-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

giovedì 16 novembre 2017

ENI: la discesa prosegue, ma per gli analisti è un buon affare


A dispetto della chiusura leggermente positiva di Piazza Affari, ENI non è riuscito a sottrarsi alle vendite neanche oggi. Il titolo, dopo aver ceduto quasi due punti percentuali ieri, ha archiviato la settimana giornata con il segno meno oggi. ENI si è fermato a 13,74 euro, a ridosso dei minimi intraday, con un ribasso dell'1,01% e volumi di scambio vivaci visto che a fine sessione sono transitate sul mercato oltre 22 milioni di azioni, ben al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 13 milioni di pezzi.
ENI ha risentito nelle ultime giornate del ritracciamento dei prezzi del petrolio che si sono riportati a poca distanza dalla soglia dei 55 dollari al barile, ma anche della negatività che ha interessato il mercato in generale. 

Tesoro: avviato processo per la vendite della quota di ENI

ENI quest'oggi è finito sotto i riflettori del mercato dopo che il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha avviato il processo formale per la vendita delle quote di ENI ed ENAV a Cassa Depositi e Prestiti, da chiudere entro fine anno.


Si tratta del 50,37% di ENAV, mentre la quota di ENI è ben più contenuta ed è pari al 3,3%. In base agli attuali prezzi di mercato, il controvalore atteso dall’operazione è di 2,8 miliardi di euro, non lontano dai 3,5 miliardi di euro di introiti da privatizzazioni, posti come obiettivo nel DEF 2017.
Il 22 novembre si riunirà il board di Cassa Depositi e Prestiti per una prima valutazione anche da parte degli azionisti privati e le fondazioni bancarie presenti nel board.


Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha deciso di mantenere una piccola quota in ENI, nell'ordine dell'1%, per la strategicità della società, riservandosi il diritto di avere un ruolo nella presentazione delle liste per l’elezione del Consiglio di Amministrazione.

ENI: per Equita è sulla buona strada per raggiungere obiettivi piano

Intanto sempre oggi è stato oggetto di analisti da parte di Equita SIM che ha dedicato al titolo un report nel quale gli analisti hanno affermato di ritenere che ENI sia sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di piano e migliorare la remunerazione per gli azionisti.
La cash neutrality breakeven sul prezzo del petrolio è a 60 dollari al barile, post dividendi nel 2017.

La forte crescita della produzione in corso e il recente incremento dei prezzi del petrolio, provocano un surplus di cassa di 200 milioni di euro per ogni dollaro al barile superiore ai 60.
Se il prezzo del petrolio rimanesse stabilmente al di sopra di questo livello, gli analisti di Equita SIM ritengono che ENI possa attivare un programma di buyback, come già paventato da altre compagnie petrolifere in Europa, quali BP e Repsol.
La SIM milanese ricorda inoltre che sul lato produttivo il quarto trimestre continua a mostrare un'accelerazione anno su anno, grazie all’avvio/accelerazione produttiva dei nuovi campi in Angola, Indonesia, Ghana ed Egitto.
Come da nuova guidance comunicata nel terzo trimestre, la crescita della produzione nel 2017 sarà ragionevolmente del 3% anno su anno contro il 5% atteso a inizio anno per le problematiche produttive a Goliat, Kashagan e Val d’Agri.


Gli esperti ritengono che la loro stima di free cash flow nel 2017 di 1,7 miliardi di euro sia ragionevole.
Le Capex hanno una buona flessibilità nel 2018, mentre nel 2019-2020 è nettamente migliore.
Equita SIM mantiene così una view bullish su ENI che rimane ad uno sconto rilevante rispetto ai competitors europei: il rapporto enterprise value/EBITDA è di 5 volte, contro le 6,5 volte della media dell’industria di riferimento.
Confermata pertanto la strategia positiva sul titolo con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 16,5 euro.
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.