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venerdì 10 novembre 2017

Borse deboli: precipita Leonardo a Piazza Affari. Bene Ubi Banca


Anche la seduta odierna si è conclusa in calo per la piazza azionaria giapponese che ha perso terreno per la terza giornata consecutiva. L'indice Nikkei 225 è sceso dello 0,82%, appesantito soprattutto dai titoli tecnologici dopo il ribasso di ieri del Nasdaq Composite.
A frenare gli investitori sono le crescenti incertezze sulla riforma fiscale Usa che potrebbe anche essere rinviata, con un taglio delle imposte sulle società spostato in avanti al 2019.
In rosso le Borse europee che dopo un avvio in frazionale rialzo hanno cambiato direzione di marcia, presentandosi ora tutte al di sotto della parità.

Il Dax30 limita i danni ad un frazionale calo dello 0,07%, mentre il Ftse100 e il Cac40  scendono rispettivamente dello 0,25% e dello 0,27%.
Sul fronte macro è stato diffuso in Francia il dato relativo alla produzione industriale che a settembre ha mostrato una variazione positiva dello 0,6%, in recupero rispetto alla lettura precedente rivista al rialzo da -0,3% a -0,2%.
Il dato ha superato le attese del mercato che si erano preparato ad un incremento meno marcato dello 0,4%.
In Italia la produzione industriale a settembre è calata dell'1,3%, in deciso rallentamento rispetto ad agosto quando si era avuto un rialzo dell'1,2%, deludendo le previsioni degli analisti che speravano in un calo più contenuto dello 0,3%. 
Incerta Piazza Affari che vede il Ftse Mib al di sopra dei 22.600 punti, con un calo dello 0,03%, ma già in recupero dai minimi della mattinata segnati a poca distanza dall'area dei 22.500.
Decisamente rumoroso il crollo a due cifre di Leonardo che lascia sul parterre quasi il 20% del suo valore.

La società nei primi nove mesi dell'anno ha conseguito un utile netto in calo del 23% a 272 milioni di euro, a fronte di ricavi pari a 7,984 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con quelli dell'analogo periodo del 2016. 
A far sprofondare il titolo è la revisione al ribasso delle stime sull'anno in corso con riferimento ai ricavi, all'Ebitda e agli ordini.
Non supera la prova dei conti Banco BPM che cede l'1,56% dopo risultati con luci e ombre e tra i bancari viaggiano con il segno meno anche Mediobanca e Intesa Sanpaolo, con un calo rispettivamente dello 0,66% e dello 0,07%.
Bper Banca sale dello 0,28% dopo il rally di ieri, mentre Unicredit si apprezza dell'1,63% e riesce a fare ancora meglio UBI banca con un rialzo di quasi il 3% dopo i conti dei primi nove mesi dell'anno.
In rialzo dell'1,52% Telecom Italia che dopo la diffusione dei numeri trimestrali ha accusato un flash crash con un ribasso improvviso del 5% cui ha fatto seguito un immediato recupero.
A due velocità Unipol e UnipolSai, con il primo in rialzo dell'108% e il secondo in calo dello 0,42%.

Per Equita SIM Unipol nel terzo trimestre ha conseguito un utile superiore alle stime, mentre i conti di UnipolSai sono stati nel complesso in linea con le previsioni. 
Sul fronte macro Usa è previsto un solo aggiornamento di rilievo e si tratta del dato preliminare relativo alla fiducia Michigan che a novembre è attesta a 98 punti, in calo rispetto ai 100,7 punti di ottobre.
Fonte: News Trend Online

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