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mercoledì 8 novembre 2017

Bond oggi: débâcle Venezuela, stress in Brasile ma c’è chi sale


La ricerca di rendimenti si sposta sempre più sul fronte degli emergenti, con il sud America in primo piano, nel bene e nel male. Questo un quadro dei movimenti in corso.

Venezuela, si liquida (ma qualcuno compra) 

Situazione estremamente confusa a Caracas e dintorni. Dopo l’annuncio – a conferma di quanto anticipato da Trend nelle scorse settimane – che il Presidente venezuelano Maduro intende ristrutturare il debito nazionale, qualsiasi colpo di scena è possibile.

L’estrema sfrontatezza dimostrata negli ultimi mesi dal tanto contestato leader politico potrebbe portare a novità imprevedibili. E lo dimostra l’indiscrezione secondo cui vari hedge funds avrebbero acquistato da altri intermediari finanziari alcune centinaia di milioni di dollari di bond venezuelani.
In perdita o in profitto da parte dei secondi? Con margini irrilevanti ma comunque a segno più, dell’ordine di cents di dollaro. Nel frattempo imprecisate banche asiatiche starebbero trattando altri significativi lotti di debito venezuelano. Nell’incertezza più totale, se si considera che il Paese si trova non solo a dover ristrutturare oltre molte decine miliardi di dollari di titoli di Stato o correlati ma anche 26 miliardi di esposizioni con gruppi finanziari internazionali e 24 miliardi di crediti commerciali.

Ieri intanto altra giornata torrida per le obbligazioni quotate su Tlx, con cali dal 16 al 19% e un arretramento generalizzato sotto quota 25/26 $. Un livello da considerare ora come base per la ridiscussione del debito? Non ancora, se si considera che i “book” evidenziavano sulle piattaforme internazionali prevalenti stock in vendita.
E’ pur vero che l’area dei 25 è stata più volte in passato terreno di consolidamento per ristrutturazioni di questo tipo.

Brasile fiacco, senza eccessivi stress

Anche il debito governativo brasiliano registra debolezza, sebbene la situazione non sia minimamente confrontabile con quella venezuelana.

Da inizio settembre si avvertono prese di profitto sul fronte dei titoli di Stato espressi in dollari, a seguito di incertezze sempre più accentuate in campo politico. Il 10,125% scadenza 2027 (Isin US105756AE07) è passato in poco tempo da 147 a 144 $, con un trend ribassista in parte speculare rispetto a quello rialzista dell’estate.
I segnali non sono ancora preoccupanti ma contradditori. Il problema è che il debito del Paese continua ad aumentare e uno studio del Fondo monetario internazionale ha evidenziato come entro il 2022 dilaterà notevolmente, a causa di un passivo primario in crescita. Di qui un lento switch dai bond brasiliani verso i Treasuries, a causa delle previsioni che il rapporto debito/Pil brasiliano salirà in cinque anni dall’attuale 78% al 96,9%, poco sotto quella quota del 100% vista come barriera fra Paesi indebitati e super indebitati. 

Argentina e Peru più che positivi 

Notizie positive invece dal fronte argentino.

Dopo la decisione di S&P di rialzare il giudizio sul Paese da B a B+, passo successivo rispetto a quello avviato in primavera con la promozione da B- a B, e l’esordio di una triade di obbligazioni in euro a taglio 100.000, su scadenze 2023 (cedola 3,375%), 2028 (cedola 5,25%) e 2047 (cedola 6,25%), che sul secondario si stanno muovendo fra 99 e 101, vale la pena valutare il comportamento di un titolo atipico, il 2117 a cedola 7,125% (Isin USP04808AN44) in dollari Usa – con taglio 1.000, termometro del sentiment dei mercati: emesso a giugno a 90, già a metà agosto aveva superato quota 95 e a fine settembre oltrepassato i 100, per arrivare a 105 il 23 ottobre.

Poi un po’ di debolezza, con la discesa sugli attuali 101,5, in presenza di scambi sempre molto attivi sulle piattaforme internazionali, mentre a Tlx regge bene, con un rendimento lordo a scadenza del 7,1%. Positivo anche il Perù: il suo 5,625% scadenza 2050 in dollari (Isin US715638BM30) sta tornando sui massimi, già toccati ad agosto 2012 e a settembre 2016, oltre i 127 Usd, con yield a scadenza del 4,1%. 

Il rendimento è qui

Nel bene e nel male occorre ormai tenere sotto continua osservazione il debito governativo sud americano, che si sta rivelando iper attivo, con flussi in forte crescita e una relativa facilità di contrattazione, data la presenza di molti titoli su Tlx.

Altro che Btp e Bund! Gli yield sono targati “Latin America” e probabilmente lo resteranno ancora per tanto tempo. 
Fonte: News Trend Online

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