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martedì 28 novembre 2017

Brexit: si complica la questione irlandese


La Brexit inciampa sulla prova Irlanda. Non che l'argomento sia di facile soluzione per i negoziatori. Dall'inizio sono nate le prime e più difficili incomprensioni dal momento che si litigava anche solo per stabilire quali dovessero essere le questioni prioritarie.

Brexit: le questioni più spinose

Infatti dall'Europa si chiedeva di risolvere prima la diatriba riguardante i soldi che Londra doveva dare all'Unione in virtù degli impegni precedentemente presi, quindi chiarire la posizione dei cittadini Ue presenti su suolo inglese e infine definire la questione dei confini con l'Irlanda.

Storicamente, infatti, l'isola vicino all'Impero britannico è divisa tra l'Irlanda, ovvero l'Eire, nazione autonoma e all'interno dell'Unione dal 1973, e quella del Nord, sotto il dominio britannico, spesso erroneamente identificate con l'Ulster (in realtà l'Ulster comprende sia l'Irlanda del Nord, con sei delle nove contee che costituiscono l'Ulster ovvero Antrim, Armagh, Down, Fermanagh, Londonderry e Tyrone, sia le tre contee governate dalla Repubblica d'Irlanda e cioè Cavan, Donegal e Monaghan).

Con l'uscita di Londra dall'Ue sarà necessario regolamentare i flussi di persone e merci da quello che sarà l'unico confine terrestre tra l'Europa e la Gran Bretagna. Il problema, oltre che logistico visto il traffico quotidiano che la comune appartenenza all'Unione snelliva delle pedanterie burocratiche, sembra essere anche politico.
L'Irlanda del Nord, che dopo anni di guerre fratricide ha ottenuto l'autonomia politica con la possibilità di eleggere un governo proprio, è in crisi, così come anche l'Eire il cui governo, guidato dal premier Leo Varadkar potrebbe essere a rischio di elezioni anticipate. A Dublino il governo di minoranza guidato da Leo Varadkar, del partito Fine Gael, deve difendersi dall'accusa verso la sua vicepremier Frances Fitzgerald di aver fatto insabbiare una denuncia per corruzione verso la polizia, Il partito Sinn Fein ha presentato una mozione di sfiducia appoggiata anche dai rappresentanti del Fianna Fa'il, a loro volta appoggio estero per il governo del primo ministro.

Irlanda divisa in due

Molte aziende e fattorie sorgono letteralmente sul confine, dal quale sono tagliati a metà.

Tutto questo permetteva ai circa 30 mila transfrontalieri di avere una vita priva di tensioni, almeno sul fronte lavorativo, il che ha innegabilmente favorito il commercio e le attività economiche. Ma l'addio di Londra all'Ue porterà, oltre al ripristino dei controlli, con tutto il rallentamento derivante, anche la destabilizzazione a livello sociale per una popolazione che da quasi 30 anni non aveva più bisogno di controlli ed ha perciò prosperato in un'area in cui gli attraversamenti da parte di corrieri e piccoli produttori agricoli avviene più volte al giorno.

Tornando al fattore economico è importante ricordare che l’economia dell’Irlanda del Nord dipende moltissimo dalle esportazioni verso l’Unione Europea quanto da quelle verso la Repubblica d’Irlanda, il che porterebbe ad un aumento estremamente gravoso dei costi per le piccole aziende della zona.
Recentemente il Telegraph ha reso noto un documento riservato della Commissione europea secondo cui l'Eire sarebbe intenzionata a chiedere a Bruxelles di far restare l’Irlanda del Nord parte dell’unione doganale europea in modo da conservare la libera circolazione nella zona. Una proposta che, se non accettata, potrebbe costringere Dublino ad opporsi al prosieguo dei colloqui con Londra per lo svolgersi della Brexit, un secondo step che dovrebbe iniziare da metà dicembre.

Ma nel caso contrario, ovvero quello in cui venisse accettata, l'Irlanda del Nord, che nel referendum della Brexit votò per restare all'interno dell'Unione, diventerebbe un'eccezione nei territori soggetti alla Brexit, una sorta di enclave che avrebbe regole diverse da quelle imposte a tutto il resto del Paese.
Recentemente David Davis, segretario di Stato britannico per Brexit, ha spiegato che l’Irlanda del Nord, secondo questa proposta, sarebbe un territorio che, di fatto, rimarrebbe all’interno dell’Unione Europea e quindi, paradossalmente, una frontiera con il Regno Unito.


Fonte: News Trend Online

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