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mercoledì 22 novembre 2017

Debito emergente in valuta locale


Lewis Jones, Senior Portfolio Manager ed Emerging Market Debt di NN Investment Partners, spiega che dal momento che nei mercati sviluppati è atteso un irrigidimento della politica monetaria, questo inciderà sul potenziale di rendimento per gli investitori obbligazionari che dovranno considerare di diversificare il proprio portafoglio.
Un’asset class che offre una diversificazione a livello geografico, insieme a fondamentali solidi, un carry attraente e divise sottovalutate consente di proteggere il portafoglio da politiche monetarie più restrittive nei mercati sviluppati. Pertanto, il contesto è ora favorevole al debito dei mercati emergenti denominato in valuta locale.
Per il periodo compreso tra gennaio 2003 e ottobre 2017, le obbligazioni locali dei mercati emergenti hanno mostrato una correlazione dello 0,13 con i Treasury statunitensi mentre la correlazione delle valute locali dei mercati emergenti, che offrono una duration praticamente nulla, è stata ancora più bassa, pari a -0,02 - spiega Lewis Jones -.

Questo fattore - in un contesto macroeconomico caratterizzato da politiche monetarie restrittive - rende tale asset class attraente.
Lewis Jones prevede due possibili scenari economici in futuro. Il primo implica una rottura da parte della crescita globale della soglia massima raggiunta negli ultimi sei anni.
Il secondo scenario, invece, prevede la prosecuzione di un’economia contenuta.
Nel primo scenario, probabilmente le aspettative di inflazione aumenterebbero rapidamente, determinando una risposta più ampia e più rapida delle banche centrali attraverso il ritmo dei rialzi dei tassi di interesse - spiega Lewis Jones -.

Nel secondo scenario, l’inflazione resterebbe probabilmente al di sotto del target, e di conseguenza si manterrebbe in vigore una politica monetaria espansiva.
In entrambi i casi, il debito dei mercati emergenti denominato in valuta locale rappresenta una proposta interessante. Elevati tassi di interesse reali e nominali, valutazioni attraenti e fondamentali solidi dovrebbero portare l’asset class a una sovraperformance relativa.
In futuro, riteniamo che gli afflussi di capitale dovrebbero continuare a fronte di un contesto macroeconomico favorevole in ognuno dei due scenari di crescita, consentendo al mercato valutario dei Paesi emergenti di colmare il gap con le valute principali e di apprezzarsi ulteriormente rispetto al dollaro statunitense.
In un contesto di crescita globale in accelerazione, i mercati emergenti sono ben posizionati per far fronte a un aumento atteso della domanda globale di materie prime e beni industriali, che dovrebbe fornire ulteriore supporto ai bilanci delle partite correnti.

Inoltre, una forte propensione al rischio degli investitori porterebbe i flussi di portafoglio e d’investimento obbligazionari verso i mercati locali, contribuendo a un ulteriore apprezzamento valutario. 
Guardando ai prossimi trimestri, osserviamo che le obbligazioni dei mercati emergenti in valuta locale continuano a registrare una buona performance su base total return, sia dal punto di vista dei tassi di interesse, sia della valuta - spiega Lewis Jones -.
Fondamentali solidi, un carry attraente, divise sottovalutate e un contesto globale di supporto dovrebbero dunque continuare a essere i driver dei flussi di capitale. Inoltre, qualora si verificasse un rialzo dei tassi di interesse a livello globale o un irrigidimento più rapido della politica monetaria nei mercati sviluppati, la scadenza media più bassa delle curve dei rendimenti locali dovrebbe offrire una certa difesa rispetto ad altre asset class obbligazionarie.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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