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lunedì 27 novembre 2017

Continuare ad investire su STM ma con prudenza

Torniamo oggi a parlare di certificate. Prima di tutto ci teniamo a segnalare che per chi la settimana scorsa avesse seguito i consigli sul certificate Wrost of indicato qui, avrebbe già avuto ottime soddisfazioni. Stabilito ciò veniamo all'argomento di questo post.
Il sottostante su cui ci focalizzeremo oggi è un'azienda italo-francese che opera nel settore dei semiconduttori: stiamo parlando STMicroelectronics.
La STMicroelectronics N.V, insieme alle sue controllate, progetta, sviluppa, produce e commercializza prodotti di semiconduttori, sottosistemi e moduli elettronici in tutto il mondo.

L'azienda offre un'ampia gamma di componentistica elettronica tra cui circuiti integrati specifici per applicazioni, dispositivi completamente personalizzati e dispositivi semi-personalizzati e prodotti standard specifici per applicazioni analogiche, digitali e a segnali misti, sotto forma di chip di silicio e smartcard.
Fornisce inoltre sottosistemi e moduli, compresi accessori per telefoni cellulari, caricabatterie e alimentatori ISDN per i mercati delle telecomunicazioni, automobilistico e industriale.L'azienda vende i suoi prodotti attraverso i suoi distributori e rivenditori, nonché attraverso rappresentanti di vendita.
Il fatto che la Internet of Things (IoT) sia ormai considerato un dei settori globali con le maggiori prospettive di crescita e sicuramente STM ha molto beneficiato di ciò.

In effetti i risultati di STM nel terzo trimestre 2017 sono stati di tutto rispetto: i ricavi si sono attestati a 2,14 miliardi di dollari, facendo registrare un +18,9% rispetto agli 1,92 miliardi realizzati nello stesso periodo dell'anno precedente. Si registra inoltre anche un aumentato della marginalità arrivata al 39,5%, contro il 35,8% del terzo trimestre del 2016 e il 38,3% del secondo trimestre dell’anno.
Qui però iniziano un po' di ombre per quanto riguarda STM: la media della marginalità nel settore dei semiconduttori si attesta a circa il 47% medio.

Ciò significa che STM deve mandare al 100% i suoi impianti per ottenere dei profitti in linea con i suoi competitors. Tale differenza risulta ancora più significativa se si prende in considerazione il P/E di STM rispetto al suo settore: infatti per STM abbiamo un 27,58 contro un 24 medio del settore.
Neanche gli analisti ci sono d'aiuto:
come vedete si distribuiscono quasi uniformemente tra buy, hold e sell.

Gli stessi target price sono estremamente eterogenei: si va da un minimo di 12,9€ di Morgan Stanley ad un massimo di 26€ (il doppio) di JP Morgan.
Ormai, per chi ci segue da un po', sapete come procediamo quando ci sono comunque buone prospettive di fondo ed allo stesso tempo rischi di ribasso nel breve termine: andiamo a cercare uno strumento esposto a quel sottostante che fornisca una buona protezione in caso di ribasso ma che ci fornisca anche un buon rendimento.
In questo caso specifico, la nostra strategia di gestione sarà ancora più conservativa: vendiamo l'azione STM realizzando il profitto del 80% rispetto ai nostri prezzi di carico (11,49€) per acquistare il certificate.
Veniamo quindi all'analisi tecnica di STM:
Come vedete il 26/10 si è verificato un importante gap up che ha portato le quotazione da sotto i 18€ a sopra i 19€.

Corsa continuata fino a raggiungere 21,62€, per poi lateralizzare sui livelli odierni. Il primo supporto è posto sui minimi di novembre attorno a quota 19,55€, ma quello più significativo è posto a 18€ proprio in corrispondenza del gap.
Il certificato che abbiamo scelto è un ...
A prezzi attuali il certificato è acquistabile sulla parità (100€) e sarà rimborsato a 107€, portando quindi un rendimento ad un 7% (quasi il 14% annualizzato).
La barriera è posta a 15,72€, circa il 23% dai prezzi attuali. Oltre ai supporti sopra elencati ne possiamo trovare anche un altro a 16,31€ in corrispondenza della candela cerchiata.

Anche le due medie mobili a 50 e 100 giorni (che rappresentano dei supporti dinamici) si trovano ben al di sopra della barriera.
Ricordiamo inoltre che questo tipo di certificate, a differenza dei Top Bonus, ha una barriera continua, ossia è sufficiente che il sottostante tocchi anche solo una volta la barriera stessa per perdere il diritto al bonus.
Questa caratteristica lo rende sicuramente più rischioso rispetto ad un Top Bonus ma rende anche più profittevole l'investimento.
Date le considerazioni sia fondamentali che di analisi tecnica riteniamo che questa prodotto, data anche la sua scadenza a breve, sia un ottimo compromesso tra l'esposizione all'azione ed una protezione su futuri ribassi.
Si può anche pensare di entrare sul certificate ad un primo ritracciamento a quota 19,55€ per poi aumentare l'esposizione ogni volta che il titolo si avvicini ai supporti sopra menzionati.
Autore: Andrea Galeazzi Fonte: News Trend Online

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