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martedì 28 novembre 2017

Bond oggi: alti rendimenti in $ sotto esame. Vincenti e perdenti


Deflussi – e anche significativi – dai fondi riferiti ai bond “high yield”. Il termometro indica tensioni sui mercati finanziari e proprio da questo comparto inizia – nell’ambito obbligazionario – una fuga (magari solo momentanea) degli investitori. Ciò non esclude che sui mercati si assista a un regolare esordio di nuove emissioni e a trend contradditori fra le diverse società.
Questo un quadro di alcune storie fra le più eloquenti.

I Petrobras corrono, forse un po’ troppo

L’azione della società brasiliana era tornata – nella versione Adr quotata a Wall Street – sopra gli 11 $, per poi correggere e rientrare sui 10 $. Si sono viste alcune sedute positive e altre molto negative, ma non per le obbligazioni, che ormai da mesi si muovono in un netto trend rialzista.

La 8,75% scadenza 2026 in dollari (Isin US71647NAQ25 – taglio 2.000 Usd - Tlx) in un anno è passata da 106 a oltre 120 $, con scambi sempre molto sostenuti. Un rendimento lordo al 5,7% appare esageratamente basso e prese di beneficio non sono da escludere, anche perché l’ultima trimestrale non è stata particolarmente favorevole.
La 7,25% scadenza 2044 (Isin US71647NAK54 – taglio 2.000 Usd - Tlx) in dodici mesi è invece passata da 86 a 105 Usd, sull’onda di un miglioramento della valutazione complessiva del credito di Petrobras, sebbene la volatilità si faccia ogni tanto sentire e occorra tenerne conto.

La lira crolla ma i bond turchi scendono molto meno

La fiducia dei mercati sulla Turchia si fraziona in due: malissimo quella sulla valuta, che nei giorni scorsi ha addirittura superato quota 4,70 contro euro; ma non troppo quella sull’emittente governativo, che regge una situazione geopolitica complessa e viene considerato impropriamente un “high yield” dei titoli di Stato.

Il sempre scambiatissimo 11,875% scadenza 2030 in dollari (Isin US900123AL40 – taglio 1.000 Usd – Tlx) ha sì perso da settembre quasi 10 punti ma quota comunque sopra i 150. Ieri ha chiuso oltre i 155 Usd, con lo “yield” compresso al 5,7%, quando le emissioni sovranazionali in lire turche superano ormai ampiamente il 10%.
La Bei 5,25% scadenza 3/9/2018 (Isin XS0935881853 – taglio 1.000 Try – Mot) è addirittura salita al 14% su base annua. Il segnale che viene dai titoli di Stato di Ankara è decisamente meno pessimistico di quanto emerga dalla sua valuta. 

Teva scende e risale (ma poco)

Una storia complessa quella di Teva Pharmaceuticals, società israeliana leader mondiale nella produzione di medicinali generici.

Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia di un forte taglio dei dipendenti soprattutto in madrepatria e negli Usa, che fa seguito a un piano di ristrutturazione delle attività. La sua obbligazione 3,15% scadenza 2026 in dollari (Isin US88167AAE10 – taglio 2.000 Usd – mercato “Otc” ma trattata su varie Borse europee) ha reagito dai minimi di metà novembre sugli 82 $, salendo agli 86 di ieri, con “yield” al 5,15% e scambi rilevanti.
Il mercato prevede un possibile rimbalzo di medio termine oltre i 90 $, soprattutto se il piano di riduzione degli organici andrà a buon fine. 

Che “spikes” il Ford 2043!

Con una forte sensibilità alle notizie sui tassi Fed il bond Ford 7,75% scadenza 2043 in dollari (Isin US345370BM12 – lotto 5.000 Usd – Tlx) si conferma uno dei più volatili presenti sui mercati regolamentati.

In realtà parte dei trend deriva da una liquidità talvolta incerta, con “spread” che si ampliano nettamente e portano a “spikes” delle quotazioni. E’ quindi il tipico titolo da tempistiche un po’ lunghe per l’esecuzione degli ordini, sebbene i primi cinque livelli del “book” siano di solito coperti.
Ne conseguono movimenti accentuati al rialzo e al ribasso, da sorvegliare con attenzione se si opera nel mercato obbligazionario del dollaro evitando gli “high yield” più esasperati. Il rating è BBB e l’ultima quotazione di ieri sui 134,4 Usd. 

Performance super per Time 

Il gruppo editoriale statunitense Time Inc – che pubblica riviste come la stessa Time, Fortune e Sports Illustrated, aveva emesso nelle scorse settimane un’obbligazione con cedola 7,5% scadenza 15/10/2025 in dollari (Isin USU8866LAB28 - lotto 2.000 Usd – “Otc” con quotazione su varie Borse europee): dopo varie sedute sui 100 il titolo ha improvvisamente cominciato a volare, prima a 106 e poi a 109, per chiudere ieri con “bid” a 112,7 e “ask” a 113,3.

Il motivo di tanto entusiasmo è presto spiegato. Il gruppo è stato acquistato da una società dell’Iowa, Meredith, legata a potenti investitori dell’area repubblicana, vicini a Trump. Il rating è un modestissimo B con struttura senior unsecured. In condizioni normali la 2025 girerebbe al massimo sulla parità e invece in poche sedute ha messo a punto una performance di oltre il 10%. 
Fonte: News Trend Online

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