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mercoledì 1 novembre 2017

Bond oggi: storie da cardiopalma in $, con super yield


C’è anche questo mondo nel variegato agglomerato delle obbligazioni: emissioni in dollari appartenenti alla categoria high yield con cedole elevate e quotazioni nettamente inferiori alla media del comparto. Bond quindi da toccare solo se si è esperti del mercato e si riesce a operare sull’“Otc”.
Le loro storie sono appetibili più come tema di lettura in una giornata festiva che come operatività, salvo nel caso si abbia tanta esperienza per agire in un settore esposto a numerose variabili, a cominciare dal rischio di credito, inevitabilmente cospicuo per questa categoria.

Alta volatilità di medio periodo

Superfluo spiegare che l’appeal (e quindi il rischio) è triplo: hanno cedole comunemente dall’8 al 12%, quotazioni talvolta nettamente sotto la pari e sono espresse in dollari.

Ne consegue una volatilità estrema per obbligazioni paragonabili alle azioni, con la possibilità di sfruttare una specie di effetto leva. Che naturalmente si trasforma in causa di rilevanti perdite se il movimento va nella direzione opposta, il che è dovuto soprattutto a cali delle quotazioni per notizie negative sull’andamento del business dell’emittente o a indebolimenti della valuta.
Infine la quotazione: le tre storie che raccontiamo si riferiscono a bond presenti su Borse europee (soprattutto tedesche) con “spread” sostenibili, sebbene talvolta si possano registrare differenze fra “bid” e “ask” di 300 o 400 punti base, a conferma di un mercato estremamente nervoso, ma quasi mai illiquido.

Tre fra migliaia di emissioni

La vastità del comparto high yield in dollari è esplosa negli ultimi anni, sull’onda della politica monetaria espansiva della Fed e di un’economia in piena evoluzione.

Le vicende da raccontare potrebbero essere quindi migliaia. Ne abbiamo prese in considerazione tre, abbastanza significative.
  • Un settore in piena evoluzione quello delle strutture ospedaliere e dei centri diagnostici negli Usa, a causa delle tensioni derivanti dalla riforma sanitaria approvata dal Presidente Obama, la cosiddetta Obamacare, e dal tentativo non riuscito di smontarla da parte del successore Trump.
    In questo contesto Tenet Healthcare è presente con alcune centinaia di centri e un fatturato di quasi 20 miliardi di dollari. Numeri significativi ma margini inesistenti, che stanno portando il gruppo a una riduzione degli organici. Ne risente l’obbligazione a tasso fisso 8,125% scadenza 1/4/2022 (Isin US88033GCE89) a taglio 2.000: nell’ultimo anno si è mossa fra 91 e 107 $, con scambi di tutto rilievo.

    Attualmente quota sui 99,1 alla Deutsche Boerse, con rendimento dell’8,37%. e variazioni rilevanti perfino nell’intraday.
  • L’azienda per le donne: è così conosciuta Avon, marchio celebre in Italia e riferito a una multinazionale della cosmesi presente in oltre 100 Paesi.
    Anche in questo caso i fatturati sono rilevanti ma non trovano riscontro in margini operativi soddisfacenti, a causa di una concorrenza sempre più aggressiva. E l’effetto si sente in Borsa, dove l’azione continua a scendere da anni, avendo ormai toccato i minimi storici. Stesso effetto per l’obbligazione a tasso fisso 8,95% scadenza 15/3/2043 (Isin US054303AZ59) a lotto 2.000, che quota alla Deutsche Boerse sui 76,2 $, con yield all’11,9% e “duration” di 9,1.

    Nell’aprile 2013 prezzava sui 113 $ ma nel febbraio 2016 era crollata a 58 $. Da lì un progressivo “upside” fino a 94 $ per poi riavvitarsi in una fase ribassista.
  • Gli obbligazionisti più attenti conoscono questo nome: Frontier Communications è una società statunitense attiva nel campo delle telecomunicazioni: soprattutto telefonia nelle aree rurali, broadband Internet e televisione digitale.
    Molto attiva in termini di acquisizioni negli ultimi anni, ha appesantito i bilanci, che proprio nel 2017 registrano ingenti perdite. Effetti depressivi per le sue obbligazioni, fra le quali si segnala una delle più speculative, la tasso fisso 8,95% scadenza 15/8/2031 (Isin US17453BAJ08) a lotto 1.000.

    Quota sui 77,3 $, con yield al 12,5% e “duration” di 7,7. Massimi storici a 138 $ e minimi a 53 $: questi dati dimostrano l’estrema volatilità di un’obbligazione pur molto liquida.
La presenza sull’“Otc” impedisce a chi non sia esperto di prenderle in considerazione.
Sono questi comunque tre esempi del sempre più complesso panorama degli high yield in $, fonte di reddito per i gestori professionali. 
Fonte: News Trend Online

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