopo quello di settembre, al di sopra di questi valori, fornirebbe un segnale di forza per il metallo giallo. Viceversa, finchè i prezzi rimarranno ingabbiati in questo trading range laterale relativamente stretto (fra 1.260 e 1.300$ l’oncia, quindi poco più del 3%) la volatilità rimarrà contenuta.
Gli ultimi due mesi dell’oro, grafico giornaliero da piattaforma ActivTrader


Anche platino e palladio sono stati sotto i riflettori negli ultimi mesi
Senz’altro. E’ arrivato lo storico sorpasso del prezzo del palladio che è tornato a valere più del platino dopo 15 anni. Il palladio viene usato nei convertitori catalitici, questo ha determinato una forte crescita della sua domanda, generando un deficit nel settore. Ecco spiegato il boom del prezzo del palladio, che ha guadagnato quasi il 50% superando il platino, anch’esso autore di una performance positiva, ma decisamente più contenuta (+3%).

Petrolio: operatori sempre più divisi tra ottimisti e pessimisti. Intanto si parla di 80 dollari al barile per Natale. Previsione plausibile?
Non credo che vedremo 80$ entro Natale, anzi, anche quota 70$ appare ancora lontana. Appare tuttavia evidente il rally del petrolio, che ha raddoppiato le sue quotazioni negli ultimi venti mesi, risalendo dai minimi sotto quota 30$ di inizio gennaio fino ai valori attuali. Molto dipenderà dalle mosse dell’OPEC, ammesso che si trovino ulteriori accordi. Da vedere anche se la Russia continuerà a calmierare la sua produzione, cnofermando il patto stipulato con il cartello dei paesi produttori. Non mi stupirei se il 2018 fosse un anno di consolidamento per il greggio e se magari a correre fosse invece l’oro. Chiaramente la discriminante arriverà dall’andamento dell’economia mondiale (e dalla conseguente domanda di greggio), fattore che influenzerà anche le borse. Una frenata dei listini azionari, reduci da lunghi anni di toro, potrebbe spostare importanti flussi di liquidità verso l’oro. Nonostante la corsa del bitcoin del 2017, il bene rifugio per eccellenza resta il lingotto.

Euro sempre più forte mentre non si può dire lo steso della sterlina e nemmeno del dollaro. Cosa sta succedendo?
Sui mercati valutari l’euro l’ha fatta da padrone per i primi nove mesi dell’anno. Ad inizio 2017 si parlava di parità fra le due valute, con l’euro/dollaro scivolato sotto 1,05. Poi con il passare dei mesi la situazione ha subito un radicale mutamento. Da un lato gli operatori hanno iniziato a prezzare la fine del Quantitative Easing europeo (il cui volume è stato ridotto da Draghi nei mesi scorsi), dall’altra sono sorti dubbi in merito alla reale capacità della Fed di rispettare le tempistiche ipotizzate per i rialzi dei tassi nel biennio 2018-2019. Questo ha spinto il rally dell’euro. Ancora una volta, però, l’area 1,20-1,21 (storico supporto per il cambio) ha rappresentato una valida resistenza su questo cambio. Le incertezze europee, con l’avanzata dei cosiddetti partiti populisti e soprattutto con Angela Merkel senza una maggioranza in parlamento, hanno frenato l’euro. Ad ottobre e novembre abbiamo assistito ad una discesa verso 1,16, prima della nuova rimonta dell’euro verso 1,18.
Cosa aspettarsi su questo cambio?
Non mi attenderei grossi scossoni prima della fine dell’anno. Al momento l’EUR/USD appare incanalato fra 1,16 e 1,20 in attesa di capire come si evolverà lo scenario macroeconomico. Le questioni in ballo sono davvero molte, partendo dalle vicende Usa- Corea del Nord, per proseguire con le politiche monetarie dei due paesi, per arrivare alle questioni politiche (si pensi al governo tedesco non ancora formato).
Penso che la BCE farà il possibile per frenare la corsa dell’euro. Ad inizio 2017 Trump si mosse con un twit per calmierare gli acquisti di dollaro, la BCE non si muove sui social, ma potrebbe invece lasciar trasparire una certa calma nelle prossime mosse, mostrandosi ancora colomba. Alla fine un cambio fra 1,15 e 1,20 penso possa andar bene sia agli usa che all’Europa…
Grafico euro dollaro settimanale da piattaforma Activtrader

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