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giovedì 2 novembre 2017

Curva dei tassi: la battaglia di Gettysburg



Ieri l’ennesimo segnale, la famigerata curva dei tassi suggerita dal nostro Machiavelli ha lanciato l’ennesimo segnale inequivocabile, la battaglia di Gettysburg, la più importante della guerra in corso, sta per entrare nel vivo…
” … il comandante Yanet Yellen dovette scegliere, dopo il fallimento sostanziale dei suoi attacchi  sui due fianchi della deflazione da debiti, tra un difficile attacco frontale al centro delle difese nemiche o la ritirata.

Essendo in inferiorità numerica e senza speranza di rinforzi, mantenere la posizione senza prendere l’iniziativa avrebbe esposto le sue truppe al rischio di essere accerchiate e distrutte dalle preponderanti forze nemiche che potevano accorrere da tutta l’economia globale. (…) L’azione dell’artiglieria non fu sufficiente ad indebolire in modo decisivo le solide linee della deflazione da debiti, e nonostante gli sforzi della fanteria inflazione lanciata all’attacco, l’azione fallì completamente con perdite elevatissime.

Le tre divisioni della colonna d’attacco, tra morti, dispersi, feriti e prigionieri, subirono perdite superiori al 50%. Diverse brigate furono quasi completamente distrutte e il generale Yanet fu costretto a ripiegare a sud del Potomac.
La battaglia di Gettysburg segnò un momento decisivo della guerra, vanificò le grandi speranze dell’inflazione e rafforzò la determinazione del presidente Irving Fisher degli stati dell’Unione a continuare il conflitto fino alla totale sottomissione degli stati secessionisti fedeli all’inflazione…
Come abbiamo spiegato recentemente ieri, la curva dei rendimenti, lo spread tra i rendimenti a 5 anni e quelli a 30 anni è letteralmente crollato al più basso livello dal mese di novembre del 2007 con il rendimento del trentennale che ritorna sotto il 2,85 %.
Rendimenti  USA a 5 anni 2,01%
Rendimenti USA a 30 anni 2,85 %
Ormai siamo abbondantemente sotto lo spread dell’1 %, il nostro indicatore preferito.
Lasciate perdere la vecchia curva dei tassi, nel breve è manipolata dalle banche centrali, seguiamo la storia e l’analisi empirica, da oltre CENTO ANNI ogni recessione è annunciata dallo spread 5/30 year.
Ora siamo ad un differenziale dello 0,84 , sotto 1 l’economia americana negli ultimi cento anni non è mai sfuggita ad una recessione, MAI!
Una sintesi veloce è che il generale Yanet Yellen cercava di sfondare disperatamente da tempo l’accerchiamento al centro dello schieramento avversario, ma il muro dei remdimenti a lungo termine che non ne vogliono sapere di salire, sta portando alla sconfitta la Fed, un barriera secolare agli ordini della deflazione da debiti e del fuoco di sbarramento di artiglieria pesante, quotidianamente comandato dalla demografia e dal progresso tecnologico, oltre che dalla demenziale deflazione salariale imposta dalle elites.
I dati macroeconomici di ieri servono poco o nulla, positivi o negativi che siano a noi interessa solo evidenziarvi che la nostra chiamata in primavera della fine della ripresa del mercato immobiliare è supportata dai fatti…
Nel frattempo la forza attuale del dollaro potrebbe proseguire sino alla fine del primo trimestre 2018, dovuto alla scarsità di dollari in seguito ad un più alto livello di indebitamento previsto dal Tesoro americano, secondo lo strategist forex di Nordea, Martin Enlund.
Oggi Trump scegliere il nuovo governatore della Fed, tutta la Fed passerà sotto il dominio dell’amministrazione Trump e noi sappiamo che lui si considera un amante dei bassi tassi di rendimento, la cosa che non sa è che durante la sua amministrazione, la Fed sarà costretta a portare i rendimenti in negativo, tassi negativi nei prossimi anni.
In Europa invece sarebbe il caso di mandare Napoleone Draghi in esilio a Sant’Elena dopo l’ennesima Waterloo, aveva dichiarato la sconfitta della deflazione, invece da questa primavera inflazione è scesa dal 1,9 % al 1,4 e il dato core dal 1,2 al 0,9%, Mario l’isola d’Elba ti aspetta!
Euro Area Inflation Rate
A proposito visto che c’è sempre l’usanza di evidenziare i momenti negativi, da giovedi in soli cinque giorni, i rendimenti dei trentennali più il movimento del dollaro hanno prodotto un aumento del 3,6 %, giusto per dovere di cronaca in attesa di quello che verrà!
Autore: Andrea Mazzalai Fonte: News Trend Online

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